Lo si vede al campo sportivo praticamente a tutti i giorni e in qualsiasi stagione a spostare porte da calcio, posizionare i "cinesini" per delimitare campi da calcio di ogni dimensione compilare documenti e distribuire casacche. Quando ha finito di preparare tutto, fa anche l'allenatore...di tre squadre: scuola calcio, pulcini e esordienti. Da anni Christian Visani, insieme a Silvano Dardi che segue gli allievi, si occupa di una buona fetta dei bambini di Casola, svolgendo mansioni che in altre realtà sono divise almeno tra quattro o cinque persone. Tre squadre di ragazzini entusiasti da seguire non sono uno scherzo: finita una gara dei pulcini, spesso c'è da correre via per andare a seguire gli esordienti, oppure bisogna scappare al lavoro. La scorsa estate Christian è riuscito a conquistare il patentino da allenatore per il settore giovanile e ora, al termine dell'annata calcistica 2013-2014 abbiamo deciso di intervistarlo per sentire com'è andata.
 

1) Christian, si è da poco conclusa una stagione molto intensa per le tue squadre, che bilancio complessivo fai dell'annata trascorsa?
Parlando della stagione appena trascorsa posso dire che come sempre personalmente è stata molto faticosa e intensa ma l'importante è che i bambini abbiano potuto giocare a calcio e si siano divertiti. Si possono fare due tipi di bilancio: quello strettamente  legato ai risultati delle squadre o quello che preferisco io più legato alla crescita di un cultura/educazione sportiva. Il mio primo obiettivo è sempre riuscire ad iniziare e finire con lo stesso numero di bambini e cercare di rendere tutti partecipi allo stesso modo anche se per differenza d'età o di doti naturali è normale che ci sia chi riesce meglio di altri. Cosa non facile perché allo stesso modo si deve cercare di non penalizzare quelli più avanti continuando a farli crescere. Ho cercato di far del mio meglio aiutato oltre che dall'esperienza personale di 33 anni di calcio dalle 130 ore di lezione frequentate l'anno scorso per prendere il patentino UEFA C specifico per il settore giovanile. 
 
 
 2) Andiamo su un piano più specifico: ci fai una piccola analisi delle tue squadre, non solo su un piano sportivo ma, come giustamente hai sottolineato, con un occhio rivolto alla crescita personale dei nostri ragazzi/bambini?

Quest'anno ho allenato la scuola calcio frequentata da 13 bambini nati nel 2007 e 2006, un gruppo scatenato con una presenza sempre numerosa agli allenamenti anche nel periodo invernale che non è una cosa scontata in questa fascia d'età. Hanno partecipato al torneo di Riolo comportandosi alla grande, vincendo nettamente con il Riolo e perdendo di misura due partite con squadre della zona di Imola, poi hanno disputato il memorial "G.Mogardi" classificandosi terzi e giocandosi alla pari tutte le partite. In questi 2 tornei li ho portati sempre tutti con me anche se si gioca solo in 5 e fatti giocare tutti gli stessi minuti penalizzando l'obiettivo del risultato ma, secondo me, favorendo lo spirito di squadra del gruppo e facendoli sentire tutti bravi. Visto le squadre incontrate sono convinto che se avessi partecipato solo con 6/7 bambini come fanno altre squadre, probabilmente avrebbero vinto tutte le partite disputate, sarebbe stato meglio? Secondo me decisamente no: a quest'età deve essere solo un gioco per divertirsi ed iniziare ad imparare a stare insieme.Poi ci sono i 10 pulcini misti nati negli anni 2003/2004/2005 un gruppo molto unito e decisamente già concentrato sul gioco del calcio. Hanno disputato il campionato invernale e quello primaverile vincendo tutte le partite, inoltre hanno partecipato a diversi tornei arrivando secondi a Casola e Fognano e non qualificandosi nelle prime tre a Riolo solo per differenza reti malgrado fossero tutti tornei per i nati nel 2003 mentre noi abbiamo anche bambini più piccoli.Infine ci sono I 14 esordienti, nati negli anni 2001/2002 un gruppo che ormai ho da 5 anni e che quest'anno, soprattutto per problemi fisici di alcuni bambini, ha avuto problemi numerici costringendomi spesso a fare ricorso all'aiuto dei pulcini. Di loro posso dire che hanno saputo comunque lottare e anche quando i risultati non sono venuti hanno saputo perdere con dignità, una cosa che spesso si sottovaluta.Voglio dire 2 parole anche sugli allievi di Dardi che pur avendo in squadra 6 giovanissimi nati nel 1999/2000 e quindi non essendo spesso in grado di competere con squadre di soli nati nel 1997 hanno lottato ma soprattutto si sono allenati tutto l'anno anche se i risultati potevano scoraggiarli. 
 

