PIAZZA  LUIGI  SASDELLI , LA PIAZZA STORICA  DEL NOSTRO CENTRO ABITATO, 

DECLASSATA  A SEMPLICE  AREA DI   PARCHEGGIO.

Una scelta , qualunquistica,  poco lungimirante e soprattutto di nessuna effettiva e reale utilità per i cittadini,  a parte le ubbie e  i grilli di qualcuno che pensa che 8 posti in più di parcheggio possano risollevare  l’economia  del centro storico  (quando di posti liberi nel centro storico, nel giro di cento metri ce ne sono sempre a disposizione) .

Una scelta sciatta, ottusa  che e denota scarsa sensibilità urbanistica, poco rispetto dell’ambiente, scarso coraggio civico.

Una scelta di ripiegamento rispetto alle  decisioni prese in passato,  in occasione del restauro dell’area del centro storico. Decisioni, quelle di allora che, sebbene prese a metà, delineavano per questa area  quella che sarebbe stato  lo sbocco auspicabile del futuro e cioè la liberazione totale di piazza Sasdelli dalle macchine.   

 Infine una  scelta , permettetemi di dirlo, e lo dico con grande amarezza (perchè avevo stima , e per certi versi ne ho ancora,  dei nostri amministratori), di insipienza   politica.”

 Carissimi cittadini e lettori de Lo Spekkietto, da qualche tempo avevo ricevuto segnali  indicativi dell’emergere nelle intenzioni  e negli orientamenti  di certi nostri amministratori  ed esponenti dell’area politica di loro maggior riferimento  - il PD - di declassare  piazza Sasdelli , la piazza storica del nostro paese, a semplice area di parcheggio, abolendo quel minimo di salvaguardia di decoro e di significanza urbanistica che le era stata assegnata diversi anni fa , dopo il restauro delle vie del centro storico.

 

 

La piazza -  dopo essere stata veramente tale per qualche secolo -  con l’avvento della cosiddetta modernità, ovvero con  il proliferare e l’espansione  del traffico automobilistico degli anni ’60 e seguenti, - era diventata di fatto un parcheggio, spesso caotico ed indisciplinato, seguendo, d’altra parte, quello che era l’andazzo di molte altre piazze anche ben più famose ed illustri della nostra (basti pensare che il sottoscritto nel 1966, in visita a Roma, potè parcheggiare senza problemi, come facevano tutti, in Piazza del Vaticano) e, qualche anno dopo, in piazza del Duomo a Milano.

Poi  nei decenni  seguenti, con il maturare di una certa riflessione  e sensibilità storica ed urbanistica, gli spazi più significativi all’interno dei centri abitati sono stati recuperati e rivalorizzati in particolare quegli spazi specialissimi che sono le piazze.

Senza andare a finire ai grossi centri basti vedere le scelte delle cittadine a noi vicine, quali Imola, Faenza e molti altri centri minori.

Anche a Casola negli anni del recente passato alcuni spazi sono stati recuperati alla loro originaria funzione e fra questi , per ultima, piazza Sasdelli  in occasione del restauro delle vie del centro storico. Non fu  un recupero  completo perché i nostri politici ed amministratori non ebbero il coraggio di reagire ai malumori  di una certi settori della nostra comunità e  di prendere una decisione definitiva ( c’è sempre chi  trova il motivo di lamentarsi per il venir meno apparente di certe presunte comodità o vantaggi). Dunque non fu un recupero completo, ma comunque un recupero ci fu e, soprattutto - come gli stessi amministratori  ammisero  in diverse occasioni -  era  un recupero parziale che tuttavia indicava un orientamento  ed un assetto per il futuro che  con il tempo  ed il maturare di una certa consapevolezza  si sarebbe avverato.

Io nel mio piccolo con alcuni interventi su Lo Spekkietto  ho sempre cercato di spingere in questa direzione, a volte anche con spirito acceso.

Nel venire a conoscenza dell’emergere in certi settori  di  un orientamento favorevole al ritorno della  declassazione  di piazza Sasdelli  a semplice area di parcheggio  sono rimasto basito ed interdetto anche perché , dopo le difficoltà e le resistenze iniziali a far prevalere il senso civico ed il rispetto degli spazi, ormai si era consolidata una certa correttezza e  maturazione nel comportamento dei cittadini  e le cose  funzionavano.

