INTERVISTA AL dott GIUSEPPE NERI  DIRETTORE DELL’ASP DELLA ROMAGNA FAENTINA

 

Agli inizi del 2015 è entrata in funzione l’ ASP della Romagna Faentina che ha accorpato, le due  ASP  precedenti che esistevano nel distretto di Faenza: l’ ASP Solidarietà Insieme (per i comuni di Casola Valsenio, Castelbolognese e Brisighella) e l’ ASP Prendersi Cura  (per i comuni di Faenza e Solarolo).

Le vicende e le problematiche che hanno preceduto la fusione sono note ai lettori de Lo Specchio/Spekkietto  ed ai Casolani in genere grazie all’ opera di informazione svolta  dal nostro giornalino.

Ad un anno e mezzo  di distanza dall’unificazione, sollecitati anche da interrogativi e domande provenienti dall’opinione pubblica e dai nostri lettori, abbiamo ritenuto opportuno interpellare il direttore dell’ASP unificata, dott. Giuseppe Neri, e rivolgergli alcune domande atte a chiarire la situazione attuale e ad aggiornarci, come si suol dire sullo “stato dell’arte”.

Il dott. Neri, molto gentilmente e con tempestiva sollecitudine ha accettato di rispondere alla nostra intervista che qui di seguito pubblichiamo e della quale per il momento prendiamo atto, riservandoci eventualmente in futuro di ritornare sugli aspetti  che riterremo meritevoli di approfondimento. Per il momento ringraziamo sentitamente e cordialmente il dott. Neri per  la disponibilità dimostrata.

 

INTERVISTA

 

1 – Dott Neri,  Le voci raccolte in paese non sono tutte concordi sullo stato e la funzionalità dei servizi rivolti agli anziani della nostra casa protetta. Dal suo punto di osservazione e dall’esame dei dati raccolti a sua disposizione le risulta che siano sostanzialmente in linea con quelli della gestione dell’ASP precedente? 


Risp.) Non mi risulta possibile alcuna valutazione comparativa tra la precedente gestione Asp dei servizi residenziali/semiresidenziali rivolti agli anziani a Casola Valsenio e l'attuale gestione degli stessi da parte del soggetto gestore accreditato definitivamente. Infatti, dall'entrata a regime del nuovo sistema di accreditamento definitivo Asp ha "passato la mano" sulla gestione dei servizi, mantenendo col nuovo gestore un semplice rapporto di servizio, connesso e conseguente alla concessione della struttura di Casola, coi relativi impianti, attrezzature ed arredi, nell'ambito della quale Asp provvede alla manutenzione straordinaria e ordinaria della struttura stessa, degli impianti, degli arredi e delle attrezzature. Viceversa, ad Asp non compete alcun potere di vigilanza e di controllo sulla gestione dei servizi che spetta invece alla committenza (Servizi Sociali - Ufficio di Piano ed Ausl).
Più che dall'Asp, che, come ripeto, non ha titolo, un ruolo interessato e qualificato di "osservatore" sull'andamento dei servizi può essere svolto dall'Amministrazione Comunale e dal locale Comitato Comunale.

 

2 - Negli ultimi anni l’ASP Solidarietà Insieme aveva operato investimenti per adeguare la struttura alle normative antincendio ma anche per migliorare complessivamente la sua fruibilità da parte dei servizi. Sappiamo che nel piano triennale degli investimenti   era stato  previsto un intervento migliorativo sulla centrale termica. A che punto è il progetto?

Risp.)  L'intervento di riqualificazione della centrale termica della residenza S. Antonio Abate e Santi Filippo e Giacomo è previsto nel programma triennale delle opere pubbliche dell'ente, in particolare nell'elenco
annuale per l'anno 2016, in coerenza con il progetto approvato ad ottobre 2015 e presentato alla Regione entro il termine del 31.10.2015, per l'ammissione a finanziamento. Lo stesso iter è stato seguito per un analogo progetto di riqualificazione della centrale termica della residenza Bennoli di Solarolo. Al momento, entrambi gli interventi, con progetto già approvato, sono solo in attesa di una risposta da parte della Regione, in relazione alla richiesta di ammissione a finanziamento per le finalità di risparmio energetico. Anche recentemente si è cercato di sollecitare una risposta, ferma restando la volontà dell'Asp di dare comunque corso ai due interventi in quanto necessari.

3 - Parliamo di patrimonio. Dalla vendita dell’appartamento ereditato dalla defunta Linda Cortecchia in via Fondazza l’ASP ha incassato una cifra di circa 33.000,00 euro che dovrebbe reimpiegare sui servizi del comune. Quali sono gli orientamenti in merito?


