Il mestiere dell'archeologo, grazie anche a film come Indiana Jones o alle avventure di eroi dei fumetti, ha qualcosa di estremamente affascinante e di misterioso. Spiegaci anzitutto in cosa consiste. Come ti sei avvicinato all'archeologia?

Occorre precisare fin dal principio che l'Archeologia è a tutti gli effetti una disciplina scientifica, il cui scopo è lo studio delle civiltà e delle culture antiche, basandosi principalmente sulla raccolta, tramite scavo archeologico, sullo studio e sull'analisi delle tracce da esse lasciate nel corso dei secoli, ad esempio monumenti, oggetti d'uso comune e sepolture. In quanto disciplina scientifica l'Archeologia prevede una considerevole preparazione teorica, che deve abbracciare diversi ambiti disciplinari, tra cui Storia, Topografia, Archeometria e quant'altro; per citare il professor Jones: "toglietevi dalla testa città abbandonate, viaggi esotici e scavi in giro per il mondo, noi non seguiamo mappe di tesori nascosti, e la X non indica, mai, il punto dove scavare. Il 70% del lavoro dell'archeologo si svolge in biblioteca, facendo ricerche, leggendo". Per quanto riguarda la mia personale esperienza mi sono avvicinato all'attività archeologica durante il triennio di studi in Storia Antica, da sempre mia grande passione. Grazie ad un mio professore partecipai ad uno scavo archeologico gestito dall'Università di Bologna nelle Marche, e da lì decisi di conseguire la Laurea Magistrale in Archeologia e Culture del Mondo Antico.

So che hai scritto la tua tesi di laurea sul patrimonio archeologico di Casola. Che cosa hai studiato in particolare?

Mi sono concentrato sul periodo più antico della storia casolana, dalle prime testimonianze di presenza antropica, durante il Paleolitico, fino a tutta l'età Romana. Dalla mia ricerca è emerso un quadro di popolamento nella vallata pressoché continuo nel corso dei secoli, con la presenza di siti archeologici di una discreta importanza. Tra i siti più rilevanti abbiamo sicuramente la necropoli umbra, con annesso insediamento, rinvenuta nei primi anni '50 in località Monteroni e databile tra la fine del VI e l'inizio del V a.C. (gli Umbri furono una popolazione italica affine ai più famosi Sanniti e Sabini). Altri siti di particolare interesse sono l'abitato dell'età del Bronzo di Monte Battaglia e le numerose fattorie di età Romana.

Pensi che questo patrimonio possa essere valorizzato? Perché?

 

La valorizzazione del patrimonio archeologico è, senza dubbio alcuno, una delle più felici conclusioni di una ricerca archeologica. Nel caso specifico non si tratterebbe di monumentalizzare i singoli siti - in quanto dei vari edifici si sono conservate soltanto le fondamenta - ma bensì di allestire un'esposizione museale in cui raccogliere i vari reperti raccolti. Questo darebbe modo alla comunità di apprendere e comprendere la storia più remota del proprio territorio, e allo stesso tempo svolgerebbe un'azione di tutela e conservazione dei suddetti reperti.

Quali suggerimenti operativi daresti per fare conoscere anche ai casolani quello che di bello e importante abbiamo?

Dal momento che nel territorio casolano non esistono, per il periodo da me trattato, evidenze archeologiche monumentali, occorre affidarsi alle biblioteche, vero e proprio patrimonio dell'Umanità, Templi del Sapere dove generazioni di studiosi hanno riversato su inchiostro il proprio sapere e la propria conoscenza.

Grazie mille

Intervista a cura di Riccardo Albonetti

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