Attualita

 
Non sempre tutto va secondo i copioni già visti. La situazione in centro america non è delle migliori, eppure una piccola nota positiva sembra venire dall'Olancho. Padre Andres Jose Tamayo, da anni impegnato in una dura lotta contro le compagnie del legname, ha ricevuto alla fine di aprile il premio internazionale Goldman, espressamente legato a chi si distingue nella difesa dell'ambiente.

La zanzara tigre è un piccolo insetto originario dell’Asia, giunto recentemente in Italia attraverso l'importazione di pneumatici usati sui quali la femmina aveva deposto le uova. È più piccola delle altre zanzare. Grazie alla sua colorazione è facilmente riconoscibile: è di colore scuro, con fasce bianche sulle zampe e una linea bianca sul dorso.
 
La zanzara tigre, per riprodursi, predilige le piccole raccolte di acqua stagnante: sottovasi, tombini, copertoni usati in cui si deposita l'acqua piovana e in qualsiasi altro piccolo contenitore o fessura stagna in cui l'acqua piovana o dell'annaffiatura venga lasciata a ristagnare. Le uova sono deposte all'asciutto, poco sopra il livello dell'acqua. Quando in seguito a pioggia o annaffiatura l'acqua le sommerge, queste si schiudono, escono le larve che in 7 giorni diventano adulte e si alzano in volo. Questo tipo di zanzara effettua un volo basso, a pochi centimetri da terra e punge sopratutto le caviglie e le gambe. Nei mesi più caldi, quando le temperature medie sono intorno ai 25°C, la zanzara può completare un ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni, con un picco di massima densità al culmine dell’estate, tra agosto e settembre.La sola puntura della zanzara tigre rappresenta un problema. Si tratta infatti di un insetto molto aggressivo, che punge soprattutto nelle ore più fresche della giornata, al mattino presto e al tramonto, e riposa di notte sulla vegetazione. Le sue punture procurano gonfiori e irritazioni persistenti, pruriginosi o emorragici, e spesso anche dolorosi. Nelle persone particolarmente sensibili, un elevato numero di punture può dare luogo a risposte allergiche che richiedono un’attenzione medica. Questo insetto è vettore di diverse malattie virali, in particolare quelle causate da arbovirus, tra cui la dengue, la febbre gialla e alcune encefaliti nelle zone tropicali e in numerose zone dell’Asia. Nelle nostre zone questi agenti patogeni sono assenti e quindi questo rischio è solo teorico. Non è possibile comunque escludere la possibilità che, in seguito alle modificazioni climatiche o a eventi accidentali, aumenti anche la probabilità di diffusione di queste malattie nel nostro paese.
A causa della pericolosità della zanzara tigre, in moltissimi Comuni Italiani si sta effettuando una campagna di informazione, con lo scopo di attuare una disinfestazione dall’insetto, per tutelare i cittadini, visto che la diffusione della zanzara è tipicamente urbana, e non si ritrova nelle aree rurali, proprio per la sua propensione a deporre le uova in piccole raccolta d’acqua. I cittadini tramite piccoli accorgimenti possono efficacemente contribuire alla lotta, cercando di:
1. evitare l’abbandono di materiali in cumuli all’aperto che possano raccogliere l’acqua piovana
2. eliminare l’acqua dai sottovasi, dagli annaffiatoi, dai bidoni, dai copertoni
3. innaffiare direttamente con le pompe gli orti e i giardini, senza mantenere riserve di acqua a cielo aperto
4. eventualmente, se necessario l’uso di recipienti per la raccolta dell’acqua, cercare di tenerli coperti e provvisti di zanzariera, ben fissata e tesa
5. pulire e trattare bene i vasi prima di ritirarli all’interno durante i periodi freddi. L’abitudine di portare le piante al riparo dai freddi invernali, infatti, è probabilmente una delle cause che generano, all’arrivo della primavera quando le temperature salgono e le piante vengono nuovamente esposte e innaffiate, la schiusa delle uova invernali facilitando notevolmente la diffusione della zanzara stessa nell’ambiente
6. introdurre pesci rossi, grandi predatori delle larve di zanzara, nelle vasche e nelle fontane dei giardini
7. trattare i tombini, e tutti i recipienti posti all’esterno dove si raccoglie acqua piovana, ogni 7-10 giorni con prodotti larvicidi specifici che si acquistano in farmacia. In particolare, il prodotto più diffuso e consigliato è il Bacillus thuringiensis israelensis. Questo prodotto, derivato da un batterio capace di produrre una tossina ad azione molto specifica contro la zanzara tigre, ha numerosi vantaggi: è naturale e non di sintesi chimica ed è già presente nell’ambiente, uccide solo le larve di Aedes albopictus e di pochissime altre specie non causando quindi grande impatto, si degrada molto velocemente e quindi non persiste. Questo è indubbiamente un grosso vantaggio sotto il profilo della salvaguardia ambientale anche se obbliga a ripetere il trattamento con una certa frequenza.
Purtroppo, i repellenti naturali non sono efficaci contro la zanzara tigre. Le persone particolarmente sensibili alle punture, anziani e bambini ad esempio, dovrebbero quindi proteggersi con un prodotto repellente di sintesi, che però va utilizzato con cautela e solo nel caso sia realmente necessaria l’esposizione in aree a rischio.

