Scout

 

Noi ragazzi del noviziato insieme ai nostri capi Nico e Giuly, siamo partiti per Colle di Tramazzo, località tra S. Benedetto in Alpe e Tredozio, dove abbiamo partecipato al Challenge con i noviziati di Imola, Lugo e Massa Lombarda.

Si tratta di una competizione a pattuglie che viene disputata ogni anno. La nostra presenza è forse stata la prima nella storia dello scoutismo casolano, ma non ci vogliamo sbilanciare con queste affermazioni. 

Si partecipa tramite pattuglie maschili e femminili per dimostrare e confermare le abilità apprese durante gli anni di reparto, con una preparazione apposita prima della data della sfida.

Le prove sono state: topografia, animazione, ingegno, hebertismo, segnalazione e abilità di costruire correttamente un rifugio con materiali forniti della natura circostante o presi direttamente del nostro zaino più qualche prova a sorpresa.

Partiti nel pomeriggio con la prova di topografia abbiamo tracciato, tramite angoli e distanze (azimut) sulla cartina, una destinazione comune per poi raggiungerla tramite i diversi sentieri che portano al lago di Tramazzo. 

Arrivati a destinazione, dopo aver recuperato i dispersi, ci hanno incaricati di costruirci il rifugio per la notte.

Nella serata abbiamo affrontato la prova d’espressione attorno al fuoco serale ed in seguito cenato attorno ad esso. 

La notte è trascorsa tra rifugi, bestie e schiamazzi.

Nella mattinata seguente le prove sono state interessanti: arrampicata, canoa, labirinti, primo soccorso, segnalazione ed ingegno. Ci sono costate un sacco di energie ma ne è valsa la pena!

L'esperienza è stata apprezzata pienamente da ogni membro del nostro gruppo e gli stessi capi si sono complimentati con noi per la carica e la serietà che ci abbiamo messo. 

Non dimenticheremo il bellissimo luogo dove abbiamo trascorso la nostra avventura, i nostri compagni e ciò che ci hanno offerto e insegnato. Un ricordo particolare va all'omelia della messa nel bosco. 

Ringraziamo i nostri capi che ci hanno dato la possibilità di partecipare a questa competizione che ci ha lasciato un bellissimo ricordo in questo anno speciale di noviziato.

                        

I ragazzi del Noviziato Mercurio

 

L’ANTEFATTO  CIOE’ MERCURIO

Il primo fu “Mercurio” dal nome del messaggero degli dei. Ne uscirono tre numeri, era l’organo di informazione del gruppo scout Casola Valsenio 1° . Quasi nessuno ormai se ne ricorda, salvo alcuni vecchi scout, allora ragazzini ed ora nonni.

Lo si stampava con un ciclostile modello primordiale in dotazione alla parrocchia. C’è qualcuno che si ricorda cosa era un ciclostile? Una cassetta con un paio di rulli, un inchiostratore ed una manovella.

Si preparavano delle matrici in cui un foglio trasparente, una specie di carta velina, incisa dalle lettere di una macchina da scrivere - rigorosamente Olivetti -  fungeva da supporto per lo scritto. Immessa una matrice nel ciclostile, questa si inchiostrava avvolgendosi in un rullo, poi dalle lettere incise fuoriusciva l’inchiostro che riproduceva lo scritto imprimendolo nel foglio bianco.

Con un punteruolo apposito si potevano anche incidere rudimentali disegni, tipo graffiti.

Il primo numero di Mercurio uscì il 5 Gennaio 1961 e rappresenta l’inconfutabile testimonianza che lo Scoutismo a Casola Valsenio, anche se consacrato ufficialmente solo nel Maggio del 1963,  con la pronuncia delle prime solenni promesse, in realtà esisteva già ben strutturato in una squadriglia libera fin dal 1960.

Nelle tre o quattro pagine di ogni numero di Mercurio troviamo un po’ di  vita scout della quadriglia, un po’ di cronaca del paese, un  racconto avventuroso di una tipica banda di adolescenti a puntate, qualche barzelletta e financo lo schema di un rudimentale  ricettore a distanza di radiotrasmittenti.

