I tagli alla scuola e le conseguenze della riforma Gelmini sono giunte anche tra i nostri banchi. Infatti, è di pochi giorni fa la notizia che nonostante un parere contrario di genitori ed insegnanti, l’Ufficio Provinciale Regionale di Ravenna non abbia concesso il tempo prolungato per la classe prima della Scuola secondaria di primo grado per il futuro anno scolastico. Una decisione che va contro la libera scelta dei genitori, effettuata solamente per uno scopo economico, poco pedagogico e per nulla didattico, che infrange una tradizione ormai consolidata, quale quella del tempo prolungato, del nostro territorio. C’è chi sostiene che questo possa rappresentare il primo passo per una futura, non troppo lontana, chiusura della scuola media di Casola …
Naturalmente i tagli non hanno riguardato solo Casola, ma questo provvedimento ha colpito l’intera provincia, tanto che sono insorte numerose manifestazioni e cortei di protesta in tutto il territorio. Anche Casola ha fatto e sta facendo sentire la sua voce. Come è apparso in numerosi giornali locali, l’amministrazione Comunale, ed in particolare il Sindaco Iseppi e l’Assessore M. Barzaglia, hanno indirizzato una lettera al Al Ministro della Pubblica Istruzione (Maria Stella Gelmini), al Dirigente U.S.P. Ravenna (Maria Luisa Martinez), all’ Assessore alla Pubblica Istruzione Prov. di Ravenna (Nadia Simoni), all’ Anci - Emilia Romagna (Direttore Antonio Gioiellieri), al Dirigente scolastico Istituto comprensivo “G. Pascoli”(Giovanna Castellari).
Il testo integrale della lettera, apparso nel sito del Comune è sotto riportato.
Oggetto: Scuola Secondaria di Primo Grado – Casola Valsenio (Ra)
Con la presente siamo ad esprimere la più netta contrarietà alla decisione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di NON attivare il tempo prolungato nella nostra scuola secondaria di primo grado. Per ragioni di metodo, perché assunta unilateralmente e senza nessuna preventiva valutazione con l’Amministrazione comunale, e per ragioni di merito, perché interrompe un modello didattico che ha ampliato l’offerta formativa e reso possibile una migliore qualità del metodo di studio dei nostri alunni.
Oltre ciò è opportuno evidenziare che il Comune di Casola Valsenio ha una tradizione consolidata di tempo prolungato tanto che tutte le famiglie avevano scelto all’unanimità questo servizio, per la sua qualità e per la rispondenza alle esigenze della realtà sociale e alle condizioni lavorative delle famiglie. Molti genitori, per esempio, sono pendolari ed è un’oggettiva necessità potere contare su un’offerta formativa e un tempo scuola e adeguati. Con questa decisione – sbagliata e dannosa - aumenta il disagio sociale, non è garantito il tempo scuola richiesto dalle famiglie, si mortificano quegli elementi che hanno caratterizzato la qualità del sistema scolastico statale. La responsabilità che ci deriva dall’essere amministratori locali e rappresentanti dei cittadini casolani, impone di reagire in difesa del diritto dei ragazzi e delle ragazze a disporre di una scuola pubblica in grado di costruire una speranza per il Paese. Le politiche di bilancio, le manovre finanziarie, non possono mortificare la scuola, che invece deve continuare ad essere uno spazio dedicato alla crescita intellettuale e culturale dei ragazzi .Per tutti questi motivi – mentre sollecitiamo un incontro con l’Ufficio scolastico provinciale – chiediamo di ritirare la decisione assunta, e ripristinare il “tempo prolungato” nella Scuola secondaria di primo grado di Casola Valsenio.
Anche le famiglie si stanno adoperando per “protestare” contro questa decisione, procedendo con una raccolta firme da allegare ad un documento che verrà inviato all’ufficio provinciale.
Speriamo che tutto ciò possa andare a buon fine per salvaguardare la scuola Casolana.


Francesco Rivola
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