Politica

In relazione alle prossime elezioni per il rinnovo della amministrazione comunale, apprendiamo ora ufficiosamente la composizione della lista Uniti Per Casola e la riportiamo informalmente in ordine sparso.
Il Sindaco uscente Sagrini ha fatto certamente una buona cosa a sostenere Senio Energia nel progetto di realizzazione di una centrale a biomasse a Casola Valsenio.
Non era così scontato perché da qualche tempo minuscoli ma bellicosissimi gruppi della sinistra hanno cominciato a trattare da nemiche persino le energie rinnovabili rappresentate dalle centrali idroelettriche, solari, a biomasse, geotermiche ed eoliche.
In qualità di candidato del centro destra alle prossime elezioni amministrative mi inserisco anch’io (molto più brevemente) nella garbata discussione tra Righini e Sagrini per esprimere l’opinione che l’annosa vicenda del Parco non possa essere presentata come un marginale incidente di percorso tra amministratori tolleranti e agricoltori bizzosi e che alla fine - come sembra adombrare Alessandro e assai meno Giorgio – tutto si risolverà in qualche lodo arbitrale e in qualche posto benevolmente concesso nei fin troppo numerosi organismi di gestione.
Caro Alessandro,
il tuo resoconto sulle vicende del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola (Lo Spekkietto, n 37 – marzo 2009) e gli ultimi sviluppi del contenzioso con le organizzazioni professionali agricole, mi ha sollecitato alcune precisazioni e valutazioni, che vorrei proporre a te e ai lettori de Lo Spekkietto.
In questo ultimo mese, in seguito al clamore suscitato dalle proteste degli agricoltori, ha tenuto banco la vicenda del Parco dei Gessi con il problema delle nomine degli organi amministrativi ed esecutivi e con la spartizione delle varie poltrone.
Dopo la sofferta genesi della costituzione del Parco, vicenda che si è trascinata per anni fra alti e bassi, si era giunti al rush finale e si doveva decidere chi doveva amministrare e gestire questo nuovo ente, ma è proprio su questo nodo che l’iter si è di nuovo inceppato.
Gli organi locali di PDL, Lega Nord, UDC di Casola Valsenio hanno esaminato nella riunione del 24/3/2009 le condizioni per la presentazione di un programma congiunto di governo di Casola Valsenio alle prossime elezioni amministrative 2009. Dopo un confronto prolungato e completo hanno concordato di avviare un percorso per dare vita ad una lista capace di proporsi come punto di riferimento per tutti quei cittadini di Casola Valsenio che aspirano ad una gestione pubblica più moderna e dinamica e che non condividono le scelte assunte dalle amministrazioni di sinistra in questi anni
Organizzazione internazionale del lavoro, di questo si tratta. Dopo le accuse di razzismo alla commissione ONU contro il razzismo, il nostro Ministro Frattini non trova di meglio da fare che rigettare e screditare anche i rapporti dell'ILO.
Tanto per capire di cosa stiamo parlando l'Organizzazione Internazionale del Lavoro è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la giustizia sociale e i diritti umani internazionalmente riconosciuti, con particolare riferimento a quelli riguardanti il lavoro in tutti i suoi aspetti.
Il Partito democratico di Casola Valsenio ha deciso di puntare su Nicola Iseppi.

Dopo la proposta avvenuta il 9 marzo scorso da parte del comitato direttivo di candidare il giovane esponente democratico, questa è passata all’approvazione dell’assemblea degli iscritti e degli elettori del Pd convocata nella serata di mercoledì 18 marzo.
All’appuntamento erano presenti 43 delegati (10 donne e 33 uomini) chiamati ad esprimersi tramite voto palese sulle proposte portate alla loro attenzione. In primis proprio la candidatura di Iseppi che ha ottenuto l’unanimità dei consensi.
Il comitato direttivo del circolo Pd di Casola Valsenio, riunitosi il 9 marzo 2009 per discutere della preparazione delle elezioni amministrative del 6/7 giugno prossimi per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di Casola Valsenio, approva la proposta di candidatura a sindaco di Nicola Iseppi, segretario del circolo Pd di Casola Valsenio e assessore comunale all’urbanistica, cultura e sport.
Il ministro Frattini ha annunciato che l'italia diserterà la conferenza sul razzismo indetta dal consiglio economico e sociale, organo fondamentale del sistema delle nazioni unite, motivando il gesto a causa delle frasi aggressive e antisemite presenti nel 'draft' , bozza di lavoro della conferenza.
Quando mi capitò la fortuna di andare ad alcune riunioni delle commissioni per i diritti umani a Ginevra, nel 2000, si stava allora preparanda la prima delle conferenze di Durban contro il razzismo, la discriminazione e la xenofobia.
Intervista doppia a Giorgio Sagrini e Giacomo Giacometti, sindaco e vice sindaco di Casola Valsenio

Dopo due mandati consecutivi, si sta per concludere l'esperienza della lista 'Uniti per Casola' che in primavera cederà il testimone dell'amministrazione casolana ad una nuova giunta. Quella che segue è una sorta di 'intervista doppia' ai due protagonisti della scena politica locale degli ultimi dieci anni.
“...picchiano e bruciano un indiano nella stazione di Nettuno (Roma)...”
Sono avanguardie, si sentono avanguardie. Lo sono i ragazzi di Rimini che bruciano il senzatetto sulla panchina, lo sono i sacerdoti Lefevriani che negano la storia e disprezzano l'altro, lo sono le squadracce che a Guidonia si vendicano a caso credendo di poter amministrare giustizia, lo sono i vigili di Parma che si promuovo a giudici e carnefici e oggi lo sono anche i ragazzini che bruciano un indiano nella stazione di Nettuno dopo una notte di divertimenti.
Al momento in cui scriviamo (10 gennaio 2009) le notizie di cui disponiamo sul panorama politico locale ed i suoi possibili sviluppi nell’immediato futuro sono carenti e soprattutto incerte. Non crediamo che ciò dipenda da una defaillance del nostro apparato segreto di intelligence o di raccolta di informazioni ma l’impressione è che il motivo sia proprio da addebitarsi alla mancanza di novità e di chiarezza di idee o di strategie o di soluzioni disponibili, scegliete un po’ voi quale definizione sia la più appropriata.
I 99 fosse avevano esagerato, forse senza rendersene conto avevano passato quella sottile linea rossa oltre la quale le coscienze della pubblica opinione ancora riescono a scuotersi, e con loro la polizia postale. I video delle loro canzoni, postati su you tube, sono stati ritirati con l’accusa di antisemitismo e incitamento all’odio razziale.