 

Il virus della carta stampata

La pubblicazione di Mercurio durò solo tre numeri ma l’esperienza fu sufficiente per innestare il virus della carta stampata ed il gusto del reportage giornalistico nello scoutismo casolano, un virus che esplose qualche anno dopo e che, salvo una breve pausa di riflessione a cavallo dell’anno 1995 e 1996, aprì una epopea che dura tuttora.

Sfogliare oggi i fogli ingialliti, rudimentalmente stampati e graffitati di Mercurio, con le simpatiche storielle delle avventure di una banda di ragazzi, con le barzellette di una arguzia semplice e disarmante  - che tuttavia, forse proprio per la loro freschezza, ancora oggi nel leggerle suscitano un moto di ilarità spontanea e istintiva - e con i severi “pistolotti” di elogio per la validità ed efficacia dei metodi e delle esperienze formative scouts contrapposte al qualunquismo ed al lassismo vigente in buona parte della società, provoca un moto di tenerezza e di simpatia, mista ad un leggero velo di nostalgica commozione per il passato “eroico” degli anni - ahimè! - perduti della giovinezza e per un tempo in cui, nonostante le ristrettezze economiche, tutto sembrava a portata di mano  e possibile, compreso un futuro migliore.

 

Il 17 agosto è cominciata la nostra avventura a Sappada (Belluno);dopo aver passato la notte in campeggio, abbiamo preso la seggiovia per iniziare il nostro cammino. Abbiamo trascorso 3 giorni sulle Dolomiti, che avventura!  L’ostacolo del primo giorno è stato oltrepassare il “passo del mulo” che ci ha portati ad un rifugio dove abbiamo piantato le tende.

Il secondo giorno ci siamo incamminati con destinazione... il monte Peralba! Breve ma molto, molto intensa. Purtroppo il tempo non ci ha permesso di concludere la camminata prevista e siamo stati “costretti” e cambiare programma. Eliminato un pezzo di cammino (che peccato!), abbiamo lasciato gli zaini al rifugio e siamo partiti per una breve passeggiata (senza zaini si va con un filo di gasss...).

Abbiamo montato le tende e ci siamo riscaldati nel rifugio Calvi (2164m).

“Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi...” per la nostra gioia, il terzo giorno abbiamo concluso il tratto di strada che non avevamo fatto il giorno prima. La scalata del monte Peralba (2694m) è stata molto faticosa ma la gioia e la meraviglia hanno ricompensato tutte le fatiche. Dopo avere lasciato il nostro fazzolettone e la catenina con il nome Ester sulla croce posizionata nella cima della montagna, siamo tornati al rifugio (passando per l’Austria ☺). La sera, ritornati alla civiltà, ci hanno accolti i genitori del Don con una deliziosa cenetta a base di funghi. Il giorno dopo, i capi ci hanno diviso in pattuglie e siamo partiti per l’hike. Maria e Filippo, i poveretti, dopo avere oltrepassato un monte sono riusciti a trovare ospitalità in un campeggio, mentre Emma e Francesca sono riuscite a guadagnarsi una stanza in albergo. Tornati al campeggio Val Visdende abbiamo raggiunto la famosa dimora di “Don Lino Caprio”. Don Lino Caprio ci ha accolti in un bellissimo ristorante dove abbiamo mangiato: funghi, capriolo, polenta e formaggio. Diciamo che questo “Don Lino Caprio” ci ha accolti proprio bene, e per la prima volta siamo andati a dormire con la pancia piena. Il penultimo giorno l’abbiamo passato dal mitico sindaco di Lozzo di Cadore (zio dei Manfreda).

L’ultima notte l’abbiamo passata lì e con tanta tristezza siamo ripartiti verso Casola Valsenio. Ringraziamo i nostri capi che ci hanno organizzato questa bellissima route in cui abbiamo provato tantissime emozioni indescrivibili.

 Un saluto dal Clan (Maria, Filippo, Laura, Emma, Francesca)

Lupi!…Yahoo…Pronti per il Grande..Urlo!