 Questo dietrofront davvero non lo capisco. Nelle settimane precedenti, allorquando ho cominciato a presentire  l’avanzare di  questa ipotesi,  mi sono premurato di  scrivere alcune lettere agli amministratori ed agli esponenti del partito  di loro riferimento  con tutta una serie di riflessioni sull’argomento  per giustificare il mio punto di vista (condiviso da molti altri con cui ne ho parlato ).

Fino ad ora però avevo  cercato di mantenere la discussione in un ambito ristretto perché sembrava che si trattasse  solo di orientamenti non decisivi e ancora da discutere e valutare e  non volevo che l’inevitabile verve polemica andasse a scapito di una matura e consapevole riflessione.

Ora però di fronte alle ultime notizie che hanno confermato la decisione dell’Amministrazione di declassare la piazza a  parcheggio  non posso più starmene zitto.

Nelle lettere inviate agli amministratori ed agli esponenti politici ho cercato di motivare dettagliatamente e razionalmente  il mio pensiero riguardo ai diversi aspetti del problema.

Nelle risposte che ho ricevute da parte degli amministratori, e in particolare dal sindaco, le ragioni che mi sono state  rese note si possono riassumere nei seguenti punti ( poi se i miei interlocutori lo desidereranno potranno tranquillamente precisare meglio le loro argomentazioni). Va inoltre precisato che anche gli amministratori e i militanti del PD  non sono tutti favorevoli  alla trasformazione della piazza in parcheggio e nutrono dubbi  sulla bontà di questo orientamento, tuttavia queste che seguono  sono le argomentazioni della maggioranza e che alla fine hanno portato all’infausta decisione.

1)  Allo stato attuale quella porzione di piazza non è regolamentata a dovere e quindi non è sicura per chi volesse utilizzarla come area gioco, rischio evidente che esiste già ora con il "compromesso" della mezza piazza.

 

2)  Questa  sicurezza  la si raggiungerebbe solo con una regolamentazione e la delimitazione fisica della piazza dal resto della viabilità, cosa sicuramente costosa e al momento difficile o addirittura impossibile (vd. innesto calgheria).

 

3) Il fatto che adesso la piazza sia comunque parcheggiabile a metà compromette già la visuale dello spazio libero,  e la situazione attuale e,  secondo i promotori della declassazione  della piazza a parcheggio,  non porta alcun vantaggio a nessuno

 

3) Nel corso degli ultimi 30 anni ad oggi  non sono pochi gli spazi che sono stati  dedicati ai pedoni e alla socialità, strappati, nel tempo, ai parcheggi e alla viabilità (vd. Piazza Oriani e piazza del Comune).

 

4) C’è poi chi vede in questa scelta una possibile mano tesa alla  sopravvivenza degli esercizi commerciali, anche se poi si ammette  la consapevolezza che certamente  non saranno 8 posti auto a cambiare le sorti di un negozio.

 

5) All’interno del direttivo del PD ci sono anche membri favorevoli al mantenimento  dell’attuale compromesso perché  lo  giudicano  essere la strada più saggia e giusta e altri che preferirebbero che tutta la piazza fosse senza parcheggio . Detto questo però , la maggioranza del Direttivo  (non l’unanimità) si è espresso favorevolmente al parcheggio su ambo i lati.

 

Ho confutato  queste argomentazioni  con due lettere che di seguito pubblico e che ripropongo all’attenzione dei visitatori del sito de Lo Spekkietto e più in generale a tutti i cittadini.  

Alessandro Righini

PRIMA RIFLESSIONE  INVIATA AL SINDACO

26 / 10 / 2017

CARISSIMO SINDACO  TI SCRIVO A PROPOSITO DI PIAZZA SASDELLI.

