Incontriamo il nostro amico Pier, che sappiamo aver trascorso qualche giorno in una località del centro Italia, colpita dal terremoto. La località, è Montegallo.

-Ciao Pier, come stai?
Bene grazie.

-Tra i vari e numerosi comuni colpiti da questo terribile evento, come mai sei finito a Montegallo?
Perché l'ANCI Emilia Romagna, ha avuto la Regione Marche di competenza.

-Fino ad oggi, in quali periodi sei andato?
Dal 01 ottobre 2016 all'08 ottobre 2016 ed è stata la prima volta. In quella settimana ho cercato insieme ai miei colleghi di dare un contributo alla grave situazione dopo il terremoto. Successivamente, ci siamo tornati dal 06 agosto 2017 al 08 agosto 2017, in “ferie”, per andare a trovare le persone che abbiamo conosciuto e per vedere com'era Montegallo dopo circa 10 mesi.

-Com'era Montegallo? E com'è, ora?
A Montegallo, purtroppo, la situazione è più o meno immutata. Siamo in contatto con il Sindaco che ci tiene costantemente aggiornati. Ci comunica che, presumibilmente, entro poco tempo le prime casette, con il contributo della Regione Marche, dovrebbero essere consegnate (ci invia anche delle foto tramite WhatsApp per tenerci informati).

-A seguito del terremoto, come sei riuscito ad andare là?
Tramite l'Unione della Romagna Faentina e l'ANCI Emilia Romagna, che a suo tempo fecero richiesta di personale, sia amministrativo che tecnico.

-Cos'è che ti ha spinto ad accettare l'incarico?
Il terremoto è uno di quegli eventi che non si “controllano” e tutte le volte che purtroppo succedono mi colpiscono molto. Appena è stata chiesta la disponibilità ho aderito immediatamente.

-Le tue prime impressioni, al primo impatto?


Essendo andati a ottobre 2016 e quindi dopo la scossa di agosto 2016, la situazione era molto precaria, ma almeno non avevano avuto dei feriti e dei morti. La scossa peggiore, che ha provocato tantissimi danni, è stata quella di fine ottobre 2016. Mi ha colpito molto positivamente l'organizzazione del Campo in cui dormivano in tenda, gestito dalla Protezione Civile dell'Emilia Romagna e l'impatto con i colleghi che dovevamo sostituire che avevano fretta di tornare a casa. Uno scambio d' informazioni brevi e veloci sul proseguimento dell'attività.

-Hai parlato del Campo, hai parlato di tenda... Cos'hai provato a dormire in una zona del genere?
Condividere il campo (tenda, bagni, mensa) con le persone del posto e gli altri volontari ci ha fatto vivere intensamente gli stati d'animo e le emozioni della situazione.

-Cosa vi raccontavate, mentre in auto raggiungevate il paese? Cosa si vedeva fuori dal finestrino?
Niente di particolare, eravamo tre tecnici e un amministrativo. Ricordo che abbiamo telefonato a una delle persone a cui dovevamo dare il cambio che ci diceva che non c'era molto da fare. Eravamo molto sorpresi per quanto detto. Infatti, alla prova dei fatti, non fu così. Dal finestrino, mentre si percorreva il tratto da Ascoli Piceno a Montegallo si vedeva subito che si andava verso una montagna (Montegallo è a 870 metri di altezza sul livello del mare) e si vedevano subito strade messe male, strette, con tornanti pericolosi.

-In che cosa consisteva, materialmente, il vostro appoggio?
Ricordo che si lavorava in questo container diviso fra Ufficio del Geometra Capo e noi, comunicanti (ovviamente tutti gli uffici del Comune erano in container). Pure la farmacia, la scuola, erano in container.

-Riguardo agli uffici del Comune, alla farmacia, alla scuola, hai detto che erano in container. E oggi, sono tutt'ora in container o si è trovata una sistemazione adeguata?
Si tutt'ora sono ancora nei container.