Un altro grande anno è ormai iniziato e le sestiglie hanno già intrapreso il sentiero nella giungla, con Mowgli e tutti gli altri animali della Waingunga.
Tanti cuccioli si sono aggiunti al nostro Branco per fare del loro meglio, imparando a muovere le proprie impronte insieme a Akela, Bagheera, Kaa e Raksha.
Le sestiglie sono formate: Neri, Bianchi, Fulvi e Pezzati, non manca più nessuno (solo non si vedono i due leocorni).
Il campo invernale ci ha visti impegnati a cercare Curiosetto, il piccolo elfo di Babbo Natale, perso al polo nord il quale ha meritato un importante nomina all’interno dello staff di Babbo Noel vista la sua grande bontà.
Incredibili doni ci ha portato, hand made, uno più bello dell’altro.
La prima a trovare Curiosetto e a guadagnarsi il titolo di miglio Elfo è stata la sestili dei Bianchi! E’ stata una gara campo agguerritissima con i Neri, i Fulvi e i Pezzati staccati di pochi punti, grandi tutti!

Ormai i primi cuccioli iniziano a recitare le loro promesse davanti a tutto il branco, una volta che tutti avranno la loro nuova pelle si darà inizio alla nuova stagione di caccia che spingerà ogni lupetto a cacciare le proprie prede.
Alla nostra staff si sono aggiunti Wontolla (ma non molla) e Ikki (chicchirichì) che ci accompagneranno nella giungla per tutto l’anno.

Grandi sfide attende il nostro Branco e saremo sempre pronti a fare del nostro meglio!

 

Buona Caccia.

- I Capi -

 

 Thinking Day 2015!!

Salve a tutti! Finalmente è arrivato il momento di raccontarvi del nostro thinking day di reparto!

Insieme ai reparti dei gruppi di Imola e Massa Lombarda, ci siamo incontrati il pomeriggio del 21 Febbraio per iniziare la nostra avventura: i capi con un bellissimo lancio, ci hanno fatto capire che quest’anno sarebbe stato un po’ diverso dal solito: ogni squadriglia avrebbe passato questa esperienza con squadriglie di altri gruppi, andando a formare così nuovi reparti!!

Abbiamo così cominciato con un grande gioco, tutti insieme, attraverso il quale abbiamo scoperto le squadriglie che sarebbero stati le nostre compagne di viaggio in questa avventura!!; noi Tigri/Aquile era stabilito che saremmo andate nella sede dell'Imola 2; destinazione Zolino!!

Dopo una bella camminata, siamo arrivati ed abbiamo cominciato con qualche giochetto per imparare a conoscere i nomi dei nostri nuovi compagni di viaggio; dopo di chè, abbiamo fatto una bella attività, per scoprire quanto noi osserviamo e applichiamo le leggi Scout: per esempio c'erano quesiti su quanto o a chi offriamo il nostro aiuto o quanto cerchiamo di rispettare l'ambiente intorno a noi; è risultato che molti di noi, in conclusione, non rispettano e non apprezzano a pieno ciò che di più importante c'è intorno a noi: l'ambiente e anche le persone che effettivamente non conosciamo.

Dopo una buonissima cena, abbiamo fatto l'arena (che devo dire piuttosto diversa da come noi la facciamo di solito: infatti molto deluse non abbiamo cantato "Il fuoco dell'esplorator"), ma abbiamo fatto tanti giochi nuovi, alcuni piuttosto agguerriti!!
La giornata si è poi conclusa con la preghiera della sera.(e senza il San Giorgio).

 

 

 

 

 

 

 

L’estate è stata un pò movimentata per la nostra Comunità Capi: in una calda serata di luglio abbiamo salutato Albo con un’allegra cena augurando buona strada a lui e alla sua nuova famiglia. In seguito abbiamo festeggiato con grande gioia l’arrivo del piccolo Elia che abbiamo già conosciuto durante il Campo Estivo! Tutto il gruppo Scout fa i complimenti a Mamma Silvia e a Babbo Michele! Ma le novità non finiscono ancora perchè a giugno abbiamo dato il benvenuto in Co.Ca a Simone, fresco fresco di partenza e a settembre abbiamo accolto con grinta l’entrata di Ilaria che ha trascorso insieme al Reparto il Campo Estivo.
E... non contenti abbiamo “reclutato” direttamente da La Spezia anche Alessandro, un capo che ci accompagnerà durante questo nuovo anno Scout.