Roberta Faziani
Un giorno, a chi gli faceva notare che il Santo Padre deplorava le sue azioni criminali, Josef Stalin chiese sarcasticamente “Quante divisioni ha il Papa?”. Prima di replicare in modo così avventato, avrebbe dovuto ricordare che già i cesari di Roma dovettero fare i conti con i discepoli di Gesù e con i loro discendenti, i quali diffusero un ideale che, a lungo andare, fece scricchiolare non poco le fondamenta di quel fantastico impero mondiale. Di certo, però, non poteva immaginare che un suo suddito, un giovane prete polacco, trent’anni dopo, divenuto Papa, avrebbe aperto una breccia decisiva nella cortina di ferro. Karol Wojtyla, il prete polacco, assurto al rango di Vicario di Cristo, avrebbe inferto una spallata terrificante al regime comunista sovietico, accelerando forse di un decennio un processo disgregativo che, molto probabilmente avrebbe avuto luogo comunque per il verificarsi di una serie di congiunture politiche, economiche e sociali quasi inevitabili.

Vorrei sottolineare quanto è indecente la situazione dei parcheggi nel nostro Comune. Ogni giorno che passa è sempre più impossibile parcheggiare, soprattutto i giorni di martedì e venerdì per via del mercato.

Anche Casola si mobilita per tempo al fine di combattere la temibile zanzara tigre.

Il virus HIV, Virus dell'Immunodeficienza Umana, è un retrovirus, cioè un virus a RNA, che attacca alcune cellule del sistema immunitario, principalmente i linfociti CD4, indebolendo il sistema immunitario fino ad annullare la risposta contro virus, batteri, protozoi e funghi. La distruzione del sistema immunitario causa una sindrome che si chiama AIDS (o, in italiano, SIDA: Sindrome da Immuno Deficienza Acquisita).

Giovanni Paolo II è morto da poche ore. Alle 21.37 di questa sera si è concluso il suo cammino terreno. Chi ha Fede sa che la morte è solo il passaggio a una nuova vita, alla contemplazione di Dio. Se questo può consolare, non possiamo certo dimenticare ciò che in questi ultimi giorni abbiamo visto sugli schermi delle nostre TV, la sofferenza di un uomo che fino all'ultimo momento ha compiuto ogni sforzo per essere presente, per non fare mancare la propria forza, il proprio carisma a coloro che lo hanno amato e accompagnato per gli oltre 26 anni del suo Pontificato.

E' da un po' di tempo che si sente parlare di combustibili alternativi per i motori diesel, anche se solo in quest'ultimo periodo si sono moltiplicati servizi telegiornalistici e articoli sulla carta stampata, così da porre il consumatore e il normale automobilista in una confusione imbarazzante.
 