Carissimo sindaco e carissimi assessori, mi è stato riferito che state valutando la malaugurata idea di ripristinare il permesso di parcheggio su tutta piazza Sasdelli. State scherzando o fate sul serio? Ma vi pare possibile, dopo tutte le discussioni e i ragionamenti fatti al momento in cui, finalmente e coraggiosamente, si decise di riservare almeno in parte a questo luogo la funzione di piazza storica e centrale del paese, di tornare ad accarezzare l'infausta idea di ritornare ai tempi dell'anarchia e dell'insipienza della gestione degli spazi pubblici? Mi è stato riferito che una delle ragioni e considerazioni che vi spingerebbero a fare una scelta di questo tipo è che ci sono sempre dei coglioni indisciplinati che parcheggiano per ogni dove e che dunque non vale la pena di imporre un minimo di disciplina. Intendete arrendervi all'indisciplina? E poi non è affatto vero che vi è una scorrettezza così diffusa. Io monitoro la piazza tutti i giorni e devo dire che rispetto ai primi tempi ora la gente ha imparato pian piano a rispettare il divieto di parcheggio (almeno molto più di prima) e questo vuol dire che il rispetto della regola pian piano è stata introitata. E poi credete che ripristinando il permesso di parcheggio in tutta la piazza la disciplina e la correttezza migliorerebbero? Poveri illusi. Io ho benissimo impresso nel ricordo quando in piazza era autorizzato il parcheggio su tutta l'area. Le macchine si accumulavano disordinatamente spesso in doppia fila non lasciando un minimo spazio libero ed occupando anche la strada. Una piazza storica come questa non può essere ridotta a solo parcheggio. E poi c'è una ragione che supera tutte le altre ed è lo straordinario utilizzo della piazza da sempre più bambini che in essa si fermano a giocare. Tutta l'estate la piazza è stata un luogo di ritrovo frequentatissimo dai bambini più piccoli che l'hanno utilizzata per giocare e girare con le loro biciclettine. Ma dico ogni tanto ci passate per piazza Sasdelli? Infine una ultima ragione molto cogente che smantella certe presunte ragioni per il ripristino del parcheggio ed è che i poltroni  che contravvengono al divieto lo fanno anche quando in via Marconi vi sono posti liberi o ve ne sono comunque nel giro di cento metri. Allora mi chiedo (e la domanda è rivolta anche a tutti i consiglieri) siete amministratori responsabili, consapevoli, coraggiosi, con forte spirito civico o dei fifoni timorosi e scarsamente sensibili ad un minimo di civismo. Io spero che le informazioni che ho ricevuto non siano esatte e che l'ipotesi vi sia passata solo fugacemente per la testa senza che abbiate ancora avuto il tempo di ragionarci sopra. Confido sulla vostra intelligenza. ( P.S. Aspetto ancora un po' prima di postare l'argomento sul sito de Lo Spekkietto sperando di non dover esservi costretto). Saluti carissimi (il carissimi è con riserva) Alessandro Righini

Permettetemi ancora un'ultima (forse) osservazione e ragionamento in ordine al problema sul parcheggio in piazza Sadelli sollevato nella precedente e mail che vi ho inviato. L'introduzione del parcheggio su tutta la piazza riguarderebbe 8 posti in più. Ma vi pare possibile che per un esito così insignificante valga la pena di mettere in discussione il ruolo e la funzione di una piazza storica frequentata, sempre più negli ultimi tempi, da diversi bambini piccoli, per favorire 8 cittadini poltroni che magari devono andare solo al bar e che spesso ignorano la disponibilità di altri posti nel giro di pochi metri? Confido sulla vostra intelligenza e sensibilità perchè questa infausta idea venga accantonata. Di nuovo saluti.

 Alessandro Righini

 

SECONDA RIFLESSIONE INVIATA AI CITTADINI MILITANTI NEL PD

28 / 10 / 2017

A PROPOSITO DI PIAZZA SASDELLI

Carissimi cittadini militanti nel PD,

l’amico e nostro sindaco Nicola, al quale talvolta mi rivolgo liberamente per discutere su alcuni problemi o temi interessanti la nostra comunità, mi ha gentilmente informato sull’orientamento emerso in una recente riunione del vostro  nuovo direttivo riguardo la futura destinazione urbanistica di piazza Sasdelli.