Un anno pieno di cambiamenti per il branco Waingunga!!!!!
Dopo il sofferto abbandono del vecchio Akela, scendono in campo 10 veterani lupetti, rinforzati da 10 grintosi cuccioli meritevoli della pelle bianca e ufficialmente componenti del branco. Non può mancare alla loro guida una nuova staff con tanta voglia di mettersi in gioco, composta da Akela, Bagheera e Kaa.
Gli ingredienti principali del nuovo anno: tanto entusiasmo e voglia di fare, nuovi progetti da realizzare, viva partecipazione e tanta tanta voglia di crescere insieme!
Ma la cosa come sempre più importante è che ognuno è chiamato con la sua unicità, a rendere indimenticabile ogni esperienza condivisa.
Con cuori accesi e occhi aperti, siamo già impazienti di trascorrere assieme le tanto attese vacanze di branco invernale. Per i vecchi membri tante conferme e per i nuovi tante aspettative, con l’augurio che tutti possano sentirsi parte di questa grande famiglia.

Akela

Eccomi qui, zaino in spalla, pronto per partire verso un nuovo cammino;
Non avrei mai pensato che una semplice esperienza iniziata per gioco mi avrebbe cambiato e migliorato come persona. Eppure eccomi qua, pronto a Partire.
La “partenza” è la cerimonia scout nella quale un ragazzo è consapevole di proseguire il suo cammino da solo, manifestando lo stile maturato tramite l'esperienza scout vissuta.
Per celebrare la mia partenza io e il Clan abbiamo deciso di organizzare un'uscita di due giorni sul monte della Faggiola.
Siamo partiti tutti carichi da Casola e ci siamo diretti a destinazione.
Giunti sul posto, dopo qualche gioco era arrivato il momento delle famose lettere in cui gli altri componenti del Clan scrivevano una lettera a me e io ne scrivevo una per il gruppo.
Devo dire che è stata dura scriverla perché tutte le emozioni che ho passato in questo mio cammino valgono più di mille parole.
Dopo una buona cena ci siamo riuniti per l'Arena in cui Lory ha deciso di salutare il clan, prendendo l'uscita dal gruppo. 
Con il canto del San Giorgio siamo andati a dormire in attesa dell’alba.

Sì, è stata proprio una grande impresa quella del reparto quest'anno; forse perchè eravamo così scoraggiati il giorno prima (dato il forte nubifragio promesso dalle previsioni meteo) che, la mattina del grande evento, quando abbiamo visto il sole fare capolino, ci siamo sentiti proprio fortunati!!!!

Ci siamo riuniti il 3 maggio per prepararci (soprattutto mentalmente) all'arrivo di più o meno cento persone! Una grande impresa per il nostro "strano" reparto!

Ebbene abbiamo preparato i tavoli e fatto diverse attività mentre gli aiuto-capo preparavano (il bellissimo) alzabandiera.

Ma di certo non vorrete sapere la preparazione!

Al mattino ci siamo svegliati con le nostre solite facce stravolte e siamo scesi per un pò di ginnastica mattutina. Mitica colazione scout e finalmente, quando realizziamo che dobbiamo cucinare per un centinaio di persone e vediamo che il cielo ci regala una prospera giornata di sole, ci mettiamo al lavoro per preparare il pranzo: i lupi prepareranno i pomodori gratinati e le banane ripiene di cioccolato, le aquile la salsiccia e gli spiedini di frutta ricoperti di cioccolato, le tigri le patate con l'uovo e la pancetta e gli sciacalli bruschette di diversi tipi.

Eccoci tutti belli e indaffarati (con un dolce sottofondo di chitarra) a tagliare innumerevoli fette di pane, farcire pomodori, svuotare e riempire una dose notevole di patate con l'uovo e pezzetti di pancetta e dividere e tagliare banane, mele e fragoline!

L’1 marzo, noi ragazze dell’alta squadriglia, ci siamo recate  al palazzo delle associazioni di Faenza per un appuntamento al centro SOS DONNA. Questo centro è in piedi dal 1944 per iniziativa di una donna alla quale era stata bruciata viva un’amica dal marito.

 Subito abbiamo visto le stanze dove avvengono i colloqui con le vittime e siamo rimaste colpite dalle sagome ricoperte di nomi ed età delle donne che hanno subito violenza nel 2013 in Italia. In tutto erano 128 con fascia di età compresa dai 30 ai 55 anni. Attraverso varie slide Azzurra, la ragazza che ci ha splendidamente accolto, ci ha mostrato in cosa consiste il suo lavoro e quello delle altre operatrici del centro: ascoltare donne che subiscono violenza. Il 98% dei violenti è il compagno attuale o l’ex e il rimanente è un uomo sconosciuto.