Penso sia indispensabile chiarire innanzitutto la differenza che intercorre tra l'ormai famoso olio di colza e il biodiesel. L'olio di colza, così come l'olio di semi di girasole, sono olii vegetali, mentre il cosidetto 'biodiesel&#8221,, ottenuto dalla spremitura di semi oleoginosi di colza, girasole e soia e da una particolare reazione chimica chiamata transesterificazione, viene definito come un combustibile adatto sia per motori diesel che per il riscaldamento, tra l'altro regolato dalla direttiva europea EN 14124. Il passaggio chiave è nella reazione di transesterificazione durante la quale avviene la sostituzione dei componenti alcolici di origine (glicerolo) con metanolo.
Dal punto di vista tecnico il motore diesel è stato sempre noto per essere più un 'trattore&#8221, che un vero proprio motore, sia per la sua robustezza, che per le sue prestazioni nettamente inferiori a quelle dei motori a benzina. Da quando però lo studio dei motori diesel è stato intensificato (cito ad esempio il sistema 'Common Rail&#8221, (1997) studiato dalla Fiat e poi venduto per costi di industrializzazione troppo elevati alla Bosch), è diventato un motore molto più prestazionale, più sofisticato e di conseguenza più delicato, non tanto nei suoi componenti interni, ma nel suo sistema di alimentazione gasolio ad alta pressione e nel suo controllo (in certi casi totalmente elettronico attraverso la centralina). Proprio il circuito di alimentazione gasolio è il sistema più delicato per quanto riguarda un eventuale combustibile alternativo, in quanto ci sono due particolari dispositivi come la pompa di alta pressione e gli iniettori, che sicuramente andrebbero in crisi e verrebbero danneggiati da un combustibile diverso da quello di progetto.
L'utilizzo dell'olio di colza 'alimentare&#8221, è quindi assolutamente sconsigliato per evitare di consumare e di procurare danni in pochissimo tempo alla pompa e ai polverizzatori, componenti alquanto costosi. L'utilizzo invece del biodiesel potrebbe essere permesso, ma deve essere autorizzato dalla casa madre costruttrice del motore in quanto in primis, se l'utilizzo non è autorizzato, fa decadere automaticamente la garanzia nel caso di autovettura nuova, e comunque in particolari sistemi di iniezione a causa delle elvate pressioni di funzionamento, potrebbe causare danni.
Sensibilizzare l'opinione pubblica 'ecologica&#8221, con servizi come quelli comparsi nel Tg3, durante il quale si parlava solo dell'olio di colza introdotto al posto del gasolio nei serbatoi delle nostre auto a mio avviso è molto dannoso. Anche il sig. Grillo (che stimo ed ammiro), molto attento alle energie e ai combustibili alternativi, tende nei suoi spettacoli a parlare solo dell'aspetto ecologico e economico, ma mai dell'aspetto tecnico e non tutto ciò che lui decanta come le soluzioni ambientali del mondo intero sono poi attuabili.
Il biodiesel è già una realtà e ci sono già alcune raffinerie, una delle quali si chiama 'Estereco&#8221, con sede a Umbertide. Di fronte però, troviamo motori studiati, progettati e collaudati per un altro combustibile. Vi posso assicurare per averlo toccato con mano e per aver condotto cicli di prove, che sostituendo su un motore al banco prova il tradizionale gasolio con un altro combustibile (di derivazione aeronautica, ma molto simile al diesel) ho notato un'usura della pompa di alta pressione pari a tre volte la sua normale usura se sottoposta allo stesso ciclo di prove con il diesel.
Penso quindi che la ricerca di combusitibili alternativi per abbattere i costi di produzione e i costi sostenuti dai consumatori, nonché abbattere le emissioni nocive, vada alimentata e perseguita, non certamente con articoli di giornale 'popolari&#8221,, e non del tutto veritieri, ma con una progettazione e una sperimentazione dal punto di vista tecnico considerando il biodiesel fin dagli inizi degli studi come combustibile. Sperando che i 'potenti&#8221, signori dell'oro nero e il sistema economico mondiale, basato moltissimo sul petrolio, permetta alle case automobilistiche questi studi, posso affermare che dal punto di vista tecnico le potenzialità per realizzarli già ci sono.

