Al di là del mare le terre bruciano

bruciano le case, i campi, i raccolti, le provviste.

Al di là del mare qualcuno piange, ma noi non lo sentiamo

Noi non lo ascoltiamo

Al di là del mare qualcuno scappa

E corre più veloce che può

Le mani si uniscono, si aiutano, si fanno forza.

Una mano grande può contenere una mano piccola, che arranca, che fatica.

A volte alcune mani restano sole e si fermano.

Al di là del mare qualcuno lascia tutto, prende con sé quel poco che può essere utile

Che può servire al di qua del mare.

Al di qua del mare in molti tendono le mani

Stringono le mani più piccole, quelle affaticate, quelle rovinate dal sole e dalla salsedine

Al di qua del mare in tanti, in troppi, non muovono le loro mani

O vorrebbero usarle per brandire bastoni e ricacciare quelle mani da dove sono venute.

Noi siamo di qua dal mare

Noi abbiamo la fortuna di esserci nati, di esserci approdati, di esserci arrivati.

Come si può abbandonare qualcuno in mezzo al mare?

Come si può tollerare di rispedirlo al di là del mare?

A.R.
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