Risp.) Confermo l'avvenuta alienazione dell'appartamento di via Fondazza ereditato dalla Signora Cortecchia, il ricavato della quale ha potuto essere impiegato per concorrere al finanziamento dei servizi svolti da Asp sul
territorio comunale: nel corso del 2015 sono stati infatti investiti oltre 32.000 euro per garantire la manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli arredi della Casa Protetta ed è stato concesso in comodato gratuito al Comune di Casola Valsenio un mezzo di proprietà Asp per il trasporto dei pasti dalla cucina alle scuole nell'ambito del servizio di refezione scolastica; l'Asp conserva inoltre a Casola il servizio relativo al centro diurno "L'Ape", di per sé poco sostenibile sul piano economico, specie a seguito dell'accreditamento, non potendo più essere organizzato in modo integrato con gli altri servizi presenti nella struttura, ma di grande beneficio per gli utenti e di grande sollievo per le famiglie, come conferma
il consolidamento del servizio nel tempo, con progressivo ampliamento anche alla fascia oraria pomeridiana.

 

4 - Ci risulta che l’ASP abbia ereditato parte del patrimonio della defunta Rosa Testi per sua espressa volontà testamentaria. A che punto è la questione?


 Risp.) E'vero, nel corso del 2015 l'Asp ha ereditato parte del patrimonio della defunta Testi Rosa. Per l'esattezza un terzo, andando i restanti due terzi ai nipoti della Signora. L'asse ereditario comprende beni mobili e numerosi immobili con diverse destinazioni a Casola. Per il momento si sono attuati tutti i necessari adempimenti notarili e si è proceduto coi coeredi alla ricognizione dei beni compresi nella successione, ponendo in essere i necessari atti di ordinaria amministrazione per la gestione degli stessi,
rinnovando i contratti di affitto nel frattempo scaduti e perfezionando i contratti di affitto che risultavano mancanti.

Con riferimento in particolare ai beni immobili, si è poi proceduto ad una verifica tecnica per accertare le condizioni degli stessi in funzione di eventuali interventi di messa in sicurezza. Nel complesso la situazione degli immobili non è risultata critica, salvo ovviamente numerose esigenze di manutenzione, abbastanza normali in immobili di un centro storico buona parte dei quali inutilizzata da anni. Entro la fine dell'anno definiremo coi coeredi un piano per la conservazione, l'utilizzo e la valorizzazione degli immobili, ferma restando la comune volontà di garantire la continuità dei rapporti in essere (in questo senso si è data ampia garanzia alla locale Associazione Alpini per i locali facenti parte dell'eredità che utilizza da tempo).

5 - Abbiamo provato a leggere il bilancio consuntivo del 2015. Intanto è un bilancio in attivo e questo ci consola. Ci preoccupa però l’esiguità dell’avanzo soprattutto in presenza di una consistente voce attiva nelle donazioni senza la quale il bilancio avrebbe ben altro segno. Cosa ci può dire in merito?


Risp.) L'anno 2015 è stato caratterizzato da due vicende che hanno profondamente modificato i consolidati assetti istituzionali e gestionali delle due Asp (Solidarietà Insieme e Prendersi Cura) in precedenza esistenti nel nostro distretto socio-sanitario: la costituzione della nuova Asp della Romagna Faentina, a seguito dell'unificazione delle due Asp preesistenti e l'avvio e l'entrata a regime del nuovo sistema di accreditamento definitivo dei
servizi residenziali e semiresidenziali rivolti agli anziani. I tempi ed i modi con i quali le due vicende modificative del precedente status quo si sono attuate concretamente hanno reso l'esercizio 2015 ancora più anomalo ed atipico.
La nuova Asp non è nata infatti l' 1 gennaio, ma l'1 febbraio, quindi il 2015 è stato caratterizzato dalla presenza di tre Asp: Prendersi Cura e Solidarietà Insieme, ciascuna per un mese, poi la nuova Asp della Romagna Faentina per undici mesi.
Ed anche l'accreditamento definitivo, anziché dal 1 gennaio 2015, per effetto del passaggio graduale in continuità concordato nel nostro territorio a tutela dei servizi e degli utenti degli stessi, è entrato
effettivamente a regime dal 1 aprile, conservando per tre mesi un modello gestionale in continuità con gli anni precedenti prima della piena trasformazione attuatasi dopo il primo trimestre.
Fino al 31.12.2014, e di fatto fino al 31.03.2015, le due Asp prima e la nuova Asp unica poi gestivano i propri servizi col sistema "misto", utilizzando cioè personale proprio e personale di cooperativa, con
prevalenza di quest'ultimo. Il bilancio consuntivo delle due Asp relativo al mese di gennaio 2015 è
estremamente indicativo: tutto continua di fatto come in precedenza ed anche il risultato economico è in linea col dato contabile consolidato (con un utile di circa 40.000 euro per ciascuna Asp).
Se ci fosse stata solo l'unificazione, continuando a gestire la nuova Asp unica gli stessi servizi che avevano le due Asp preesistenti, con la stessa modalità "mista" in precedenza consentita, la modifica istituzionale non avrebbe avuto conseguenze contabili.
Il fenomeno che invece incide realmente e pesantemente sul piano contabile è legato agli effetti dell'accreditamento. Nella relazione sull'andamento della gestione, al paragrafo 5 "L'andamento nell'esercizio e la prevedibile evoluzione della gestione" (pag. 46 della relazione) il fenomeno è
illustrato nel dettaglio
L'Asp perde 183 posti residenziali (dei quali 163 accreditatati),conservandone 192 (dei quali 69 accreditati), col valore complessivo della produzione che si contrae conseguentemente su base annua di oltre 3.500.000 euro. Calano i posti e calano le entrate, ma aumenta di 113.000 euro il carico fiscale. Sembra un controsenso, ma è così, perché non si possono più gestire i servizi in forma "mista", ma l'Asp, pur perdendo posti e tanti, ha dovuto praticamente raddoppiare il personale sociale (in quanto ora l'Asp deve utilizzare proprio personale di ruolo), con incremento dell'IRAP e con incremento anche dell'IRES relativa alle attività commerciali.
Nella richiamata relazione allegata al consuntivo sono poi illustrati altri fattori complementari, con conseguenze contabili negative, che si sono verificati sempre nel 2015, sia per effetto della normativa sulla spending review (taglio degli affitti relativi ad immobili di proprietà Asp affittati ad enti pubblici), sia per effetto della normativa in materia di accreditamento (che ha imposto spese per oltre 400.000 euro in funzione di adeguamenti obbligatori di impianti ed attrezzature).