Lorenzo Dardi

Una bella giornata di sole, vela chiara, il tepore del sole che vuole dire la sua in una giornata di febbraio, la natura che aspetta con pazienza la primavera e l'aria sana delle nostre colline mi spingono a cambiare strada per andare a Imola: Toranello!!!!
La strada è anche più corta e il panorama non è niente male ma dopo pochissimi chilometri si iniziano a vedere nuvole di gabbiani che ti fanno sorgere un piccolo dubbio: sto andando al mare? Proprio così, sono diretto al mare, e che mare ..... continuando verso quegli uccelli che turbinano nel cielo si incomincia a sentire un odore diciamo sgradevole che, se si è in compagnia, può creare un immediato imbarazzo finché non si arriva al cartello: DISCARICA PER RIFIUTI SOLIDI URBANI E ASSIMILATI 'TRE MONTI'.

Riceviamo e pubblichiamo con piacere una lettera di Giovanni Giacometti, agricoltore, riguardante il Parco della Vena dei Gessi, argomento di cui si è molto parlato anche sul nostro sito in questi ultimi tempi. Ringraziamo il signor Giacometti e ci auguriamo che possa ricevere risposta da chi è competente, naturalmente ribadendo che il nostro sito è lieto di ospitare tutti i pareri su questo e altri problemi.

Una vita dedicata al lavoro, alla terra e alla famiglia, gocce di sudore per costruire quello che ho.Ciò che ho ricevuto dai miei genitori l' ho sempre difeso e ho cercato di mantenerlo e migliorarlo, nel rispetto delle persone, degli animali e della natura.

Martedì 22 febbraio presso la sala Polivalente G. Spadolini, si è tenuta l’assemblea pubblica della Pro Loco. E’ stato presentato, dalla Pro Loco dimissionaria, il bilancio consuntivo dell’anno 2004, presentato il nuovo Consiglio d’Amministrazione per il triennio 2005/2007, e il programma per il medesimo triennio.

...e bravo Albo!!!
Hai sollevato una questione che mi interessa particolarmente (anche se ormai ho da poco passato l'adolescenza) e che dovrebbe interessare quasi tutti i lettori de 'Lo spekkietto'. Sai bene che siamo coetanei ed è facile per noi pensare ai tempi che furono (dicendo così sembra 30 anni fa, ma sono solo 10) con una grassa risata, ma non sarà altrettanto per quei ragazzi casolani che ora vanno dai 15 ai 18.
 

Negli ultimi giorni parlando del disagio giovanile è suscitato in molti di noi il ricordo del professore delle scuole medie Daniele Saviotti.
Proprio oggi 3 marzo 2005 (ci scusiamo per il leggero ritardo con cui l'articolo è comparso in rete, ma si tratta di tempi tecnici, n.d.r.) è il terzo anniversario della morte del Professore, a tutti noi ragazzi non resta che il ricordo di un grande professore ma soprattutto di un grande uomo.

Nei giorni scorsi, subito dopo l’approvazione della legge regionale che ha istituito il Parco della Vena del Gesso Romagnola, sono state numerose le prese di posizione delle organizzazioni agricole che hanno contestato il metodo e il merito del provvedimento legislativo. Si è parlato di colpo di mano, di decisione che contraddice le indicazioni della legge quadro sulle aree protette, approvata pochi giorni prima, che riconosce ruolo e partecipazione del mondo agricolo.

Il 2 marzo, una delegazione di amministratori e tecnici della Comunità Montana dell’Appennino Faentino (insieme a me, che rappresentavo il Comune di Casola Valsenio e la Comunità Montana, c'erano l’assessore del Comune di Brisighella, Viscardo Baldi, l’ing. Muzio Salvatori, consulente del Comune di Brisighella, il tecnico informatico dell’Unione dei Comuni, Eugenio Baldi), si è incontrata a Bologna con i responsabili della Telecom, l’ing. Fulvio Cicchetti, (responsabile dell’Area Nord Est) e l’ing. Dario Bassi, per avere indicazioni e impegni sui programmi di estensione del servizio ADSL al Comune di Casola Valsenio e alla parte del Comune di Brisighella, a monte di Fognano, che ne è ancora escluso.