Abbiamo il piacere di porre qualche domanda all’assessore Marco Unibosi.

 

Tra le sue deleghe la più importante forse è quella denominata “Bilancio e Tributi”. Si tratta di una di quelle materie un po’ da specialisti e soprattutto si tratta di una di quelle materie che diventano di dominio pubblico solo nei casi di dissesti finanziari, buchi, errori clamorosi. In effetti però è proprio sul bilancio che si giocano tante partite politiche; mi spiego meglio, scegliere di destinare soldi ad una voce anziché ad un’altra non è questione di poco conto. Le sembra giusto questo tipo di ragionamento?

 

Sono assolutamente d’accordo. Probabilmente, infatti, l’atto più importante che il Consiglio Comunale vota ogni anno è il bilancio di previsione per l’anno successivo. Il bilancio di previsione è quel documento che delinea dove l’Amministrazione decide di reperire e quindi destinare le risorse, quindi quali e quanti servizi erogare.

Bisogna ammettere che nella realtà dei fatti, negli ultimi anni, le possibilità di scelta su dove prendere le risorse si sono quasi completamente azzerate in seguito all’eliminazione dell’IMU e della TASI sulla prima casa e all’impossibilità, fino all’anno scorso, di rivedere al rialzo le altre tassazioni. Nel corso degli ultimi anni, inoltre, un po’ per i continui tagli nei trasferimenti ed un po’ per l’aumento dei costi dei servizi correnti, è stato sempre più complicato scegliere liberamente anche dove destinare le risorse. Nonostante tutto, ci siamo sempre dati come priorità il sostegno alle fasce deboli e il mantenimento dei servizi sociali, anche tramite il sostegno alle associazioni di volontariato che non ringrazierò mai a sufficienza per quello che fanno per la nostra comunità e che hanno sempre maggior bisogno di leve giovani al loro interno per poter proseguire nelle loro attività.

Stiamo chiudendo in questi anni mutui iniziati anche decenni fa e questo ci limita molto nelle possibilità di spesa e di manovra. Quando saranno disponibili più risorse sarà sicuramente più stimolante amministrare Casola Valsenio, con più margini decisionali. Riteniamo un valore aggiunto aver lavorato così duramente nella riduzione del debito anche se, a tutti gli effetti, i cittadini non ne vedono i risultati nell’immediato ma solo a posteriori.

 

Quali scelte da questo punto di vista stanno caratterizzando il vostro operato e lo marcheranno nei prossimi anni?

 

Come accennavo precedentemente, il punto fermo che abbiamo mantenuto in questi anni è stato il mantenimento dei servizi alla persona che vanno dall’istruzione al sociale, considerando che i costi di questi servizi sono aumentati molto, essendo aumentate le necessità delle persone.
Tramite fondi aggiuntivi destinati ai nidi, abbiamo inserito, da quest’anno, un sistema di tariffazione su fasce ISEE anche al nido comunale, nell’ottica di permettere ad un numero maggiore di famiglie di poter accedere a questo tipo di servizio, estremamente importante nella crescita di un bambino. Tutti gli interventi, anche molto costosi e quindi impegnativi, che abbiamo fatto in questi anni (asilo comunale e palestra comunale in particolare) sono stati possibili o grazie ad una importante contribuzione da altri enti o, nel caso della palestra, per necessità di funzionamento: in questo caso si è fatta la scelta politica di non rinunciare ad un servizio, anche per la sua funzione didattica per la scuola media. La manutenzione degli edifici e del patrimonio pubblico sono stati i nostri fari, per continuare ad erogare servizi e far sentire meno la lontananza dai centri abitati più grandi, cercando di non far mancare nulla ai casolani.

 

 

 

Possiamo fare un quadro delle finanze del Comune di Casola Valsenio?

 

Il bilancio è costruito su annualità e si basa sul principio del pareggio di bilancio: le entrate e le uscite devono equivalersi e devono essere assiduamente monitorate nel corso dell’anno.

Sia le entrate sia le uscite sono suddivise in due grandi categorie: correnti ed in conto capitale.

 

Le entrate correnti sono a loro volta suddivise in titolo I, costituito dalle imposte, titolo II, costituito dai trasferimenti da altri enti e dal titolo III, costituito dalle entrate extra-tributarie che derivano dai servizi a domanda individuale come la mensa scolastica ed altri servizi analoghi.

 

Le entrate in conto capitale sono formate da contributi esterni, oneri di urbanizzazione e alienazioni di beni. Ci tengo a far presente che, com’è intuibile, gli oneri introitati dal Comune si sono ridotti drasticamente negli ultimi anni essendo legati all’attività edilizia che risente di un forte rallentamento a Casola Valsenio.