-Una vostra giornata tipo?
Sveglia alle 7:00, colazione al camping (preparata dai volontari della Protezione Civile), dove esisteva già un ristorante che non aveva subito danni. Sulle 7:30 iniziava il lavoro. Alle 12:30 pranzo al camping, sulle 13:30 ripresa del lavoro fino alle 19:00. Cena nuovamente al camping, poi ricordo che per tre giorni siamo ritornati al container a lavorare fino alle 22:30 per pratiche urgenti. Il mio apporto era di inserimento di dati a computer per le 23 frazioni che ha Montegallo, nonostante abbia 523 abitanti. Si trattava di inserire per ogni frazione, ad esempio, i nominativi degli abitanti che avevano fatto la domanda per il sopralluogo nella loro abitazione per catalogarla agibile o parzialmente agibile, oppure non utilizzabile. Gli altri tre miei colleghi si occupavano, o di scrivere delle ordinanze di sgombero, o di preparare il programma giornaliero ai vari tecnici per effettuare i sopralluoghi nelle varie frazioni etc.. Una, addirittura, ad un certo punto, all'improvviso, l'hanno messa a dirigere il campo e a trovare un alloggio ad ogni famiglia sfollata (sottolineo, è stata bravissima).

-L'incontro con le persone del posto? E con i soccorritori, pompieri, volontari?
Di persone ne erano rimaste poche, la maggioranza era stata spostata in alberghi, oppure erano andate ad Ascoli Piceno in case di proprietà. Nel Camper si è creato un bel rapporto con tutti i volontari presenti, anzi. con alcuni siamo rimasti in contatto. Vedere le persone rimaste, con i bambini che andavano a scuola nel container, faceva uno strano effetto. Le persone anziane, soprattutto, avevano piacere se ci si fermava a parlare con loro.

-Chi non può andare fisicamente là, come può rendersi utile?
Informandosi su come effettuare delle offerte economiche oppure secondo me comprando dei prodotti tipici, magari cercando su internet. Ad esempio, L'Unione della Romagna Faentina con tutti i suoi comuni e le associazioni che hanno aderito, ha raccolto la somma di 37.000 Euro per la palestra di Montegallo. Sono stati fatti, inoltre, degli acquisti di gruppo dai produttori della zona che hanno perso il negozio e quindi vendevano tramite prenotazioni telefoniche e spedizioni recapitate con corriere.

-In Italia, si fa sempre fatica a fare delle offerte. Non si è mai sicuri su dove poi vadano a finire i soldi raccolti. Vedi anche i recenti episodi di cronaca, dove alcuni sindaci delle zone colpite, hanno lamentato di non aver visto 1 Euro dalle varie offerte. Mentre eri lì, è mai saltato fuori questo discorso ormai Italico?
No, in quel momento i problemi erano “altri”, arrivava l'inverno e le persone erano senza casa.

-Collaborate anche quando non siete là? Siete rimasti in contatto? Tornerete?
Ci teniamo in contatto con il Geometra telefonicamente e con il Sindaco via WhatsApp. Dovremmo tornare quando inaugureranno il Centro Commerciale sponsorizzato dalla Regione Emilia Romagna, entro l'anno si pensa. Il Centro Commerciale non è il tipico Centro Commerciale ma è un'area dove verranno riaperte le attività di Montegallo che non hanno più i locali agibili.

-A sentire i vari canali d'informazione, la ricostruzione è lenta, fatta male, non si capisce mai niente. Tu, che ne pensi?
Sì, è lenta però il Sindaco si da un gran daffare. E' molto pratico e secondo me a Montegallo, i primi risultati si vedranno presto.

-A tuo parere, perché la macchina della ricostruzione non funziona in maniera efficace? E che ne pensa, il Sindaco?
Secondo me per i problemi organizzativi che da sempre fanno parte del nostro paese. Il Sindaco è concentrato sulla risoluzione dei problemi, che sono tantissimi, di Montegallo.

Pier, fai per bene e grazie per l'aggiornamento.

r.l.

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