Intervista al Sindaco di Casola Valsenio

Ringraziamo da subito il nostro Sindaco Giorgio Sagrini per la disponibilità. Stiamo vivendo un momento straordinario, nel senso letterale della parola, in cui abbiamo un’emergenza che sta colpendo la popolazione da tutti i punti di vista: medico-sanitario, sociale, psicologico, economico. Dall’inizio dell’epidemia in Cina all’arrivo in Italia le cose sono cambiate molto. Chi prima aveva sottovalutato la pericolosità dell’epidemia si è dovuto ricredere, i virologi improvvisati sono stai messi a tacere e via discorrendo. Per fortuna la parola sembra essere ritornata alla scienza. Se devo essere sincero sembra uno dei pochi aspetti positivi della faccenda. È rinato un forte spirito di comunità, dai balconi, dalle terrazze, dai social network. Purtroppo anche la vita della nostra comunità è stata stravolta nella percezione del pericolo, nelle abitudini, nei riti, nei rapporti famigliari e sociali, dalle imposizioni molto restrittive volute giustamente dal governo centrale.

Come sta reagendo la comunità casolana?

La preoccupazione è tanta e la consapevolezza della gravita della situazione e delle conseguenze, dopo una iniziale fase di sottovalutazione, si è affermata in tutta la popolazione.

È facile fare rispettare le regole? Prevale l’imposizione delle regole o il buonsenso?

I comportamenti dei più sono funzionali, sono utili, a favorire il lavoro di chi – forze dell’ordine, personale sanitario e medici, operatori commerciali, ecc. – è direttamente investito del compito di fare rispettare le regole.

Eccezioni a parte, che ci sono, nella gran parte dei casolani è diffuso il senso civico, e i comportamenti, come dimostra l’esperienza di queste difficili giornate, sono improntati al rispetto, alla ragionevolezza, al buon senso …ché non basta l’imposizione delle regole per fare in modo che le regole siano rispettate. Serve la condivisione, serve la comprensione dell’utilità delle norme fissate dai decreti di Governo e Regione, per sé e per tutti …e questa comprensione c’è stata e c’è.

La sensazione è che il nemico sia alle porte ma che per fortuna non abbia ancora varcato il confine. Come potrebbe cambiare la situazione se dovessimo registrare un caso a Casola? Avete preparato un piano particolare da attuare?

Che il nemico non abbia ancora varcato il confine, ad oggi non è una sensazione: è una certezza. L’auspicio è che si continui a essere immuni dal contagio e i richiami, gli appelli, le indicazioni di questi giorni per “restare a casa”, per attenersi tutti allo scrupoloso, rigoroso rispetto delle regole e delle prescrizioni, vanno in questa direzione.

E’ del tutto evidente che se si dovessero registrare casi, si dovrà fare ricorso ad azioni ancora più restrittive e ai provvedimenti di isolamento, di protezione che verranno disposti dalle autorità sanitarie e dai servizi di protezione civile.

A Casola si stanno moltiplicando le iniziative all’insegna della solidarietà (vedi la spesa a domicilio) o dell’ottimismo (anche noi de LoSpekkietto cerchiamo di fare la nostra parte promuovendo iniziative o pubblicizzando quelle lanciate da altri). Quanto è importante tutto questo?

E’ molto importante, perché rafforza il senso di comunità, di vicinanza, in una situazione in cui si deve per forza rimanere distanti. Così come è importante che a farsi promotori di queste iniziative – con tutte le accortezze e le cautele previste – siano i volontari e, in particolare, i giovani volontari.

Adesso la percezione del pericolo permette alla popolazione di sopportare bene l’isolamento, il “restiamo tutti a casa”. Se il periodo dovesse allungarsi troppo si rischierebbe di avere un problema psicologico. È possibile mettere in campo idee per alleggerire il peso della paura e dell’isolamento?

 

 

Cosa mettere in campo per affrontare il problema psicologico che si potrebbe verificare per l’ulteriore protrarsi della situazione di emergenza, non è facile stabilirlo. Stabilito che il divieto di eventi sociali e collettivi, di contatti ravvicinati non è in alcun modo derogabile, hanno certamente utilità le iniziative come i flashmob con musica, canzoni e disegni alle finestre e ai balconi… e potrebbe essere utile anche sperimentare degli eventi online – racconti, filmati, musica - utilizzando i social e potendosi avvalere di specifiche competenze tecniche.

Ed è utile restare tutti in contatto, per ricevere in tempo reale comunicazioni e informazioni, come stiamo facendo con il servizio di messaggistica del Comune a cui si sono già registrati centinaia di casolane e casolani.

Approfitto di questa conversazione per invitare coloro che ancora non si sono registrato a farlo, scaricando il modulo dal sito del Comune e ad inviarlo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., facendo attenzione a scaricare l’app di WhatsApp sul proprio cellulare e a salvare in rubrica il n. 3386172437.

Una volta finita ci renderemo conto che gli ultimi dieci anni sono stati funestati soprattutto da momenti di crisi: la crisi finanziaria, la recessione, il terrorismo, la pandemia. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un messaggio positivo. Ne lanci uno bello forte.

Stiamo uniti, sosteniamoci vicendevolmente in queste giornate, in queste settimane difficili e impegnative, atteniamoci a informazioni e notizie vere e verificate, non alimentiamo il panico ma la responsabilità e il civismo, ché responsabilità e civismo sono la nostra forza, la forza della comunità casolana.

E prepariamoci, quando arriverà la fine dell’emergenza, a organizzare tutti insieme un grande evento – nelle piazze e nelle strade di Casola – per festeggiare la fine del contagio, per festeggiare la Liberazione dal coronavirus, per festeggiare il ritorno a una vita sociale degna di questo nome.

Auguri Casola. Forza e coraggio.

Grazie

Riccardo Albonetti

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