 

Per quanto riguarda le spese correnti sono contenute nei titoli I e III e corrispondono ai servizi erogati ai cittadini, utenze, affitti, manutenzioni ordinarie, spese del personale e pagamento del debito, mentre le spese in conto capitale sono legate essenzialmente alle opere pubbliche ed agli acquisti di immobili o strutture.

Bisogna tener conto che, per legge, non tutte le entrate sono liberamente spendibili per qualunque tipo di spesa, per fare un esempio le entrate dalla TARI, tassa sui rifiuti, devono coprire in toto i costi di gestione del servizio di raccolta ed il Comune non può decidere di destinare altre risorse a copertura di questo servizio, quindi l’unico modo per ridurre la TARI, per i cittadini, è aumentare la raccolta differenziata riducendo i costi di smaltimento dei rifiuti in discarica.

 

Nel modo comune di sentire lei è un politico giovane eppure ha già un bagaglio di esperienza notevole: un mandato da consigliere e assessore, adesso il secondo, un mandato da segretario della sezione locale del PD, consigliere dell’Unione dei Comuni. Da cosa nasce questa passione per la politica?

 

Credo che nonostante la continua retorica che si sente spesso in giro, con frasi del tipo “sono sempre loro” o “non se ne vanno mai” in realtà, allo stato dei fatti, stiamo vivendo un periodo di forte rinnovamento politico, anche e sopratutto nei volti dei protagonisti...ciò non significa, a mio modo di vedere, che si sia alzata la qualità e, anzi, temo che il rinnovamento a tutti i costi abbia portato a manie di protagonismo e narcisismo che poco si sposano con il mio modo di vedere la politica e di fare le cose.
La mia passione politica è sempre andata crescendo negli anni ed ancora adesso mi ritengo una persona di sinistra molto convinta, anzi, sempre più convinta.

Non so dire di preciso da dove nasca la mia passione...ho iniziato facendo il volontario alla festa dell’Unità e molto rapidamente sono stato catapultato all’interno del Partito Democratico nel quale ho conosciuto persone splendide che mi hanno saputo far amare la politica.

Vivendo poi sempre a stretto contatto con chi ama la politica non si può che amarla e ovviamente, come molti, anche io soffro quando la vedo così bistrattata ed usurpata da chi la esercita solo per propri interessi...questo però mi spinge a lottare con maggiore passione e voglia di cambiamento, senza lasciarmi vincere dalla noia o dalla rabbia. Sembrerò vecchio e all’antica nel mio modo di ragionare, ma credo che serva anche alle giovani generazioni provare a pensare ad un mondo diverso, non avvitato nel consumismo ed immerso nel capitalismo...insomma, dagli anni ‘80/’90 in avanti in realtà i colori politici si sono molto sfumati e la società e la lotta politica si sono adagiate nella comodità della comunicazione di massa e nella retorica della vendita di sé. Credo sia necessario ripartire dalle basi: da cos’è la Costituzione, cosa sia uno Stato e cosa sia il vivere civile..ma sopratutto, credo si debba riprendere in mano il senso del vivere e di cosa sia una vita umana. Si sta disumanizzando la società riducendola ad un mero utilizzo ed impiego di soldi e si sono persi di vista i valori fondanti dell’essere umano, vale la pena appassionarsi, non crede?

 

Sono anni di trasformazione per Casola, non necessariamente positiva: il calo demografico, attività che chiudono, poche prospettive per i giovani. In tutta onestà è difficile pensare che nel breve termine si possa arrestare un cambiamento del genere. La politica però ha il compito di guardare più avanti dell’oggi. Su che cosa è necessario puntare?

 

