Il 17 agosto è cominciata la nostra avventura a Sappada (Belluno);dopo aver passato la notte in campeggio, abbiamo preso la seggiovia per iniziare il nostro cammino. Abbiamo trascorso 3 giorni sulle Dolomiti, che avventura!  L’ostacolo del primo giorno è stato oltrepassare il “passo del mulo” che ci ha portati ad un rifugio dove abbiamo piantato le tende.

Il secondo giorno ci siamo incamminati con destinazione... il monte Peralba! Breve ma molto, molto intensa. Purtroppo il tempo non ci ha permesso di concludere la camminata prevista e siamo stati “costretti” e cambiare programma. Eliminato un pezzo di cammino (che peccato!), abbiamo lasciato gli zaini al rifugio e siamo partiti per una breve passeggiata (senza zaini si va con un filo di gasss...).

Abbiamo montato le tende e ci siamo riscaldati nel rifugio Calvi (2164m).

“Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi...” per la nostra gioia, il terzo giorno abbiamo concluso il tratto di strada che non avevamo fatto il giorno prima. La scalata del monte Peralba (2694m) è stata molto faticosa ma la gioia e la meraviglia hanno ricompensato tutte le fatiche. Dopo avere lasciato il nostro fazzolettone e la catenina con il nome Ester sulla croce posizionata nella cima della montagna, siamo tornati al rifugio (passando per l’Austria ☺). La sera, ritornati alla civiltà, ci hanno accolti i genitori del Don con una deliziosa cenetta a base di funghi. Il giorno dopo, i capi ci hanno diviso in pattuglie e siamo partiti per l’hike. Maria e Filippo, i poveretti, dopo avere oltrepassato un monte sono riusciti a trovare ospitalità in un campeggio, mentre Emma e Francesca sono riuscite a guadagnarsi una stanza in albergo. Tornati al campeggio Val Visdende abbiamo raggiunto la famosa dimora di “Don Lino Caprio”. Don Lino Caprio ci ha accolti in un bellissimo ristorante dove abbiamo mangiato: funghi, capriolo, polenta e formaggio. Diciamo che questo “Don Lino Caprio” ci ha accolti proprio bene, e per la prima volta siamo andati a dormire con la pancia piena. Il penultimo giorno l’abbiamo passato dal mitico sindaco di Lozzo di Cadore (zio dei Manfreda).

L’ultima notte l’abbiamo passata lì e con tanta tristezza siamo ripartiti verso Casola Valsenio. Ringraziamo i nostri capi che ci hanno organizzato questa bellissima route in cui abbiamo provato tantissime emozioni indescrivibili.

Un saluto dal Clan (Maria, Filippo, Laura, Emma, Francesca)

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