Rilevo purtroppo che si tratta di un orientamento, a mio avviso, sbagliato, deleterio, poco lungimirante e, quel che più conta, poco utile anche sul piano pratico.

Mi riferisco all’orientamento di estendere la destinazione a parcheggio di tutta piazza Sasdelli, cancellando pertanto anche la parziale salvaguardia della funzione storica, urbanistica e civile di questo spazio (centrale e strategico del nostro centro storico) che è quella di essere una “piazza” e non un parcheggio pubblico.

A suo tempo, dopo l’avvenuta doverosa e meritevole ristrutturazione di questo spazio, ci fu una lunga e serrata discussione su come renderlo più coerente ed aderente alla sua funzione e più consono all’ambito urbanistico in cui era inserito. I risultati del confronto non furono ottimali ma solo parzialmente accettabili. Ora vedo che la soluzione a cui allora si arrivò viene di nuovo messa in discussione e purtroppo ritorna l’ ipotesi peggiore.

Ritengo allora ripartire dall’inizio e riproporre alla vs cortese attenzione le seguenti considerazioni.

Noi a Casola purtroppo, all’interno del centro abitato, rispetto ad altre realtà comunali a noi vicine, non abbiamo molte emergenze da far valere; ma se ce ne è una questa è certamente tutta la via Matteotti, compresa l’appendice di via Sorgente e piazza Sasdelli. Non c’è dunque una emergenza particolare, ma c’è tutta una zona che nel suo complesso costituisce un elemento interessante ed identificativo.

Non abbiamo un castello, ne’ una chiesa particolarmente importante, ne’ un palazzo di specifica rilevanza, ma abbiamo un insieme urbanistico di abitazioni ed edifici di una certa valenza storica  che parte da una piccola e gloriosa (per la memoria storica) torre e si sviluppa con una “certa” coerenza ( certa, non completa e con qualche improprio e vistoso scivolone) sino alla torre campanaria di un antico convento con al centro del suo percorso una storica piazza. L’unica vera piazza storica del nostro abitato ovvero piazza Sasdelli. Gli edifici e le abitazioni si sviluppano con una loro specifica caratteristica funzionale : quella dei cortili interni, recentemente valorizzati anche da indovinate manifestazioni (quella dei racconti dimenticati nei cortili) e da un intervento intelligente e riuscito quale quello della ristrutturazione del Vicolo delle Rimesse. Al centro di tutto questo complesso c’è la piazza (sottolineo la piazza)  Sadelli.

La piazza è di per se’ un luogo di respiro all’interno del centro abitato, di animazione ed utilità dinamica in determinate occasioni (vedi mercato, feste, manifestazioni,) di relazioni. Un posto dove potersi soffermare tranquillamente, guardarsi intorno, sviluppare relazioni. Un parcheggio invece è un deposito anonimo, schematizzato, esclusivamente utilitaristico ( ma l’utilitarismo è annullato quando occupa impropriamente e prioritariamente uno spazio non dovuto e non specificatamente dedicato), uno spazio che annulla il valore di una persona a vantaggio di una macchina.

La piazza ( specie quando ha anche una valenza storica ed urbanistica) ha di per se un valore intrinseco che non può essere monetizzato od utilizzato a fini puramente utilitaristici di basso, bassissimo profilo e soprattutto non corrispondenti ad esigenze reali ma semplicemente a ubbie di  opportunistica convenienza o di miserrimo clientelismo .

Tornando allo specifico del tempo trascorso, dopo lunghe discussione e per la mancanza del dovuto ed auspicabile  coraggio, oppure, se preferite,   per un coraggio espresso solo a metà, fu presa la decisione Salomonica di “dividere il male a metà e di salvaguardare dal parcheggio almeno una parte dello spazio (non entro nei dettagli per non farla troppo lunga) ma c’era la volontà sottintesa di arrivare in futuro alla liberazione dalla schiavitù e dall’ingombro delle macchine tutta l’area.

“Prendiamo tempo ed arriviamo al risultato con paziente progressione”; questo fu l’atteggiamento più o meno adottato.