Credo sia miope e stupido non essere preoccupati e consapevoli della situazione che sta attraversando Casola. Pur tenendo conto della tenuta delle imprese produttive, non si può, come detto, non vedere l’allontanamento dei giovani e la chiusura di attività nel centro storico. E’ illusorio e fuorviante, però, pensare che il Comune possa invertire la tendenza da solo. Sicuramente scelte politiche e di prospettiva possono incentivare i giovani a rimanere o, perché no, a tornare a Casola ma per un intervento di più ampio respiro, serio e corposo, è necessario lavorare in sinergia con Stato, Regione, Provincia e tutti i soggetti privati interessati. Una delle cose che più abbiamo ripetuto nell’ultima campagna elettorale è proprio la necessità di una fiscalità di vantaggio, ad esempio. Per capirci, prendiamo il mio caso personale: io lavoro a Faenza e percepisco, ovviamente, lo stesso stipendio dei miei colleghi faentini...ma il mio stipendio vale in realtà di meno nella vita di tutti i giorni perché almeno 200€ mensili vanno a compensare le spese di trasporto tra carburante ed usura del mezzo. Sarebbe giusto che i cittadini dei paesi collinari potessero detrarre le spese di trasporto dalla loro dichiarazione dei redditi, quantomeno per non rimetterci economicamente senza considerare il tempo dedicato a muoversi e tolto ad altre attività. Vanno dati, insomma, incentivi a chi decide di abitare in collina o strutturare i servizi in modo che ci sia il minor disagio possibile (ad esempio quest’anno, anche grazie alla collaborazione dell’ausl, delle operatrici e dei medici di base, abbiamo lavorato per riattivare al CUP di Casola alcuni servizi di prenotazione che in precedenza si potevano svolgere solo da Faenza e si sta ragionando ancora per migliorare ulteriormente, senza costringere i cittadini a spostarsi). Analogamente si sta spingendo moltissimo per accelerare nella fornitura della banda ultra-larga a Casola Valsenio tramite la fibra ottica, anche per permettere, ad esempio, di attivare i lavori da casa o potenziare le possibilità economiche per imprenditori e cittadini. E’ necessario, nella società del futuro, ridurre al minimo gli spostamenti quando possibile...e alcune attività di ufficio o progettazione si sposano benissimo con questo tipo di approccio. Si riducono l’inquinamento, il tempo perso ed ovviamente si incide meno sugli stipendi dei cittadini.

Sicuramente, in ultimo ma non per importanza, Casola dovrà investire sempre di più nella sua vocazione turistica e culturale, sul bellissimo parco fluviale che andrà valorizzato per la sua tipicità da Grand Canyon che non è così frequente e non adeguatamente utilizzata.

 

 

Una domanda strettamente politica. Lei fa parte dell’ala sinistra del Partito Democratico e non ha mai risparmiato critiche a Renzi, ma allo stesso tempo mi sembra di capire che non vedeva con ammirazione il M5S. Gli attuali cambiamenti, la scelta di formare un nuovo governo PD-M5S e l’uscita di Renzi da PD sono stati certamente motivo di riflessione. Il PD è ancora alla ricerca di una sua identità oppure tutto quello a cui assistiamo fa parte oramai della politica di questi anni? Quale è più in generale il suo stato d’animo.

 

Ammetto di essere nella cosidetta ala sinistra del PD ma non faccio parte di coloro che hanno criticato Renzi…o quantomeno mi pare di averlo sempre fatto nelle riunioni di partito e nei luoghi preposti perché credo che il Partito sia una comunità che al suo interno debba essere limpida e sincera...e io sinceramente critico e discuto, anche ferocemente...ma poi all’esterno si va compatti. Il problema forse di questi anni è stata la poca limpidezza all’interno e la poca volontà di trovare soluzioni comuni, nell’intenzione invece di imporre un’idea o una visione su quelle degli altri… ho sempre considerato le differenze una ricchezza, anche se mi rendo conto che sia molto più difficile elaborare idee insieme. La speranza è quindi che si impari dagli errori e si riesca a mettera da parte i propri egocentrismi concentrandosi nella costruzione di una proposta seria ed innovativa per il futuro.

Detto ciò, non ho mai amato come non amo adesso alcune idee del M5S, come il vincolo di mandato, la democrazia diretta che sembrano banalità di poco conto ma che in realtà sono il vero nocciolo della questione democratica.

Ero uno di quelli che un anno fa ha implorato di andare al tavolo con i 5 stelle e provare a fare un governo, non per stare sulla poltrona (non mi pare di occupare alcuna poltrona) ma per la necessità di lavorare seriamente nel bene del paese, capire se si potessero costruire politiche di sinistra con un movimento che non è né carne né pesce.

Tutti sappiamo com’è andata.

In ultimo per cronologia, l’uscita di Renzi dal PD… devo ammettere che la vedo come l’ennesima mossa tattica per un proprio scopo personale ma devo rilevare che quantomeno adesso le carte sono più chiare e scoperte.

Io spero solo che le persone capiscano che non è allontanandosi dalla politica che questa migliora né tantomeno migliorano le proprie condizioni di vita ma è dando un continuo apporto di idee, rompendo le scatole e lottando per i propri diritti il miglior modo per ottenere risultati.

Voglio chiudere con una frase di Gramsci: “Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

 

Riccardo Albonetti

 

 

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