Successo per la Festa di Primavera, edizione 2018. A partire da qualche anno la Festa ha ripreso vigore, grazie anche all'impegno della Pro-Loco che è stata capace di introdurre alcune novità e di riempire la giornata con attività, punti di incontro, musica e altro. Alle 15:30 però ha avuto inizio il clou della festa, ovvero la sfilata dei carri allegorici. Non c'è dubbio che per un casolano i carri siano un evento fondamentale della vita del paese, capace di attirare l'attenzione e la curiosità a partire da marzo, quando si iniziano a vedere le sagome in legno, per proseguire dopo la festa, quando i verdetti hanno decretato vincitori e vinti. Come redazione de Lo Spekkietto abbiamo pensato di riesumare un'idea che avevamo avuto anni fa e che non aveva avuto seguito, la GIURIA POPOLARE.
Ovviamente il giudizio che esce da un voto popolare può essere diverso da quello di una giuria di tecnici, e certamente i presupposti teorici, il gusto, la capacità di lettura saranno sicuramente diversi, ma senza dubbio la Festa nasce come un'occasione anche popolare, di riflessione. Perchè allora non dare l'opportunità di esprimere il proprio giudizio personale? Perchè non permettere a tutti di giudicare un lavoro che chiede di essere visto, interpretato e valutato?
L'idea della GIURIA POPOLARE, nelle intenzioni, è quello di dare ancora più valore ai carri che richiedono un impegno, intellettivo, materiale, manuale e creativo notevolissimo. Sappiamo bene che il verdetto della giuria tecnica vale più tutto, ma vincere un trofeo rimane cosa gradita. Forse da quest'anno le società inizieranno a sognare la tripletta (diurna, nottura , popolare)?
La proposta è quindi da subito piaciuta alla Pro-Loco, che l'ha sostenuta, ed anche le società costruttrici dei carri hanno apprezzato la novità. Per dare più forza al voto abbiamo pensato che un premio al vincitore fosse doveroso, e così quest'anno è stata scelta un'opera in ceramica della casolana Paola Pozzi.
L'idea è piaciuta evidentemente anche agli spettattori; infatti un migliaio di persone, moltissime non casolani, hanno espresso la propria preferenza per il carro che li ha colpiti di più. Riportiamo di seguito la classifica uscita dallo spoglio

 

1°classificato 

493 preferenze (46%)

189x94: Fuori di Tela - Extra

2°classificato 

354 preferenze (33%)

U-j vò'na biètta - Sisma

3°classificato 

225 preferenze (21%)

