(Rolling Stones – Blue & Lonesome)

Ecco il blues degli Stones. Quello delle persone, dei loro amori, delle loro vite, delle loro paure e della loro fatica. Quello delle canzoni ascoltate, con passione e grande sentimento. Quello delle canzoni, che parlano delle loro storie. Non solo perdenti, ma anche racconti di storie d'amore, lussi e divertimenti. Un insieme di canzoni suonate con rispetto per la musica e per i musicisti che ci sono stati prima di noi.

Una piccola introduzione di quello che è stato in passato, suonato oggi. Un invito a fare conoscere ciò che è stato amato, ascoltato. Pezzi di Jimmy Reed, Willie Dixon, Eddie Taylor, Little Water and Howlin'Wolf.

Circa 50 anni di storia, registrati in 3 giorni. Musica suonata senza badare molto alla tecnica, con sana sporcizia, attraversata direttamente per renderla ancor più reale. Impreziosita da una presenza discreta, Eric Clapton.

Quasi come se accadesse qualcosa di magico alla fine di ogni canzone. Suonata con lo sguardo non sullo spartito ma incrociato con chi suona, canta e suda vicino a te. L'occhio diretto al rosso del sangue, sul quale s'intravede traccia di blues.

Un disco che suona intenso. Difficile pensarlo suonato così, da musicisti che hanno alle spalle così tanta storia. Una dichiarazione d'amore, purissima, verso la musica che hanno amato. Un insieme di movimenti sgrammaticati, polverosi e selvaggi che tracciano percorsi più importanti della meta. Viene difficile definire il blues, soprattutto per chi ne sa poca. Viene però facile riconoscerlo, è musica senza tempo. E se ti piace, capisci che in quella crepa, è entrata luce.

 

 

Questo, è quello che avrei voluto raccontarti quella sera. Dove costellazioni interstellari, riempivano lo spazio. Un dettaglio, ti aspettavo sotto la torre dell'Orologio, quella che dà sulla riva. Stranamente, avevo azzeccato anche la birra. Sì, fa ridere, proprio quella che sa di camìno spento. Che quando la bevi, ti lascia un po' di schiumina agli angoli della bocca. Attorno c'era gente, il quadro di un'umanità indifferente e distante, che non sembra capire quello che sta vivendo. Quella che era una serata abituata alla vita, è ora un lampo. Lontano da certi prototipi da fiction, da social, non sapevo con sicurezza che cosa volevo dirti. So che l'avevo trovato perchè ne riconoscevo l'odore. Quell'odore, eri tu. Tra un silenzio e l'altro, si sentivano solo le impercettibili intermittenze del cuore.

Putroppo, al suono dell'Orologio, qualcuno mi aveva chiesto com'era l'ultimo dei Rolling Stones. La mia risposta fu; bellino, con una bella armonica, ascoltalo.

 

rl

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