Pian piano, dopo alcune reazioni e comportamenti non rispettosi dei regolamenti, i Casolani, hanno introitato  il nuovo assetto e, pur con le inevitabili trascuratezze, infrazioni e resistenze, che purtroppo caratterizzano molti atteggiamenti del nostro popolo di fronte alle regole, si è consolidato ed accettato il principio del rispetto.

Ed ora? Ora che si è arrivati a questo punto, si vuol rimettere tutto in discussione e ritornare alla primitiva insignificanza e, diciamo pure  all’insensibilità e squallore precedente la ristrutturazione?

E tutto ciò per 8 miserabili posti macchina che si recupererebbero, assolutamente non vitali e significanti, in quanto , e lo posso attestare di persona, abitando in piazza da una vita ed essendo un attento osservatore, nel 99 per cento delle volte che qualcuno parcheggia abusivamente negli spazi non dedicati, vi sono posti di parcheggio liberi nel giro di meno di un centinaio o poco più di metri?

Ma vi rendete conto che se ritornassimo  indietro adesso vanificheremmo tutta la fatica fatta e non riusciremmo mai più a trovare un amministratore disposto a ritornare sul tema e dunque avrebbero partita vinta il minimalismo, l’indifferenza, l’insensibilità  e la rozzezza.

Mi è capitato spesso, come potrete immaginare, di discutere con molti su questo tema e devo riferire con una certa tristezza che in coloro che contestano la salvaguardia di piazza Sasdelli rilevo sempre una più o meno espressa svalutazione ed una considerazione negativa   della realtà del nostro paese ed un pessimismo rassegnato sul futuro della nostra comunità.

“ Ma cosa vuoi regolare, siamo una piccola comunità, un piccolo paese, cosa vuoi regolamentare, è già un bene se qui si riesce a vivere alla giornata ”. Questo mi sento spesso dire.

Vivere alla giornata” ecco l’aspetto più negativo di questi atteggiamenti. Eppure, pur se non ci possiamo nascondere i reali problemi che insistono sulla vita e la sopravvivenza dei piccoli centri come il nostro, non possiamo non rilevare come la nostra piccola comunità riesca ad essere vitale e dinamica , specie nella valorizzazione di alcune sue specifiche valenze, legate spessissimo alla propria storia, alla propria inventiva, alle intuizioni creative di alcuni suoi benemeriti “sognatori” oltre ovviamente e per fortuna ai positivi inserimenti di attività produttive del più recente passato.

Ora per quanto riguarda la “carta” ambiente,  visto che molte delle attività e delle invenzioni  sopracitate riguardano nello specifico la natura, i frutti della natura, la storia (vera o arricchita con un po’ di fantasia) mi pare sia chiaro come la salvaguardia di un certo assetto urbanistico sia vitale ed essenziale.

Vogliamo “cedere le braghe” (passatemi il termine crudo) su certi aspetti significativi  per delle fantasiose ubbie?

Voglio pertanto, al fine di dare spazio ad un dibattito più approfondito e meno casuale, esporre schematicamente e razionalmente  le seguenti osservazioni che sottopongo fiducioso alla vostra attenzione:

- 1) Certamente va riconosciuto il merito in passato ( anche se permangono le perplessità, quando non decise critiche, sul tipo di “allestimenti” a volte utilizzati) di aver recuperato spazi sottraendoli al parcheggio selvaggio e mi riferisco alla piazzetta antistante al municipio, ora facente parte del parca Cavina ed a piazza Oriani.

Ma la piazza Sasdelli, per il suo contesto, ha un valore storico e contestuale ben maggiore. Fa parte di un unicum, come ho cercato di sottolineare all’inizio di questa mia lettera (nella parte in grassetto), di un unicum che va assolutamente salvaguardato e recuperato e che non può essere rimesso in discussione da un presunto vantaggio ridicolo ed insignificante, soprattutto ora che, almeno in parte, il suo parziale recupero era ormai stato introitato e abbastanza correttamente rispettato dalla maggioranza dei cittadini.

Tanto più, e qui rimando alle precedenti osservazioni, che i posti di parcheggio esistenti in zona sono ragionevolissimamente e concretamente sufficienti (ve lo dice un testimone attento ed oculare) alle reali esigenze dell’utilizzo del centro.