Invasori - Nuova Società Peschiera

 
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Commenti  

# pier ugo acerbi 2018-05-14 19:08
Il carro “INVASORI”, presentato quest’anno dalla Nuova Società Peschiera, propone un parallelo semplice e di sicuro effetto emotivo, ma a mio parere non corretto. Tra l’altro, noto che nel virgolettato di introduzione alla relazione non viene citata la fonte… in questi casi sarebbe sempre opportuno farlo.
Senza ripetermi in considerazioni che ho già espresso in articoli precedenti, vorrei qui brevemente sottolineare almeno un punto di incongruenza nel paragone indicato, un punto che accomuna oltre un terzo dei migranti che arrivano oggi in Italia (dato del C.S.N.R. di M. Introvigne): la religione Islamica.
La “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, voluta nel 1948 dalle Nazioni Unite in risposta alla drammatica esperienza della seconda guerra mondiale, costituisce un documento di fondamentale importanza per noi occidentali. Dev’essere ben chiaro, però, che tale documento esprime un’etica in contrasto ai principi dell’Islam. Tanto in contrasto che nel 1981, con scopo di trovare almeno un punto di equilibrio tra l’Islam e la cultura occidentale, l’UNESCO patrocinò una “commissione di saggi”, tutti di fede mussulmana, che produsse una sua “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nell’Islam”.
Purtroppo, leggendo questo testo appare subito chiaro come il proposito, da parte dell’UNESCO, di promuovere la convivenza pacifica tra civiltà così distanti tra loro, è del tutto disatteso. Il documento costituisce infatti non un tentativo di conciliazione, ma una vera e propria affermazione di intolleranza: quella dell’Islam nei confronti dell’etica occidentale.
La “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nell’Islam” si compone di 25 articoli (o 23, a seconda che due paragrafi non numerati siano o meno giudicati come corollario oppure articoli essi stessi). Il testo, in alcune sue parti è nebuloso e contradittorio, tuttavia, nel complesso traspare bene la volontà di stabilire la supremazia dell’Islam rispetto all’ordinamento di qualsiasi organizzazione sociale. Non importa se, come accade nel caso delle nazioni europee, il principio ispiratore che unisce è la laicità, anzi, è proprio la laicità ad essere bandita e rifiutata dall’Islam come possibile regola di convivenza.
Questo rigore intransigente prende forza e diventa del tutto esplicito nell’articolo n° 4, che afferma come il credente mussulmano abbia il diritto di essere giudicato solo ed esclusivamente all’interno dell’Islam, escludendo quindi il valore di qualsivoglia diritto nazionale. Cito il testo:“A nessuno è concesso il diritto di sottomettere il musulmano ad una legge contraria ai precetti dell’Islam. Il musulmano ha il diritto e il dovere di sottrarsi ad una tale profanazione“. È interessante notare come questa affermazione sia considerata dai fedeli valida in assoluto. Ne consegue, per esempio, che se un mussulmano di nazionalità inglese, per le colpe commesse viene condannato da un tribunale islamico in Inghilterra (la tolleranza inglese li ammette; sono presenti da qualche tempo non solo a Londra, ma anche a Bradford, Birmingham, Manchester… ecc.) la sentenza deve essere eseguita nelle modalità prescritte dalla Sharia, indipendentemen te dal fatto che ci troviamo in Inghilterra. In definitiva, si viene a costituire un territorio nel territorio che in pratica annulla l’integrità della Costituzione Inglese. Questo, non è certo un esempio di integrazione. Lo si potrebbe piuttosto definire un multiculturalis mo “a compartimenti stagni” a cui non possiamo assegnare, a causa del suo termine di separazione, connotati positivi.
Purtroppo, i temi a proposito dei quali la frattura tra la Legislazione Occidentale e la Legge Coranica diventa insanabile non sono affatto marginali… anzi. Ne cito uno.
Nel Corano molti versetti parlano di carità e di schiavi liberati dal padrone e di come tale atto sia nobile, buono e giusto: -2.177- “ La carità consiste nel dare i propri beni, per amore suo (Allah), ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e nel liberare gli schiavi “ .
Tuttavia, poi, lo stesso Corano in altri versetti norma la schiavitù decretandone la legittimità: -24.33- “Ai vostri schiavi che ve lo chiedano, concedete l'affrancamento contrattuale, se sapete che in essi c'è del bene, e date loro parte dei beni che Allah ha dato a voi. Per brama dei beni di questa vita non costringete a prostituirsi le vostre schiave se vogliono mantenersi caste. E se vi sono costrette, ebbene a causa di tale costrizione Allah concederà il suo perdono e la sua misericordia.”
Esistono dunque, per il Sacro Testo dell’Islam, persone di serie A e persone di serie B. In particolare, e non è una virgola nel discorso, questo vale per la schiavitù sessuale femminile: -4.24- “Vi sono vietate, tra tutte le donne, quelle maritate, a meno che non siano vostre schiave…“.
Per meglio capire in cosa consiste il multiculturalis mo “a compartimenti stagni”, vorrei richiamare l’attenzione su quanto accade non lontano da noi, nel pieno centro dell’Europa: in Belgio. Non molto tempo fa, Fouad Belkacem, leader della potente Sharia4Belgium (per inciso, dal 2012 “Mohammed” è il nome più comune dato ai bambini che nascono a Bruxelles), ha così dichiarato ai microfoni della CBN News:
"Noi crediamo che la Sharia avrà il dominio in tutto il mondo. Abbiamo il dovere di essere chiari: non esiste alcuna differenza tra l'Islam e la Sharia, è solo una questione di nome. La democrazia è l’opposto della Sharia e dell'Islam. Noi crediamo fermamente che il legislatore è Allah. Lui solo detta le leggi e lui solo comanda cosa è permesso e cosa è proibito. È assurdo quando sento dire da un europeo “Ho parlato con un musulmano democratico”, è come dire di aver parlato con un cristiano ebreo o con un ebreo musulmano. È mai possibile incontrare un ebreo musulmano o un musulmano ebreo? Un musulmano che dice di essere democratico è contro la Sharia e non è un musulmano".
Si potrebbe obiettare che Fouad Belkacem non è un mussulmano moderato…
…vediamo allora cosa dichiara, in vista delle prossime elezioni politiche in Belgio, nel 2019, un mussulmano considerato in patria un moderato: Bakkali Tahiri, presidente del partito politico belga ISLAM, in questo caso acronimo di Integrità, Solidarietà, Libertà, Autenticità e Moralità: “… punto fondamentale del nostro programma politico è l’introduzione della Sharia per tutti i cittadini di fede mussulmana” .
Allo scopo di rassicurare i belgi autoctoni, Il buon Bakkali Tahiri precisa poi: “… non bisogna temete, perché la Costituzione Belga condivide già per l'80% i principi del Corano". Bakkali Tahiri però, si guarda bene dal precisare quale sia il contenuto del 20% che resta fuori. D’altro canto non potrebbe fare altrimenti senza ottenere l’effetto contrario all’intendiment o: spaventare i belgi autoctoni.
Ecco! È proprio quel 20%, del tutto estraneo all’educazione cristiana dei migrati italiani, a fare la differenza. Una cifra di intolleranza che accompagna chi viene accolto, non a chi accoglie. E al di la delle più nobili intenzioni sarebbe saggio tenerne conto.
Pier Ugo Acerbi

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