Cultura

Wilco: una band americana, che non impedisce agli orizzonti di allargarsi. Sul biglietto, è disegnato un cuore. Un muscolo, che oggi pare un albero denudato dal freddo.

Questa sera è arrivata. Ogni tanto capita di inciampare in qualcosa e in qualcuno di giusto. Questa, è una serata che non sarà mai come pensiamo che sia.
Da circa un anno, presso il Centro policulturale “Le Medie”, è attiva una nuova sala prove attrezzata: la sala prove della “Lega del Suono Buono”. Sarà anche per questo che finalmente, da un po’ di tempo a questa parte, alle varie feste e manifestazioni di Casola e dintorni, si riassapora un po’ di buon “sound casolano”.Sono diversi i gruppi musicali che si ritrovano nella nuova sala prove i pomeriggi e le sere, e ci piacerebbe conoscerli tutti. Questa volta abbiamo deciso di intervistare Francesco Sagrini, chitarrista e cantante dei Ravius.
Il mistero va sempre messo tra virgolette, perchè molte volte la soluzione è semplice, a volte banale e nasconde solo l'ignoranza di chi non sa. Però questa volta proprio non ci viene in mente di cosa possa trattarsi.
Per fare scoperte, tracciare nuovi legami ed esplorare, bisogna andare un po’ oltre, magari anche rischiando d’andare fuori dal seminato. A tutti è nota la storia dell’imperatore romano nascosto nell’antro, storia dalle infinite varianti, come del tesoro che avrebbe custodito o del palazzo dove sarebbe vissuto.
Conosciuta anche come 'grotta dei banditi', la cavità, che si apre sulla cresta di Monte Mauro, è abbastanza nota a Casola, come dimostra anche un bell'articolo uscito proprio sullo Specchio oltre quarant'anni fa. Nell'articolo si legge infatti come l'uscita, organizzata dal gruppo Scout, coinvolse oltre quindici ragazzi, che non solo visitarono la grotta, ma realizzarono anche un bel rilievo della stessa 'per farla conoscere ai casolani'.
Nei giorni scorsi si sono svolti gli scrutini delle votazioni relative al concorso fotografico riservato ai soci del CFC con il titolo 'TRE'.
Gli scatti sono stati esposti presso la sala Nolasco Biagi tutti i venerdì sera di agosto in occasione dei Mercatini delle Erbe Officinali e delle serate “Casola Vintage”.
I voti validi complessivi sono stati 596 contro i 380 della precedente edizione 2011, il che dimostra un'enorme afflusso di visitatori.
In principio era il Nunusaka, il monte mitico, perso da qualche parte nelle foreste di west Seram. Posto al centro delle Confederazione dei tre fiumi, terra dei popoli Alune e Wamele. Dal Nunusaka, uscirono gli uomini che si sparsero per l'arcipelago attraverso le mille isole delle Molucche a popolare l'umanità. ‘Nusa Ina’, l’isola madre. Quando il mito s'intrecciò con la storia, allora arrivarono gli Europei a cercare le Spezie, ricchezza e maledizione, miraggio e follia. Per noi oggi l'isola di Seram, persa nell’estrema Indonesia orientale, è il luogo dove iniziare una nuova storia, una storia di acqua e roccia, inseguendo grandi fiumi sotterranei tra foreste e antiche carte della Compagnia delle Indie.
Non sono guide turistiche, non sono descrizioni di un luogo, non sono racconti di viaggio, non sono neanche semplicemente racconti. Sono una serie di libretti in cui uno scrittore parla del luogo in cui vive, o in cui è vissuto a lungo, o con cui ha un legame particolare, e lo fa nella modalità che meglio si confà non solo a lui ma al luogo stesso. Questi libretti sono una sorta di filone interno alla collana Contromano della storica e importante casa editrice Laterza.
Brizzi ha raccontato (non è come abbiamo accennato prima, il verbo più esatto, ma ce lo teniamo per comodità) La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco, Carofiglio invece una notte barese (e qui sì, ha veramente raccontato), Aldo Nove ha messo nella centrifuga Milano (in questo caso dire “ha raccontato Milano” sarebbe riduttivo e scorretto. Non foss'altro perché il libro di Nove si intitola Milano non è Milano e su questa idea di una città senza identità – o meglio, dalle mille identità perennemente mutevoli – gioca in continuazione, tanto che le prime pagine, fuorviato da una ricerca fatta in Google, Nove le dedica a Alyssa Milano, attrice certamente non da Oscar ma che si è ritagliata il suo spazio nel mondo della TV – e credo anche nelle fantasie di chi era adolescente 10 anni fa – grazie all'interpretazione di una delle sorelle di Streghe – ormai è chiaro, la più carina, né la pallosa sorella maggiore né la ex Brenda di Beverly Hills 90210, quell'altra. Ma questa, come nel libro di Nove, è appunto un'altra storia).
Un nuovo libro per l'estate made in Casola Valsenio. Un nuovo testo da sfogliare sotto gli ombrelloni. È infatti in uscita nelle librerie il nuovo libro di Cristiano Cavina dal titolo 'Romagna Mia!'. Dal 5 luglio prossimo il giovane scrittore di Casola Valsenio, balzato alle cronache letterarie nazionali con i suoi romanzi editi dalla casa editrice Marcos y Marcos, questa volta abbraccia una sfida nuova: quella del saggio. 'Romagna mia!' rientra infatti nella collana Contromano di Laterza e si caratterizza come pubblicazione saggistica in chiave pop ed ironica. Uno stile, quello della sana ironia, che da sempre caratterizza la scrittura di Cavina e che trova massima espressione proprio in questa rilettura 'seriosa' dell'essere e sentirsi personaggio di questa variegata terra chiamata, appunto, Romagna.
Viene confermato anche quest'anno l'incarico di prestigio per il professore casolano Renato Soglia. L'ormai famoso compositore di musica per banda e autore di testi didattici editi da Ricordi Milano e da Fabbri scuola RCS Milano, sarà ancora ospite a Giulianova per il tradizionale appuntamento con il Festival internazionale delle bande musicali. Ancora una volta Renato Soglia ricoprirà così il ruolo di consulente musicale. Il concorso internazionale marchigiano, arrivato alla sua XIIIma edizione, si terrà dal 31 maggio al 03 giugno.

