E’ una buona notizia. E’ stato approvato il progetto presentato dall’ASP della Romagna Faentina per la concessione di un contributo per la realizzazione dell’impianto di riscaldamento a pellet della nostra casa protetta. Il progetto fruisce dei contributi stanziati dal Piano di sviluppo rurale della nostra regione.

In particolare si tratta di un’ operazione tesa a sviluppare le bioenergie a basse emissioni inquinanti. L’obiettivo è quello di stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali promuovendo l’ utilizzo delle biomasse legnose per una corretta gestione delle aree boscate e incentivare così  la produzione di energia da fonti alternative attraverso la nascita di filiere locali e la creazione di servizi innovativi a vantaggio delle popolazioni rurali. Gli interventi finanziati si  concentrano prevalentemente sulla costruzione di impianti pubblici destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili che utilizzano risorse naturali presenti nelle zone rurali. In particolare, sono sostenuti interventi che valorizzino la biomassa legnosa, vista la concentrazione significativa di aree boscate.

L’importo è di quasi 178.000 € e l’opera dovrà concludersi entro il 27 marzo del 2019. In pratica la nuova caldaia sarà operativa a partire dall’inverno 2018. Già da qualche anno si attendeva la realizzazione di un nuovo impianto di riscaldamento causa la vetustà della vecchia caldaia e gli oneri relativi erano stati previsti nel piano triennale degli investimenti. Per i dettagli attendiamo l’approvazione del progetto esecutivo che dovrebbe già essere in dirittura d’arrivo. Nell’occasione abbiamo voluto interpellare la Senio Agroenergie che, stando al principio ispiratore del contributo, si candida come  ditta fornitrice del pellet. Ci ha risposto il presidente Devis Caroli, giovane imprenditore casolano, che insieme ai suoi soci sta realizzando un’impresa dinamica con una forte connotazione ecologica.

Ci provi a descrivere l’attività della Senio Agroenergie  e quali sono i vostri assortimenti di pellet?

Il ciclo produttivo consiste nella lavorazione del legname ottenuto in prevalenza dal terreno boschivo, condotto dalla società, nel raggio di max 70 km: quindi trattasi di una vera e propria attività connessa alla normale attività agricola di selvicoltura.

 

 

Il legname (prevalentemente proveniente da pinete invecchiate e castagneti) viene cippato in campo tramite una cippatrice della società, viene successivamente portato al giusto grado di umidità, macinato, pellettato e confezionato in sacchi da 15 kg presso la sede, in modo del tutto naturale e senza l'utilizzo di additivi.

Le dimensioni aziendali ridotte non consentono di realizzare particolari  scorte di magazzino, quindi si lavora prevalentemente su ordinazione e per clientela locale.

Come si sta muovendo il mercato del pellet?

E’ un mercato in forte crescita, anche in periodi di contrazione dei prezzi dei prodotti petroliferi: comunque, la filosofia aziendale è quella di fornire il prodotto prevalentemente a privati cittadini in quanto il mercato della grande distribuzione porta ad una corsa al ribasso dei prezzi, ovviamente, appiattiti dal prezzo del prodotto di importazione.

Come si inserisce l’attività della vostra azienda all’interno del progetto finanziato sulla caldaia a pellet nel riscaldamento della casa protetta di Casola Valsenio?

La nostra attività, anch’essa finanziata parzialmente con il contributo del PSR dell’Emilia Romagna, si integra perfettamente all’interno del progetto della Casa Protetta di Casola Valsenio, in quanto è una struttura molto importante per il territorio casolano e noi, nel nostro “piccolo” vogliamo contribuire alla sua operatività e permanenza: è prevista la fornitura di prodotto in big bag, quindi ci consente di ottimizzare i costi di logistica e di differenziare la clientela.

Se altre realtà similari del territorio volessero replicare l’esperienza della Casa Protetta di Casola Valsenio saremmo ben lieti di partecipare all’idea progettuale e fornire il prodotto.

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