3) Nessuno ha una sfera di cristallo ma, sulla base della tua esperienza, come vedi il futuro del calcio a Casola?
 
Purtroppo non vedo un gran futuro per il calcio a Casola per diversi motivi. Per prima cosa non ci sono molti bambini e quindi quando si inizia a giocare a 11 si fa fatica a formare le squadre, mancano volontari che dedichino parte del loro tempo libero per allenare o comunque dare una mano all'interno della società, mancano strutture adeguate per allenarsi, soprattutto durante l'inverno. Alcune di queste carenze si potrebbero attenuare avendo soldi da spendere ma mancano anche quelli.Per invertire questa tendenza penso che la prima cosa da fare sarebbe investire su un pallone o struttura polifunzionale che oltre a favorire gli allenamenti invernali dei piccoli calciatori darebbe la possibilità a chi non vuole praticare il calcio di dedicarsi ad altri sport come basket, pallavolo o tennis senza doversi allontanare da Casola. Con un piccolo comitato di genitori ho già incontrato il sindaco Iseppi 3 anni fa presentando questa proposta e ci è stato detto che era in progetto una cosa del genere..........ma purtroppo rimane sempre un "progetto".
 
 
4) Nota dolente: si vedono in giro squadre con cinque-sei tecnici o dirigenti accompagnatori, tu da solo e tieni a galla il settore giovanile a Casola. Sono gli altri che esagerano o c'è qualcosa che non va da noi? Cosa, secondo te?

Ci sono società che hanno disponibilità economiche e quindi non hanno problemi a trovare tecnici per le squadre. Se invece non si può pagare più di un piccolo rimborso spese allora si fa dura. La quota di iscrizione che si paga a Casola è di gran lunga la più bassa che io abbia sentito in giro ma non credo sia giusto chiedere di più se non si può garantire un servizio migliore di quello attuale. Quindi bisogna abbattere il più possibile i costi iniziando dalla prima squadra puntando ad avere solo casolani e far convergere le poche risorse sul settore giovanile che è il futuro dei piccoli paesi. 
 

5) A proposito di futuro, per quanto tempo ce la farai a sostenere un carico di impegni come quello che ti sei sobbarcato in questi anni, con allenamenti e partite per tre squadre?

Non so quanto posso durare sinceramente, sicuramente avendo comunque due figli nelle squadre che alleno mi aiuta. Tutti gli anni arrivo a Maggio che non ne posso più, ma poi non riesco ad abbandonarli anche perché mi affeziono a tutti i bambini.Per fortuna sembra che qualcosa si stia muovendo per la prossima stagione e ci siano 3/4 ragazzi giovani disposti a darmi una mano prendendosi l'impegno di allenare alcune squadre. Vedremo......è importante che ci si inizi a rendere conto che c'è bisogno di aiuto!
 
 
6) I genitori si sa, a volte sono croce e delizia degli allenatori del settore giovanile. Come sono i rapporti con loro?

 Da apprezzare sicuramente la presenza dei genitori alle partite dei propri figli, per il resto problemi particolari non ne ho avuti o comunque se qualcuno ha avuto qualche problema con me non me l'ha fatto presente. Sicuramente errori ne faccio, ma cerco di fare del mio meglio. Se posso dire una cosa noto che a volte qualche genitore si rivolge a me come se tutto gli fosse dovuto senza pensare che impiego in questa attività gran parte del mio tempo libero pur non essendo il mio lavoro. 
 

7) Siamo alla fine. C'è qualcuno che vorresti ringraziare, al termine di questa stagione?

Voglio ringraziare personalmente: 
- Fabbri Elio che ha pagato i giacconi di tutte le squadre 
- Loretta e William "Piadineria da Lori" che hanno pagato la divisa da gioco degli allievi e hanno contribuito sia fisicamente che materialmente alla cena di Natale 
- Franco e Massimo Capirossi "Capirossi impianti" che hanno pagato le tute della scuola calcio 
- Marta Cardelli "Allianz" che ha pagato le tute dei pulcini 
- Elisa Bambi "Forno Bambi" che ha pagato le tute degli esordienti 
- Alessandra Costa "Pizzeria incontro" che ha pagato le tute degli allievi 
- Benericetti Domenico che ha pagato la divisa da gioco per i pulcini 
- Norrito Antonio che ha offerto a tutte le squadre la cena di fine anno 
A tutti grazie di cuore.
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