Mi collego ad una delle ipotesi che ho letto nell’articolo di Alessandro Righini: “tentare con un intervento strutturale importante, quale quello della costruzione di un muro di contenimento e di sicurezza che parta dal livello del fiume e giunga all’altezza dell’area di gioco del Nannini, di recuperare la funzionalità della struttura“. Su questa stessa linea, quella del recupero di tutte le importanti infrastrutture, esiste un’altra possibile opzione, che ho malamente tentato di abbozzare nel disegno allegato. In pratica, invece di tornare in alto costruendo un “Muraglione”, si potrebbe andare in basso realizzando due (o più) piani con una struttura tipo gradoni. Il risultato finale, come si può vedere nel disegno, darebbe in disponibilità:

- il piano residuo 1, sopra il quale si potrebbe tracciare un campo da tennis e/o da pallavolo.

- il piano 3, attrezzabile a verde pubblico,

- il piano 5, sopra il quale si potrebbero tracciare il campo principale ed un campetto per gli allenamenti.

La prima riva 2 scenderebbe dal piano attuale al piano 3 con un angolo fra i 30 e i 40 gradi. La seconda riva 4, scenderebbe dal piano 3 con un angolo fra i 30 e i 40 gradi per collegandosi infine al terrapieno 5. Le due rive annullerebbero l’attuale dislivello a precipizio tra i piani. Le rive 6 sono di collegamento ai piani. Il muro di contenimento del fiume, tracciato in rosso, sarebbe sì più lungo dell’eventuale “muraglione”, ma la sua altezza varierebbe probabilmente entro pochi metri, contenendo quindi la dimensione portante.

Si potrebbe anche valutare la possibilità di progettare il muro di contenimento in modo tale che possa  creare un minimo bacino idrico; questo verrebbe poi sfruttato per produrre energia idroelettrica con una turbina di piccola dimensione.

Ovviamente, stimate da esperti, potrei aver detto un mare di sciocchezze…

…oppure no.

Un saluto e soprattutto “forza Casola per sempre!”

Pier Ugo Acerbi

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