L’1 marzo, noi ragazze dell’alta squadriglia, ci siamo recate  al palazzo delle associazioni di Faenza per un appuntamento al centro SOS DONNA. Questo centro è in piedi dal 1944 per iniziativa di una donna alla quale era stata bruciata viva un’amica dal marito.

 Subito abbiamo visto le stanze dove avvengono i colloqui con le vittime e siamo rimaste colpite dalle sagome ricoperte di nomi ed età delle donne che hanno perso la vita nel 2013 in Italia. In tutto erano 128 con fascia di età compresa dai 30 ai 55 anni. Attraverso varie slide Azzurra, la ragazza che sta svolgendo il servizio civile, e che ci ha splendidamente accolto, ci ha mostrato in cosa consiste il lavoro delle operatrici del centro: ascoltare donne che subiscono violenza. Il 98% dei violenti è il compagno attuale o l’ex e il rimanente è un uomo sconosciuto.

Eccoci di nuovo qui, il reparto è pronto per partire!

Questa volta, solo 2 giorni prima dell'attesissimo Natale, siamo pronti per raggiungere la tappa del Campo Invernale: Bagnara, precisamente la località di Castelnuovo. Appena arrivati ,ci hanno fatto sistemare gli zaini nelle camere e siamo subito corsi di sotto per scoprire il tema del campo: The Nightmare Before Christmas!

Tutto è cominciato, con una performance di spiriti e mostri danzati, seguito poi da un partitone ad Alce Rossa in mezzo alla nebbia e al buio della sera: atmosfera perfetta, in sintonia con il tema!

Siamo entrati in casa tutti tremanti a causa del freddo e ci hanno accolto con un bel thè caldo e biscotti... ci voleva proprio!

Si è poi svolta un'attività di catechesi, in cui dovevamo pensare ai nostri desideri, scriverli in post-it e posizionarli nei vari cartelloni che i capi avevano preparato, rappresentanti i vari luoghi( scuola,casa, famiglia, amici ecc...)in cui i nostri desideri possono prendere forma.

Eravamo tutti in attesa davanti alla sede, con lo zaino sulle spalle, quando abbiamo sentito il richiamo dei capi provenire dai giardini. Ci siamo radunati in cerchio ed abbiamo dato inizio alla nostra Uscita di Reparto con il tradizionale canto "Madonna degli Scout".Ci hanno annunciato che l'Uscita si sarebbe svolta al Fondeto ma non ci saremmo di certo arrivati in macchina!Il cammino era segnato da frecce, che avevano a fianco una frase riguardante gli Scout che noi dovevamo copiare e annotarci nel carnè.

Immagini lambite dal vento. Colori. Sassi. I volti di Gesù. Alberi. Silenzio che parla. Qual è il cuore del mio servizio? Lanterna. Fuoco. Luce. Cerchio. Dio è il centro di tutto.
L’uscita di preghiera è l’inizio del nuovo anno scout per noi capi, o meglio un’altra tappa del nostro percorso personale. La corona del rosario è un sentiero solitario nel bosco, è deserto, è disegnare il volto di Gesù come farebbe un bambino, è una testimonianza di una ragazza normale che fa una vita normale o forse no: non tutti cercano e trovano Dio.
Una Messa al tramonto e una cena in cima a Monte Fune per salutarci fra capi della zona di Imola e confrontarci sulle scelte riguardo ai gruppi. Un abbraccio con Dio.

Dalla Colla di Casaglia al Bivacco. Parte la Route 2013 e fa un caldo infernale, saranno i giorni più caldi di tutta l’estate. Lo zaino pesa da subito, ma una certa esperienza ci permette di essere equipaggiati bene e pronti a tutte le eventualità. Solo un fattore è stato previsto, ma non completamente: il rifornimento d’acqua. Ci vorranno 24 ore prima di ritrovare una fonte d’acqua. Passiamo 6 ore tra boschi, punti panoramici, felci altissime da abbassare con bastoni, rovi da strappare e il miraggio di una fontana. Il nostro rifornimento d’acqua è discreto, una borraccia a testa e una bottiglia grande d’acqua, ma la sete è tanta. Il sole inizia a tramontare, lo spettacolo è meraviglioso, ma non riusciamo a trovare il benedetto primo bivacco.