Natale è vicino: si fa ordine in casa! Oh, la stupefacente energia che ci prende quell’unica volta all’anno, in casa nostra! (di solito le pulizie si fanno a Pasqua!)
Improvvisamente si fa largo la voglia di rimettere un po’ a posto quel gran bazar che è la nostra dimora.
E’ così che si notano (e si raccolgono) quelle 20/25 sciarpe che circolano nei posti più impensati, come innocui serpenti colorati.
E poi si “notano” quei 30/35 copricapo che comprendono:
1 berretto viola, 1 colbacco di pelo di coniglio, 6 o 7 “ciribiricoccole”con il pon pon sbilenco, 1 fez, 1 velo da suora e un cappello da cow boy, senza contare berretti di ogni foggia o tipo. Ce n’è anche uno di paglia, poggiato con nonchalange sul tavolino, ricordo di un pomeriggio al sole.
E poi: foglietti, fogliettini, pezzetti di carta con un appunto, 1 disegno, il titolo di un libro. E le custodie dei DVD e dei CD che galleggiano su scaffali e mensole, alla ricerca di una loro ragionevole collocazione.
E gli occhiali da sole più strambi(uno ha le lucine!) girano per la casa, non si sa da dove siano spuntati, ma circolano a loro piacimento anche se è inverno, così, se devo mondare una cipolla, possono sempre tornare utili per piangere di meno.
E poi le scatole, le scatoline, i vasetti, i “coccetti”, con dentro cianfrusaglie e minutaglie, monete (tutte da un cent!) e fili, fili aggrovigliati: cavi di lettori, computer, X BOX, play station, televisore e lampada + luci del presepe e dell’albero, incorporati in un’unica ciabatta, che quando accendi la luce parte una canzone di Jovannotti e quando vuoi vedere un film sfavilla l’albero di Natale.
Tutto gira a rovescio, ma almeno gira.
Però è facendo ordine così di rado che si apprezzano le vere sorprese della vita.
L’altro giorno è apparso, in un cestino dentro un camino spento, sotto pile di custodie di videogiochi, un oggetto alquanto bizzarro e misterioso: la stecca di un alluce rotto (usata!).
Ma di chi cavolo è ‘sta roba? Passati in rassegna ricordi recenti e lontani e dopo una discussa riunione familiare, è stato appurato quanto segue:
nessuno di noi quattro si è mai rotto un piede, grazie a Dio,
non c’è alcun amico o parente che negli ultimi tempi si sia fratturato alcuna falange, salvo mia sorella che ogni tanto cambia qualche bullone ma non ha mai usato stecche di giunzione,
chi è quell’imbranato che è venuto a trovarci e s’è scordato un pezzo del suo fittizio scheletro?
chi può averci deliberatamente portato questo “cadeau” (qualcuno ci vuol male?) Bho!
chi può aver scambiato casa nostra per una sala gessi?
Dopo varie e coraggiose ipotesi, dopo confronti e suggestive illazioni, durante una cenetta dove si narrava appunto di questo improbabile dono natalizio (che non era però impacchettato), mia nipote Virginia se ne è uscita con una fragorosa risata e ha rivelato l’arcano: mio fratello Kune avevo avuto la brillante idea di lasciarci la sua “impalcatura”, dovuta ad un piccolo incidente sul lavoro, per onorarci con uno dei suoi brillantissimi scherzi.
Peccato che ce ne fossimo accorti dopo sei mesi!
Sono coraggiosa a rivelarvi le nefandezze che succedono in casa mia? Forse sì: i panni sporchi è meglio lavarseli in...casa...appunto, ma mi è sembrato utile raccontarvi questo episodio per suscitare un sorriso(di allegria o compatimento, fate voi) e per farvi gli auguri di buone feste.
_ Ma voi avete la donna delle pulizie? _ ha chiesto mia nipote che ancora rideva a crepapelle.
_ No_ ho ribattuto io _ Perchè?
_ Meno male, se no ti toccava licenziarla!
E questa affermazione mi ha consolato: dopo tutto quando qualcosa va storto è meglio se la colpa è solo nostra!
Buon Natale a tutti!


Paola Pozzi
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