Domenica 14/06/2009 notizie riportate da telegiornali Nazionali e da televideo
TROVATO MATERIALE RADIOATTIVO
Ad Aosta effettuate oltre 60 perquisizioni maxi sequestro in 30 provincie Italiane “ tra le quali bologna- Forli-Ravenna-ferrara “di combustibile ecologico in legno (pallet)risultato radioattivo proveniente dalla Lituania “prodotto da Natural Kraft “ (vedi: https://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo452408.shtml)
Considerando che in Italia viene stimato in unmilione di tonnellate il fabbisogno di pallet “già ora superiore alla produzione Italiana –seicentocinquantamila tonellate- “ si è portati a prendere in considerazione l’importazione (naturalmente per motivi economici –minor costo) da paesi appartenenti alla ex Unione Sovietica con i rischi che ne consegue.
Ora sotto consiglio seppur indiretto del Sig Visani Giuliano ho precedentemente alla notizia qui sopra riportata preso in considerazione che una giusta informazione mi avrebbe, in qualche modo, dato a capire il funzionamento di queste benedette caldaie a cippato.
Detto questo ho cercato di conoscere e capire i pro e i contro conseguentemente ho poi cercato di individuare le più fonti disponibili in rete e ancora avvalendomi delle notizie apparse sullo Spekkietto inerenti alla centrale Casolana ho di conseguenza, valutato bonariamente la questione sulla Caldaia. Pur essendovi materiale in rete a sufficienza per ricercare misurazioni e dati medici scientifici provenienti da ogni parte del mondo, reputo di poca importanza riportarne qui i valori non essendo a mio giudizio rilevante per la discussione.
Portando come esempio i paesi Scandinavi ed in particolare la Svezia, la quale da sempre è considerata la nazione dove la salvaguardia dell’ambiente e la ricerca per le energie alternative è il loro motivo d’orgoglio e considerando poi che il fabbisogno energetico viene “dalle caldaie miste “alimentate a bio masse e a materiali di recupero ma naturalmente la percentuale delle biomasse è superiore ai materiali di recupero “ le quali ricoprono il 28% del fabbisogno nazionale di conseguenza possiamo dire che la propensione della Svezia a queste centrali è indiscutibile.Ma!! alcuni studi hanno portato una parte consistente dei ricercatori Svedesi a considerare le biomasse l’archeologia dell’ecologia.
Si può altresi parlare delle piccole caldaie di tipo logicamente riconducibile a quella Casolana o delle più piccole per uso privato ma sempre e comunque ritrovandosi con dati contrastanti sia medici che scientifici con la conseguenza che comunque il tutto ci riporta ad una scelta individuale e personale essendo al momento ancora poco chiara la valutazione sia in positivo che in negativo delle varie correnti scientifiche.
Tornando a Casola le cose si complicano ulteriormente e partendo dal concetto che Senio Energia e Comune di Casola hanno di fatto rivalutato la destinazione del progetto iniziale, come riportato nell’articolo sullo Spekkietto (una nuova collocazione per la centrale a biomasse) a questo punto sorge il dubbio che l’opposizione “a tale progetto”di alcuni cittadini abbia riportato a riconsiderare i problemi che la caldaia può e potrà portare a livello ambientale ed ecologico.
Tralasciando per ora il discorso economico e tralasciando pure i disagi che la messa in opera causerà ai cittadini considerando definitiva l’area adiacente alla Buratta i conti sono presto fatti.
(1) In assenza di vento si valuta in circa 200 -300 metri lineari la zona rischio di conseguenza si può dedurre che la zona “Storta e quella di nuova costruzione saranno esposte ad un inquinamento costante da polveri sottili.
(2) Naturalmente in presenza di vento la zona a rischio verrà aumentata ma le polveri sottili diminuiranno di intensità.
(3) Sempre rispettando le divergenti valutazioni scientifiche e mediche veniamo metodicamente riportati ad una valutazione personale che per assenza di dati certi può solo indurci a ripetute discussioni

Ora sostanzialmente la mia personale conclusione è molto semplice o la caldaia inquina quindi non capisco con quale motivazione debba essere avvantaggiata una zona a discapito dell’altra oppure non inquina e a questo punto ritengo non vi sia motivo per la ricollocazione in un nuovo sito “causando un ingente aumento di spesa pubblica, seppur Europea, ma sempre pubblica”
In realtà ciò che fino ad ora era da considerarsi una battaglia da giocarsi ad armi pari ora con la sconvolgente (a mio giudizio) notizia riportata all’inizio della lettera, non può che riportarci solo ad una incontrovertibile valutazione negativa per la costruzione della centrale a biomasse alimentata con recuperi da potatura e da PALLET.
Vivendo poi in un paese democraticamente costituito ciò non può che riportarci ad una valutazione referendaria dando la possibilità ai cittadini tutti “e non solo ai pochi rappresentanti comunali “di decidere per la salute della nostra comunità.

Grazie Gianmaria

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