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti, è puramente casuale.

Era il 13 Dicembre 1642, il navigatore olandese Abel Tasman, dopo aver scoperto la Tasmania, fu il primo europeo a raggiungere la Nuova Zelanda.

“Kia-ora…” (ciao, buongiorno, benvenuto) forse, l’accolsero proprio così.
Allo stesso modo in cui il popolo Maori, ha dato il benvenuto all’estrosissimo gruppo sbarcato in Nuova Zelanda più o meno il 26 Ottobre 2011. Una ventina di persone di faentina provenienza per la maggior parte, alcuni lughesi, un paio di casolani randagi, pare anche un evaso dal ghetto della bassa. Era il gruppo degli sbandieratori, dell’Antico Borgo Samorì.
Mentre ritiro alcuni dei presepi presenti all'esposizione natalizia nel chiostro di Valsenio mi rendo conto di che antico silenzio e di che fascino trasudi da ogni pietra del muro del chiostro... Se non fosse che ho il cellulare in tasca che ogni tanto, col suo beep, mi cementa al 2012, potrei anche credere di veder spuntare una bianca tonaca frusciante che parla in latinorum....
Solo a Casola può succedere che “Rose rosse” riceva più applausi di “Blowin' in the wind” e “Auschwitz” messe insieme. E solo noi casolani sappiamo veramente chi cantava “Rose rosse”. E lo sanno anche i bambini casolani, o quelli che erano bambini quando già “Rose rosse” era un classico della canzone italiana, che tutti conoscono e canticchiano. E, in teoria, tutti sanno chi la canta. Ma tanti si sbagliano, eccetto i casolani. Massimo Ranieri? Quello di “Perdere l'amore”? Macché.
“Rose rosse” la canta Rose Rosse.
“Nella regione di Bologna, in Italia, s'incontranno piccole strisce inglobate nella dura roccia, però presentano comunque le stesse caratteristiche della pietra speculare. In Spagna si estrae da gran profondità per mezzo di pozzi e anche si trova in strati prossimi alla superfice della terra, incorporata nella roccia, dalla quale si estrae, strappandola o tagliandola...”

Plinio H.N. XXXVI, 161
MEZZA PAGINA DEL NUOVO DIARIO PER LO SPEKKIETTO
Il Nuovo Diario Messaggero nel n. 46 del 10/12/2011 ha dedicato una mezza pagina a Lo Spekkietto/Specchio quale significativo esempio di stampa locale al servizio della comunità casolana oltre che del gruppo scout Casola Valsenio 1°.
Nell’articolo a pag. 28 (a firma di Nicola Montecalvo) vengono ricordate le tappe della lunga storia e dell’evoluzione del nostro giornale che si è saputo adeguare in tempi diversi a esigenze diverse, sempre mantenendo la freschezza, la serietà, la vivacità e l’attenzione alle vicende del paese e sempre ha saputo, grazie al gruppo scout ed agli amici collaboratori, impegnare i giovani nel non facile approccio alla gestione delle notizie e del loro commento.