A testimonianza sono rimaste solo le icone in directory, e brevi descrizioni. La grottesca caricatura del ‘giudeo’ stigmatizzato secondo le folli teorie razziali del ventennio, naso adunco e sguardo torvo, basta e avanza per capire il livello del contenuto. Sulle note leggere dei ritornelli di Antonello Venditti avevano pensato di doppiare come un karaoke i loro deliri, inneggiando allo sterminio. Se non fosse un paragone abusato, verrebbe automatico pensare alla banalità del male. Ma i 99fosse non sono soli. Lo sdegno generale ha gettato un poco di luce su questo mondo, così scopriamo che il leader di un altro gruppo musicale, i legittima offesa, è stato arrestato, pare non per i contenuti dei suoi testi ma per aggressione. A dimostrazione che in questo caso l’arte e la vita privata non sono così distanti da non poter essere giudicate. D’altronde le loro canzoni incitano apertamente alla violenza, contro la polizia, contro gli avversari politici, contro chiunque gli sia avverso, reputando tale violenza legittima, perché sono loro a sentirsi le vittime. Le sconcertanti immagini degli scontri di piazza Navona, hanno il loro apice nelle sequenze in cui si vedono ragazzi armati di cinghia, inseguire altri ragazzi terrorizzati. Ma c’è qualcosa di ancora più agghiacciante in questo. La cinghia non è un arma impropria improvvisata. La più famosa canzone degli Zetazeroalfa si intitola Cinghiamattanza, poche parole per creare una sorta di danza da ballare a cinghiate imitando i toni di Fight Club. Un semplice e reale culto della violenza organizzata. Poi ci sono i gruppi storici come i 270bis, che traggono il loro nome direttamente dal codice penale, reato di eversione, qui siamo nella più pura nostalgia fascista con canzoni come Claretta e Ben, un oceano di guerrieri ecc. ecc.
Tutti questi video girano tranquillamente sulla rete, girano e vengono ritrasmessi in continuazione dagli utenti e arricchiti di tutto l’armamentario di propaganda nazifascista. Qualche giorno fa in Spagna è entrata in vigore la legge sulla memoria. Fino a tempi recenti era uso guardare con sufficienza i nostri cugini che avevano permesso al dittatore Francisco Franco di morire tranquillo nel suo letto. Da oggi ogni manifestazione politica di apologia nei confronti dei falangisti e del caudillo diviene reato, come hanno scoperto i nostalgici che si apprestavano a commemorare presso il mausoleo del dittatore. La disposizione numero XII della nostra costituzione recita chiaramente: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. In questa prospettiva anche l’utilizzo di materiale e propaganda affine si configura come apologia di reato. Forse i padri costituenti sono stati un po’ vaghi e non hanno citato simbolo per simbolo ciò che è reato, ma visto che molti di questi personaggi si autodefiniscono senza problemi fascisti inneggiando alla rinascita del partito, questo potrebbe anche bastare per far venire il sospetto di reato. Poco interessato al parere del governo spagnolo sulla memoria, sulla storia e sull’europa, in questi stessi giorni il comune di Trieste vuole intitolare una via ad un volontario fascista che andò a combattere per le falangi di Franco, strano paese l’Italia. A Roma ha fatto notizia il professore di liceo che insegnava ai suoi studenti che olocausto e sterminio sono invenzioni, ma queste stesse idee sono ben diffuse nelle canzoni, nei video e nelle organizzazioni che affollano la rete. Idee che fanno proseliti creando una radicata sottocultura revisionista. Si dice che proibire non risolva le cose, ed anzi le incancrenisca rendendole nascoste e perniciose, forse, però neanche tollerarle nel loro brodo è una soluzione. In molti paesi europei questi reati sono perseguiti secondo il rigore della legge, quello che va colpita è la dignità di idee che questi fenomeni cercano di ottenere. I deliri devono essere trattati come tali e non trovare posto al tavolo delle discussioni. Gli strumenti storici e culturali li abbiamo, gli strumenti della legge pure, quello che manca e solo una legittima accusa per ogni apologia di fascismo.

Andrea Benassi
Roberto Morini risponde all'articolo 'Riflessioni su alcuni recenti articoli de LoSpekkietto' di Giacomo Giacometti del 28 agosto 2008

Caro Giacomo,
sono veramente dispiaciuto di non essere riuscito a rendere comprensibile un concetto, peraltro molto semplice, che avevo in mente e che mi sembrava abbastanza chiaro.
Ti garantisco che non era assolutamente mia intenzione affermare che chi milita nel P.D. ha perso la memoria del suo passato. Mi sono riletto attentamente ciò che avevo scritto e devo dire che non ho trovato alcun passaggio in cui si affermi tale pensiero ma, se questo fosse, me ne scuso con te e con i lettori del Lo Spekki(ett)o e provo a ripetere quanto ho già detto sperando di essere più chiaro.