6 - Dall’esame economico complessivo dell’azienda nata dalla fusione delle due ASP ci viene da sottolineare come grossa criticità il numero complessivo degli amministrativi ben al di sopra dei parametri ritenuti ottimali nella letteratura che riguarda questo tipo di aziende e che, oltre all’aspetto del risultato di  bilancio, finiscono comunque col drenare risorse altrimenti indirizzabili per i servizi. Lei pensa che la dimensione dell’apparato amministrativo dell’attuale ASP della Romagna Faentina sia equilibrato in considerazione anche del drastico calo dei servizi passato alla cooperazione?


Risp.) Se il personale amministrativo è rimasto il medesimo, nonostante il calo dei posti e del valore della produzione, come ho detto prima il personale sociale è praticamente raddoppiato. Tuttavia il personale amministrativo può essere più facilmente "riconvertito" ad altre funzioni, in ragione di nuovi servizi che l'azienda venga ad assumere e a gestire. Penso ad esempio al servizio di accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale che l'Unione della Romagna Faentina, da novembre 2015, ha deciso di gestire in forma coordinata, affidando all'Asp le funzioni di coordinamento, oltre al ruolo di soggetto gestore di strutture di accoglienza. Ad oggi l'Asp coordina complessivamente 194 posti di accoglienza, gestendone direttamente 127.
Fatto salvo l'affidamento all'esterno di alcune prestazioni di supporto che richiedono una specifica professionalità ed esperienza (attività di mediazione linguistico-culturale ed attività educative), tutta la gestione amministrativa, operativa e logistica del servizio di accoglienza è svolta dal personale dei servizi generali dell'Asp (amministrativi, tecnici e finanziari).
Una analoga possibilità di riconversione è molto più limitata rispetto agli operatori sociali (OSS) dipendenti dell'azienda, rispetto ai quali malattie, infortuni e maternità determinano un raddoppio dei costi; oltre
all'incidenza di sopravvenute limitazioni, conseguenti ad incidenti o semplicemente all'anzianità che impongono piani di lavoro compatibili con la situazione dell'operatore con limitazioni.

7 – In chiusura ed in sintesi ritiene vi siano altri aspetti importanti da evidenziare?

Risp.) Il quadro è profondamente cambiato rispetto al 2014, che sembra ieri, ma in realtà è un'altra era, almeno per le Asp; e si tratta di un cambiamento molto più profondo e strutturale del cambiamento istituzionale conseguente all'unificazione delle Asp: come ho detto e ribadisco, l'unificazione, se fosse sopravvenuta da sola, avrebbe inciso sull'assetto istituzionale, senza incidere minimamente sugli assetti organizzativi e gestionali.
L'assetto organizzativo e gestionale è stato viceversa stravolto dal cambiamento, indipendente dall'unificazione, relativo alla modalità di gestione dei servizi rivolti agli anziani. Il quadro che abbiamo di fronte è molto complesso ed articolato, ha numerose implicazioni e deve essere affrontato ed analizzato sotto molteplici aspetti.
Come razionalizzare e migliorare la gestione dei servizi "storici" delle Asp, alla luce delle nuove regole che oggi li governano, e quali nuovi servizi sviluppare, come risposta a nuovi bisogni sociali che oggi caratterizzano la nostra società e le nostre comunità: questa penso sia la sfida per la nuova Asp, e per le Asp in genere.

 

a cura di Alessandro Righini

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