A CHE PUNTO SIAMO CON IL  CAMPO SPORTIVO?

Una lettera di Silvano Dardi , pubblicata sul sito de Lo Spekkietto, che fa seguito ad una lettera inviata dal medesimo, tempo fa, ad alcuni amministratori e consiglieri regionali, mette in luce interrogativi  che immaginiamo siano condivisi da molti casolani.

L’argomento è la situazione creatasi a Casola, per ciò che concerne l’attività calcistica dei nostri ragazzi, in seguito al crollo di una parte del campo sportivo Enea Nannini  e soprattutto la domanda:  - A che punto stanno le cose, dopo 8 mesi dall’evento della frana, per ciò che riguarda l’auspicata ricostruzione di una nuova struttura ? -

Tutti sappiamo quanto sia stata partecipata e sentita la mobilitazione cittadina seguita al disastroso evento; in primo luogo da parte dei responsabili delle organizzazioni sportive interessate e della Amministrazione comunale, ma anche dell’associazionismo in genere e di numerosi singoli privati. Una mobilitazione che ha portato alla costituzione del comitato “Forza Casola” e che ha permesso, anche con l’aiuto determinante di alcune realtà imprenditoriali del nostro territorio - quali ad esempio la Coop. Montana -, di realizzare un campetto per le partite di calcetto e per gli allenamenti e di mettere insieme un plafond di oltre 30.000 euro per sostenere l’attività ordinaria dell’associazione sportiva A.C.Casola. A questo si sono poi aggiunte altre iniziative quali, ad esempio, la raccolta fondi on-line messa in campo da Cristiano Cavina "Un'altra stagione da esordienti" che per ora ha raggiunto la quota di 3.665 euro.

 

Tutti sappiamo anche quanto siano state pronte e significative le visite e le testimonianze di vicinanza e di interessamento ricevute dai responsabili istituzionali  delle amministrazioni territoriali – Regione e Provincia – e anche di enti sportivi  nazionali  nei giorni immediatamente seguenti l’evento della frana.

Ma è proprio sul silenzio (apparente, percepito o reale? ) di questi ultimi , seguito alla mobilitazione dei primi giorni, che pone interrogativi la lettera di Silvano Dardi.

 A tal proposito va menzionato che, in seguito alle lettere di Dardi,  il sindaco Iseppi ha ricevuto telefonate con richiesta di delucidazioni da parte, sia del Presidente della regione Bonaccini , sia di altri responsabili regionali. E’ da segnalare anche una interrogazione presentata in Consiglio Regionale dal gruppo di Lega Nord e Forza Italia.

Bene qual è la situazione e lo stato delle cose odierno?

Abbiamo interpellato il sindaco Nicola Iseppi  che ci ha gentilmente fornito informazioni aggiornate che appariranno oggi (il giorno in cui scriviamo) anche su alcuni organi di stampa provinciali e sul prossimo numero del giornalino del Comune.

Per ora, dopo aver provveduto ai rimedi più urgenti e che abbiamo citato sopra,  (dobbiamo purtroppo rilevare a tal proposito l’inconveniente della scarsa tenuta  del fondo erboso del campetto di emergenza che lo ha messo provvisoriamente fuori uso ) si sta procedendo su due versanti :

1) - da una parte, grazie ad un fondo di 60.000 euro messo a disposizione dalla Regione, quest’inverno verrà effettuata un'indagine geologica approfondita sull’area del  Nannini e le zone  limitrofe per capire come è la situazione oggi.  Sta uscendo il bando per l’assegnazione dei lavori di indagine geologica. L’ intento è quello di riuscire a salvare, in totale sicurezza, tribune, spogliatoi e la maggior parte possibile di area calpestabile della struttura danneggiata per non abbandonare quell'area e praticarvi ancora dello  sport. Per questo , dice il sindaco, servirà  aiuto e lavoro di squadra.

2) - Su di un altro versante invece si sta cercando una soluzione ed una localizzazione per  creare un nuovo campo sportivo  che sostituisca definitivamente quello danneggiato dalla frana. Qui le cose sono  ancora ad uno stato poco definito e presentano particolari problematicità.

In primo luogo vi è il problema  delle risorse finanziarie da reperire che superano (di poco o di molto, a seconda dei casi) la somma di 1.000.000 di euro, somma tutt’altro che facile da mettere insieme in questi momenti di forte crisi e di scarsità di risorse dell’amministrazione pubblica.

In secondo luogo vi è la difficoltà di individuare nelle vicinanze del centro abitato un’area sufficientemente ampia per ospitare un campo sportivo in linea con le norme previste e le strutture accessorie : spogliatoi, parcheggi, tribune, aree di allenamento. Nelle vicinanze del paese non sono molte le aree abbastanza pianeggianti  idonee. Un’area  idonea potrebbe essere quella  agricola a valle del cimitero, di proprietà dell’ente Alfredo Oriani, ma che facendo parte della zona del parco del Cardello è fortemente vincolata .

Un’altra area la si potrebbe individuare nella piana di Valsenio, nei pressi della zona industriale, ma ha lo svantaggio di trovarsi a tre e più km. dal paese  e ci si chiede se valga la pena di spendere una somma così rilevante per una struttura che si troverebbe tutto sommato poco distante dal  campo sportivo di Borgo Rivola attualmente disponibile.  Ci si chiede pertanto, se si potessero ricavare le aree per gli addestramenti  recuperando la parte e le strutture  rimasta del campo Nannini, se valga la pena di puntare sul campo sportivo a Valsenio.

Infine un’ultima  soluzione prospettata da alcuni è quella di tentare con un intervento strutturale importante, quale quello della costruzione di un muro di contenimento e di sicurezza che parta dal livello del fiume e giunga all’altezza dell’area di gioco del  Nannini, di recuperare la funzionalità della struttura danneggiata.

Il costo dell’intervento supererebbe in ogni caso di qualche centinaio di migliaia di euro la somma di un milione.  E poi le autorità di bacino concederebbero le autorizzazioni necessarie?

Come si vede su questo versante le cose stanno ancora abbastanza in alto mare e i tempi sono ancora prevedibilmente lunghi. Il pericolo è che si ceda allo sconforto ma ci chiediamo : E’ possibile che i Casolani accettino lo smacco di essere l’unico paese della provincia a non possedere un campo sportivo proprio.?

Coraggio allora, servono idee, forza d’animo, mobilitazione, spirito di collaborazione e unità d’intenti. Tutte cose che in diverse situazioni i Casolani hanno mostrato di possedere e che ci auguriamo non vengano meno in questo pur difficile frangente.

Alessandro Righini

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