Qualche metro a piedi ( da dieci a cento passi) bisognerà pur farlo qualche volta. Tanto più se c’è poi la possibilità di fare una sosta riposante nei paraggi, un bar, una panchina o anche magari due. Tanto più se si considera che, grazie ad una certa concentrazione di esercizi, gli spazi da percorrere sono assolutamente paragonabili a quelli esistenti, all’interno di un centro commerciale (con i parcheggi esterni) per recarsi da un settore all’altro.

- 2) Sicurezza? Permettetemi di esprimere il mio scetticismo di fronte ad un obiezione così palesemente pretestuosa!. Questa di cui stiamo parlando è una piazza, che certo è utilizzata anche dai bambini per giocare, ma non è un parco giochi, è una piazza. Non necessariamente una piazza deve essere blindata per tutelare la responsabilità degli amministratori. Bastano alcuni divieti o indicazioni ed avvertenze precise circa il suo utilizzo. Che facciamo allora blindiamo tutte le piazze in cui non si può parcheggiare o in cui non si può transitare nel loro interno? Per i minori vale sempre il principio di responsabilità ed il dovere di vigilanza da parte dei genitori.

Inoltre vi assicuro su di una cosa i bambini, anche se verrà ripristinato il parcheggio, continueranno a bazzicare negli spazi e gli  interstizi che sebbene ridotti e ristretti rimarranno fra auto e auto, ed in mancanza di altro sulla spazio destinato al passaggio. Quindi, oltre alla non considerazione di certe opportunità, accrescerà il pericolo per loro.

Resta poi il fatto che per dare un valore più cogente, visibile e funzionale ai regolamenti e divieti basterebbe per questo sito qualche fioriera in più e qualche accorgimento di poco costo. E non mi riesco a capacitare come su questo versante (se non attribuendolo ad un atteggiamento tiepido e timoroso e poco deciso derivato da una certa opposizione a suo tempo registratasi) non si sia mai provveduto in merito.

- 3) Valenze economiche e rimostranze degli esercizi? Vi rimando alle considerazioni del punto (1) .

 Se volete coltivare false illusioni fatelo pure ma senza ignorare la realtà che dovrebbe comunque sempre essere alla base di un amministratore realista, concreto e lungimirante.

- 4) Permettetemi ancora una considerazione dettata dalla mia concreta esperienza personale.

 Nell’anno 1966, accompagnando con la mia auto alcuni ragazzi, che assieme al nostro indimenticato “Arci” si recarono a Roma in motorino” (era l’epoca dei ciclomotori 48), parcheggiai la mia macchina regolarmente in piazza San Pietro. Qualche anno dopo  potei fare la stessa cosa in piazza Duomo a Milano.

Cose inaudite ripensandole con la sensibilità e la consapevolezza di oggi. Fortuna un po’ di strada sul piano della sensibilità , della consapevolezza e del comune senso civico ( ma anche in definitiva sulla valorizzazione vantaggiosa di un bene che abbiamo la fortuna di possedere) l’abbiamo fatta.

Alla stessa stregue, sempre nel 1966 mi trovai ad attraversare tutta una serie di località e di paesi della Toscana e del Lazio, riscontrando ( nonostante un loro glorioso passato di significanza storica) una trascuratezza, un abbandono uno squallore, una decadenza penosa.

Qualche decennio dopo, ho ripercorso quei tragitti dell’entroterra, quei borghi, quelle cittadine, quelle fattorie e casolari e li ho ritrovati, rinati, recuperati nei loro tratti caratteristici e storici e rivalorizzati rispettandone la loro originale natura. Quei centri, quei luoghi sono diventati il centro e le mete preferite di un turismo raffinato e consapevole, in gran parte alimentato da flussi di visitatori stranieri che poi in, diversi casi, affascinati dall’ambiente, hanno voluto stabilire lì la loro dimora. 

Cosa vogliamo fare noi?  Andare a ritroso rispetto ad una nuova consapevolezza e, diciamolo chiaramente, anche ad un preciso interesse sul piano di una utile  lungimiranza e di una seria maturazione  culturale?

