I NOSTRI SOCCORRITORI DELLA MISERICORDIA A  SANT’ANGELO DI  AMATRICE
 

A seguito del terremoto del centro Italia del 24 Agosto 2016 e’ stata allertato dalla Protezione Civile anche la Confederazione Nazionale delle Fraternite delle Misericordia  per la gestione di un campo sfollati a Sant’Angelo di Amatrice in provincia di Rieti. Secondo il programma stilato dalla Misericordia Nazionale la gestione del campo è stata poi  affidata settimanalmente alle varie Misericordie regionali.

La Fraternita della Misericordia di Casola Valsenio aderendo all’iniziativa della Confederazione regionale delle Misericordie dell’Emilia Romagna  e’ stata presente a Sant’Angelo di Amatrice la settimana dal 1 al 8 Ottobre 2016 con 5 persone.

La mattina del 1° ottobre alle 4,30 è dunque partito da Casola Valsenio un gruppetto di 5 soccorritori:  Cantagallii Gian Carlo, Naldi Franco, Paolo Visani, Gian Carlo Rivola e Filippo Mancurti che, unitosi ai confratelli della Fraternita di Castelbolognese, si sono recati al punto di destinazione.

In autostrada, appena superato Cesena, il gruppo si è rafforzato con l’aggiunta degli  inviati dalle Misericordie di Sarsina,  della Val Conca di Piacenza e di Pevepelago, raggiungendo una consistenza di circa 50 operatori supportati da 9 automezzi.

Dopo un viaggio di 4 ore i nostri soccorritori sono giunti a Sant’ Angelo.

Sant’Angelo di Amatrice e’ una delle 69 frazioni di cui e’ composto il comune di Amatrice dal quale dista 3,5 km si trova in una bellissima zona a circa 1000 mt di altitudine, attorniata da montagne. Una zona con molti prati adibiti a pascolo, molto adatta all’allevamento di mucche da latte e da carne, di pecore e cavalli.

Durante il viaggio nell’avvicinarsi alla zona dell’epicentro del sisma si iniziava a vedere qualche casa danneggiata fino ad arrivare al punto in cui  tutte le case erano danneggiate e rase al suolo in un cumulo di macerie.

Il campo della Misericordia ha ospitato fino a 350 persone nei giorni successivi al terremoto mentre all’arrivo dei nostri operatori  erano presenti circa una settantina di persone evacuate.

Alcuni avevano trovato ospitalita’ da amici, altri erano andati in hotel a san Benedetto del Tronto.

Le persone rimaste  erano allevatori che non potevano lasciare gli animali, sebbene avessero avuto oltre alle case anche le stalle danneggiate.

L’inverno e’ alle porte e a quelle altitudini di notte inizia a fare freddo e la loro preoccupazione era anche di dare un riparo per l’inverno agli animali.

 

 

 

Durante il loro turno di lavoro i nostri soccorritori hanno svolto molte attivita’ quali:

pulizia del campo, smontaggio tende, distribuzione di viveri alle persone che erano rimaste in casa in frazioni non facilmente raggiungibili.

Hanno anche aiutato un pastore della zona a costruire un riparo per le sue pecore.

L’esperienza personale, da quanto riferito al ritorno dai componenti del gruppetto casolano,  e’ stata molto positiva in quanto, convivendo con gente che per colpa del terremoto aveva perduto tutto, si sono dati da fare del loro meglio per alleviare le loro giornate, riscuotendo un grato ringraziamento da parte della popolazione.

Da quanto riferito dai nostri soccorritori, situazioni come queste aiutano anche a dare il giusto valore alle cose e a ridimensionare le proprie preoccupazioni che finiscono per sembrare proprio banali di fronte a tragedie come queste.

Il ritorno è stato venato da un po’ di malinconia, superata comunque dalla certezza di voler tornare ad aiutare questa gente sfortunata, ma fiera e desiderosa di ricominciare

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