Inaugurazione via Crucis
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- Scritto da Alessandro Righini
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INAUGURATA LA VIA DELLA CROCE D LUCE
Domenica 5 Giugno, in occasione del tradizionale ed annuale pellegrinaggio alla Croce di Luce, è stata inaugurata la Via Crucis composta da 14 pilastrini che, distribuiti sul sentiero di crinale che conduce dal Cerro al monte Alberino di Albignano, ricordano le tappe della passione di nostro Signore Gesù Cristo.
Il progetto per la realizzazione del percorso sacro era stato lanciato lo scorso anno quando, al termine della S.ta Messa celebrata ai piedi della Croce, Alessandro Righini aveva presentato il modello in polistirolo, di un possibile pilastrino da realizzarsi in cemento e da collocare in 14 esemplari sul sentiero.
Ogni pilastrino in cemento doveva poi essere completato da una formella in ceramica illustrante il tema della “stazione”
La Via Crucis ideata e proposta da Alessandro Righini in quella occasione è basata su di una scrittura e suddivisione delle 14 “stazioni” della Passione di nostro Sig. Gesù Cristo che, pur rispettando rigorosamente l’impostazione ed il soggetto rituale tratto dal racconto evangelico, presenta qualche variante rispetto alla tradizionale ed usuale successione ed esposizione delle tappe della via Dolorosa. A tal poposito val la pena di ricordare che varianti alla tradizionale suddivisione delle cosiddette stazioni della Via Crucis sono state proposte ed attuate anche negli anni passati in occasione delle celebrazioni del Venerdì Santo presiedute dal Pontefice a Roma .
Maderna Percussion Group a Casola Valsenio
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- Scritto da PierGiacomo Zauli
- Categoria: Cultura
Sabato 11 luglio, alle 21, in una piazza Sasdelli assai affollata, il “Maderna Percussion Group”, quartetto formatosi all’interno del Conservatorio Maderna di Cesena, in occasione della rassegna “Musica nei luoghi della Storia”, ha tenuto un concerto, sorprendendo il pubblico casolano, non solo per l’originalità degli strumenti (Marimba, Xilofono, Vibrafono, Cassa sinfonica, Maracas, Congas, Bastone della pioggia e una serie pressoché infinita di vari strumenti non facenti parte della tradizione occidentale) e per la splendida performance, ma, e soprattutto, per la presenza, all’interno del gruppo, di due fratelli casolani, Michele e Vittorio Soglia che, insieme al loro insegnante, il Maestro Daniele Sabatani, e al loro compagno di studi Tommaso Sassatelli, hanno costituito, da oltre quattro anni, questa particolarissima formazione strumentale.La loro bravura si è palesata in un repertorio di grande presa sul pubblico, costituito da alcuni brani molto difficili, tra cui “Music for pieces of wood” di Steve Reich, originariamente scritto per cinque suonatori di clave o legnetti, e arrangiato per l’occasione per quattro strumentisti, la cui particolarità consiste nella fitta rete di incastri dalla quale è impossibile riconoscere se tutti gli strumentisti stanno eseguendo la stessa frase; “Ghanaia” di Mattias Schmitt, l’omaggio che il compositore vuole rendere alla musica tradizionale africana; “Mitos Brasileiros” di Ney Rosauro, concerto in cinque movimenti per quartetto di percussioni, che vuole essere un omaggio alla musica latino americana; “Marimba Spiritual” del giapponese Minoru Miki, scritto dal suo autore tra il 1983 e il 1984 come riflessione sulle terribili condizioni di povertà che attanagliavano il popolo africano in quegli anni.
LUGETE VENERES - finalmente svelato il mistero della “MARCIA FUNEBRE N. 9”
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- Scritto da Alessandro Righini
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In ogni comunità esistono e si formano nel tempo dei “logotipi” a cui tutti i membri riconoscono una funzione caratterizzante e rappresentativa del proprio luogo o gruppo di appartenenza. Qualcosa di più immediato ed incisivo di una semplice tradizione: una specie di marchio DOC, di bandiera , di blasone identificativo della propria peculiarità.
Non vi è dubbio che per ogni Casolano questa funzione sia riconosciuta, per unanime consenso, a manifestazioni quali: la sfilata dei “Carri di Mezzaquaresima” ( in tempi moderni “ Carri di Primavera”) , alla processione del “Signore Morto” e, a latere, correlate strettamente a queste, a due marce musicali quali “Piumazzo” e “La marcia funebre n.9”, cavalli di battaglia indiscussi della nostra gloriosa tradizione bandistica.
Si dice ad esempio: “Marcia funebre n. 9” e subito il pensiero corre al notturno dispiegarsi del serpentone di fedeli che, la sera del Venerdì Santo, con il contorno delle luci, delle fiaccole, dei lumini, delle croci di fuoco e dei quadri viventi , percorre le vie del paese, seguendo la statua del “Signore Morto” adagiato sul feretro, portato a spalla dagli Alpini, seguito dalla statua della Madre piangente portata a spalla da distinte signore e accompagnato dal suono delle note lente, solenni, diciamo pure struggenti, di questa composizione musicale di autore ignoto, …?
Campo Sportivo - sms
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- Scritto da Riccardo Landi
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Guardandolo, ci si riempie di un forte senso di vuoto. Come fantasmi persi nell'inconscio di quell'enorme fondale, si vorrebbero estrarre tutti i pezzi e rimetterli lì. Pezzo per pezzo. Succede che il lessico politicamente corretto serve a nascondere la verità. Più spesso, si mascherano i conflitti con infinite, varie e personalissime conclusioni sull'accaduto. Ora il campo sportivo è quello che aspira a diventare qualcosa e non è ancora niente. Lo ricordiamo così, con la speranza e le risate intatte.
r.l.j.s.
I demoni di Martino Savorani
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- Scritto da Riccardo Albonetti
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Conosciamo meglio Martino Savorani, autore di Borgo Rivola, da poco tornato in libreria con “I demoni delle campagne”.
Quando e dove sei nato?
Sono nato 31 anni fa a Castel San Pietro, ma ho sempre vissuto a Borgo Rivola, tranne il periodo universitario.
Quali studi hai fatto?
La mia avventura scolastica è abbastanza singolare: al titolo di perito agrario ho aggiunto una laurea in Scienze della comunicazione e un master in editoria. È proprio durante l'anno del master che ho scritto il primo dei tre racconti de “I demoni delle campagne”.
Quando ti sei avvicinato alla scrittura?
Alla fine delle superiori, con un paio di racconti che conservo ancora da qualche parte. Il primo tentativo serio l'ho fatto nel secondo anno di università scrivendo “Un soldato” per un concorso letterario. Il racconto è finito nel mio primo libro (“Da un paese lontano”) e, dai commenti dei lettori, è stato uno dei più apprezzati.
Se ti trovassi nella condizione di dover fare un nome di un autore a cui sei molto legato ed il titolo di un romanzo a cui non potresti rinunciare quale nome e quale titolo sceglieresti?
La mia crociata personale la combatto per “Il cavallo rosso” di Eugenio Corti, un libro che andrebbe studiato a scuola, invece in Italia è snobbato (pensate che alla morte di Corti, nel 2014, “Le Figaro” lo ha definito “uno degli immensi scrittori contemporanei, uno dei più grandi, forse il più grande”). Tornando in tema horror, consiglio di rispolverare “Le notti di Salem” di Stephen King: un romanzo vampiresco che sfiora – senza raggiungerlo, perché è irraggiungibile – le vette toccate dal “Dracula” di Bram Stoker.
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