Mi auguro, cari amici del nuovo direttivo PD, che vi prendiate il tempo per un approfondimento del tema prima di prendere decisioni irreversibili. Mi pare che fra di voi la stragrande maggioranza, se non la totalità, sia più giovane del sottoscritto, a volte molto più giovane! Possibile che vogliate essere vecchi e stravecchi e miopi  nelle vostre posizioni e nelle vostre scelte amministrative?

Spero proprio di no! E ho fiducia che alla fine la vostra decisione sia quella del rifiuto della sciatteria, di un deprecabile minimalismo e, peggio ancora, di un misero e penoso clientelismo. Mi auguro insomma che abbiate le palle.

- 5) Un’altra ragione che mi confermano nelle mie convinzioni a proposito della piazza è dettata dalla precisa conoscenza di quanto avveniva in piazza Sasdelli quando era autorizzato il parcheggio su tutta l’area.  Spesso vigeva il caos più completo e le auto erano spesso parcheggiate in doppia fila, ostruendo spesso la strada. Io mi recai spesso a suo tempo a richiamare in Comune l’intervento dei vigili. Dunque se il criterio di orientamento è quello dettato e suggerito del comportamento diffuso, senza regole, i posti di parcheggio non basterebbero mai. Si troverà sempre qualche coglione sfaticato e diseducato che  riterrà giustificate e giusta qualunque esigenza della propria personale comodità al di là di ogni considerazione etica o semplicemente di opportuna correttezza che dovrebbe sempre sovraintendere il vivere comune.

- 6) Infine a coloro che sollevano il problema della scarsa possibilità di un efficiente controllo rivolgo una precisa e semplice domanda: - premesso che, anche se autorizzassimo il parcheggio su tutta l’area, questo sarebbe comunque un parcheggio a tempo, se si vuole che la norma sia efficace al fine della rotazione dei fruitori e dunque del vantaggio di accesso ai vari siti di fruizione ed agli esercizi comunali. Ma se il parcheggio è  a tempo questo non presuppone sempre che poi vi sia un controllo efficace per il rispetto della norma?. Dunque il problema rimane, sia che il parcheggio sia autorizzato, sia che non lo sia.

Ma vi è poi una considerazione che attiene ad un semplice e basilare principio etico e funzionale di fondo ed è questo: visto che purtroppo registriamo sempre una diffusa elusione del divieto di buttare a terra rifiuti di ogni genere: carte, plastica, cicche di sigarette e quant’altro, nonostante siano disponibili a portata di mano vari raccoglitori, dobbiamo pertanto rinunciare al divieto di gettare i rifiuti a terra?

 - 7) Infine, proprio per venirvi incontro,  per una revisione dell’assetto estetico della piazza, rimanendo al momento però sempre rigorosamente solo nell’ambito di un suo parziale utilizzo a parcheggio ( sempre e solo su di un terzo della superficie) si potrebbe anche eventualmente studiare una diversa collocazione dell’area di parcheggio,  , facendola scivolare metà sul fronte sud e mantenendone solo metà metà sul fronte ovest (utilizzando cioè parte dei due riquadri attestati ;uno di fronte alla farmacia e l’altro  di fronte al palazzo Testi) . Questa soluzione potrebbe (va studiata bene ) offrire una migliore visione dell’area della piazza  da parte dei visitatori che generalmente si affacciano sulla su di essa venendo da nord, ovvero venendo da piazza Oriani, oppure da via Marconi.

Ho finito …… per adesso.

Con fiducia in un vostro ripensamento ed in una più approfondita e rinnovata riflessione, porgo i miei più cordiali saluti.

 Alessandro Righini

 

Devo constatare che purtroppo non c’è stato nessun ripensamento e tanto meno nessuna più approfondita riflessione e dunque non posso fare a meno di esprimere agli amministratori e  fautori di questa decisione il mio più determinato e profondo dissenso.  Non aggiungo altro, anche se sarei portato ad una maggior durezza di giudizio, perché rischierei di travalicare i ruoli politici e ferire le persone e questo non ho nessuna intenzione di farlo.

Alessandro  Righini

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