Il gruppo di studio sui temi dell’ASP “Solidarietà Insieme”, che da diversi mesi si riunisce per analizzare i problemi e le novità che condizioneranno la gestione delle nostre strutture di assistenza , in seguito ai nuovi indirizzi ed alla nuova legge emanati dalla Regione Emilia Romagna per rimodellare l’assetto dei servizi socio sanitari, ritiene di dover rendere note ai cittadini alcune brevi e sintetiche informazioni sulle prevedibili  conseguenze  che ne deriveranno.

- La nuova legge regionale, approvata a fine luglio, obbliga a fondere le due ASP  della Romagna Faentina “Solidarietà Insieme” e “Prendersi cura” . In questa prospettiva è ragionevole  prevedere e temere che la nostra Casa Protetta rischi di perdere buona parte della sua autonomia.

- La stessa legge prevede che a governare l’ASP unica non ci sia più il Consiglio di Amministrazione con i rappresentanti di tutti i comuni, ma le decisioni in futuro verranno prese da un Amministratore Unico.

 

Anche in questa prospettiva è facile prevedere e temere che venga meno la possibilità per le realtà locali di essere efficacemente rappresentate e di dire la loro.

- Dal 1 gennaio 2015 la nostra Casa\ Protetta sarà gestita dal privato, con ogni probabilità da una cooperativa. Verrà così a mancare quella gestione pubblica dell’Opera Pia che ha garantito il servizio a tutta la comunità ininterrottamente per più di 700 anni. E’ augurabile che le cose possano continuare a funzionare bene ma non sarà male che il controllo e la vicinanza dei cittadini alla nostra apprezzata struttura non venga meno ed anzi si rafforzi. Come ?… è tutto da vedere!

- Si sta inoltre programmando un cambiamento dei requisiti per entrare in Casa Protetta. Verosimilmente nel prossimo futuro non ci sarà più la graduatoria territoriale ( per noi CasolaV./ Riolo T.) ma, nel giro di un anno, un’unica graduatoria distrettuale.

Anche questa prospettiva non pare possa portare vantaggi alla nostra Casa Protetta, ma piuttosto qualche svantaggio.

- E’ allo studio anche una modifica dei criteri che fino ad ora assegnavano i  posti letto convenzionati alle strutture protette, i cui costi sono calmierati da un contributo dell’ASL.  Se questa modifica passerà, gli anziani che entrano in Casa Protetta avranno diritto al contributo dell’ASL solo se saranno in condizioni molto gravi, altrimenti dovranno pagare l’intera retta di tasca propria. In questo modo il danno, oltre che ricadere sulle famiglie, per i meccanismi innescati  e non facili da spiegare in un volantino, potrebbe anche ricadere significativamente  sull’economia della gestione di una casa protetta che serve un territorio periferico quale è il nostro.

- Dunque i fatti sono questi, su questi fatti si può e si deve ragionare e discutere.

Il giudizio del nostro Gruppo di Studio sulla legge regionale non è positivo …anzi; non è tuttavia nostra intenzione provocare inutili allarmismi, bensì di invitare la cittadinanza ad una seria riflessione e ad una più approfondita informazione  su questi temi, anche per suscitare una maggiore vicinanza alle nostre strutture socio-sanitarie e, là dove sarà possibile,  ricercare nuove forme di coinvolgimento e di collaborazione. Con la convinzione tuttavia che chiudere gli occhi e far finta di niente, per paura del coinvolgimento personale,  per opportunismo, o per inedia, sarebbe indegno di una comunità civile e tradizionalmente partecipe come la nostra.   

Per approfondire la propria personale informazione i cittadini  potranno anche rivolgersi, se lo desiderano, ai componenti del Gruppo di Studio. Per Casola Valsenio il coordinatore provvisorio per le comunicazioni è Alessandro Righini (cell 3357024607 – e mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ). Maggiori delucidazioni potranno anche essere richieste ai membri locali dell’attuale C.dA.  dell’ASP Solidarietà Insieme.

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