Carissimi lettori, partiamo dalla fine, ovvero da quel luogo in cui ogni casolano prima o poi (ovviamente si spera sempre molto tardi) si dovrà recare. Di cosa si tratta? Della Buratta, del camp sant, molto più banalmente del cimitero. Se vi sarà capitato di farci un giretto senza dover necessariamente percorrere la strada che porta alle tombe dei cari defunti, avrete notato che nell’arcata alla destra della chiesetta che si trova in posizione centrale, è possibile notare una lapide marmorea con la parola latina FAMAEDIUM. Ecco, che cos’è un famaedium? La parola rimanda al latino ma non è esattamente una parola latina nel senso che non esisteva al tempo degli antichi Romani e risale al XIX secolo. FAMAEDIUM è una parola composta da FAMAE e da AEDES. FAMAE significa fama (non fame, mi raccomando. Per chi ha qualche reminiscenza della lingua di Cicerone e Catullo possiamo ricordare che si tratta del caso genitivo) , mentre AEDES in latino significa tempio (si tratta del caso nominativo). Unendo la traduzione delle due parole il risultato è TEMPIO DELLA FAMA. E quindi? Quindi è quella parte del cimitero che ha lo scopo di raccogliere i resti degli uomini illustri di quella città. Originariamente il FAMAEDIUM, nella nostra lingua italiana FAMEDIO, si trovava solo nei grandi cimiteri delle grandi città, ricordiamo in particolare quello di Milano  dove sono sepolti tra gli altri Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo e Franca Rame, solo per citarne alcuni. Per trovare un famedio basta poi andare anche nella vicinissime Bologna e Faenza.

Mi è parso interessante e significativo il fatto che anche nel nostro cimitero si trovi un famedio, un luogo quindi della cultura della memoria e del riconoscimento dell’importanza di alcune figure della nostra  storia casolana. Chi troviamo nella nostra casa della fama? Giuseppe Pittano (Pecio), Romano Ferri, Michele Russo, Giovannina Acquaderni, Giulio Cavina. Chi sono? Non resta che farvi un giro e scoprire nella brevità e a volte pomposità delle iscrizioni il motivo della loro presenza in quel luogo così significativo per Casola.

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