Nella casba,
la normalità inquietante e insoddisfatta, non può ostacolarci. Parlate di musica, nel bene e nel male.
Internet ha ferito gravemente la musica. E’ diventata fluida, liquida, è dappertutto e sta perdendo la sua identità. Si scarica tutto. Il consumismo musicale assume valori incontrollati e spropositati. Tutto ciò alimenta solitudine e mancanza di reciprocità. Come un ragno, che con il suo veleno, piano piano anestetizza e uccide la sua preda.
I cd costano troppo, tutto costa troppo.

Vasco Rossi e Ligabue sono diventati delle multinazionali. Il Blasco, capelli color casa di riposo e spinta giovanilistica tardo rockettara, annuncia l’ennesimo e (basta, no?) trionfale tour per gli stadi italiani. La Ligabue spa, si butta addirittura sul mercato internazionale facendo un pre-tour in alcune città europee. Sono grandi aziende, ci vendono il loro prodotto, non la loro musica. Fanno girare i soldi. Era meglio quando scrivevano da piccoli artigiani.
Non è tutto da buttare, cercando bene nelle tasche, di musica valida se ne incontra ancora molta.
Non sono eroi per diritto di nascita, ma Lorenzo Cherubini e i Baustelle non danno la nausea. Il 2007 ha partorito Safari e Amen, sarà piacevole discutere di loro. Ma ci sarà un sacco di buona musica da ascoltare. Alimentate la curiosità, il gusto della ricerca, il capire cosa vi manca. Il mondo della musica, non è fatto solo di canzoni. E’ roba più grossa.

Della serie per fortuna succede ancora…

Andare in un negozio di dischi, ascoltare la musica in sottofondo ed essere catturati. Chiedere quel disco, e sentirsi rispondere che è terminato. Tornare in quel negozio dopo un po’ di giorni, ed uscire nuovamente senza niente in mano. Finito, anche questa volta. E’ confortante, succede ancora.

Il merito, la colpa, la causa è un dj, una band… non si sa bene chi si nasconde dietro, il nome è Burial, il titolo è “Untrue”.
Gli angoli della musica hanno nuove inclinazioni, su questo terreno occorre fermarsi e tentare di scavare. Non troveremo un tesoro, ma qualcosa di prezioso. Un punto dove poter fissare con speranza, un orizzonte spoglio e fatto di decadenza urbana. Non è rock, non è italiana, non è indie, non è metal, non è pop, è musica. Che tu condivida o no.

Grazie

r.l.


http://www.myspace.com/burialuk
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