In ogni comunità esistono e si formano nel tempo  dei “logotipi” a cui tutti  i membri  riconoscono una funzione caratterizzante e rappresentativa del proprio  luogo o gruppo di appartenenza. Qualcosa di più immediato ed incisivo di una semplice tradizione: una specie di marchio DOC, di bandiera , di blasone identificativo della propria peculiarità.

Non vi è dubbio che per ogni Casolano questa funzione sia riconosciuta, per unanime consenso, a manifestazioni quali: la sfilata dei “Carri di Mezzaquaresima” ( in tempi moderni “ Carri di Primavera”) ,  alla processione del “Signore Morto” e, a latere, correlate strettamente a queste,  a due marce musicali quali “Piumazzo” e “La marcia funebre n.9”, cavalli di battaglia indiscussi della nostra gloriosa tradizione bandistica.

Si dice ad esempio: “Marcia funebre n. 9” e subito il pensiero corre al notturno dispiegarsi del serpentone di fedeli che, la sera del  Venerdì Santo,  con il contorno delle luci, delle fiaccole, dei lumini, delle croci di fuoco e dei quadri viventi , percorre le vie del paese, seguendo la  statua del “Signore Morto” adagiato sul feretro, portato a spalla dagli Alpini, seguito dalla statua della Madre piangente portata a spalla da distinte signore e accompagnato dal suono delle  note lente, solenni, diciamo pure  struggenti,  di questa composizione musicale di autore ignoto, …?

 

 Ignoto… ?  Si,  ma certamente casolano…..!  Una cosa che avviene a Casola e solo a Casola!

Cosa ne dite? Non è una rivendicazione sacrosanta,  quella appena sopra affermata,  con tanto di giustificato  cipiglio e profusione di punti esclamativi,  interrogativi e di sospensione .........?

Hai, hai hai !....dobbiamo riconoscere che  dalla sera del  2 Giugno ,  nel corso del  recente concertone della nostra Banda, proprio su quest’ultimo punto si è verificata una cesura, una falla impensata nelle granitiche certezze della vulgata casolana.

Ad un certo punto infatti, in una pausa fra una suonata e l’altra, il maestro Daniele Faziani ha annunciato che l’amico maestro e collega Renato Soglia aveva in serbo una sorpresa da comunicare agli astanti.

Un silenzio carico di attesa e di ansiosa curiosità è calato sulla sala gremita. Una breve premessa e poi il colpo inaspettato:  

 

per un caso assolutamente fortuito, durante un raduno  di bande e gruppi musicali, tenutosi a Staffolo sulle montagne marchigiane, il maestro Soglia, invitato speciale alla manifestazione, ha udito all’improvviso pervenire da un gruppetto di una decina di musicisti del sud Italia,impegnati nelle prove,  le note  “Marcia Funebre n. 9” .

Ma come?.... La marcia n.9 … ?..... Ma non la conosciamo solo noi di Casola dove è stata composta in un imprecisato passato? 

Stupore e rapida inchiesta a cui è seguita la scoperta di una verità  spiazzante  per un casolano doc, seppur  maestro di musica quale è Soglia, professionista,  esperto compositore, insegnante,  autore di numerosi  libri e manuali didattici per scuole, licei e conservatori  musicali, navigato esploratore di archivi di testi e spartiti.

Allora non l’ha scritta il maestro Stefani o il maestro Venturi ? No!  la “Marcia Funebre n. 9” è stata composta nel 1900 dal maestro  Pilade Bennati da Montefalco (PG) in occasione della morte del re Umberto I°  e non si chiama nemmeno così, come la conosciamo noi casolani confidenzialmente , bensì il suo nome originale è “Lugete Veneres”  e con tale nome è stata pubblicata e stampata da diversi editori  ed ebbe  a suo tempo significativi riconoscimenti a livello nazionale.

Il nome “Lugete Veneres” è stato  tratto dal maestro Pilade Bennati addirittura  dal Carmine 3 di Catullo.

Al silenzio della sala, passati i primi momenti di disorientamento, è seguito un brusio diffuso, sguardi interrogativi intorno: …. ed ora che si fa? 

Niente per ora. Il maestro Soglia ha consegnato lo spartito originale della marcia al collega Faziani e poi è ritornato il buio in sala ed il concerto è continuato.

Ma l’interrogativo è rimasto ed ora che si fa?

 Beh! Intanto dovremo metabolizzare questa novità la nostra gloriosa banda dovrà certamente cimentarsi  nel prossimo futuro anche con l’esecuzione della versione originale della marcia, che in qualche piccola parte o sfumatura presenta piccole variazioni. Dovremo tutti un po’ adattarci all’idea di non essere i soli detentori  ed esecutori di questo solenne brano di musica ma penso che  finiremo  per consolarci perché ben presto, sono sicuro,  si svilupperà  nei Casolani la consapevolezza che, anche se non saranno più gli unici detentori del brano, una cosa è certa, al di là di ogni ragionevole dubbio: la “Marcia Funebre n.9” o “Lugete Veneres” che dir si voglia, come la suona la banda di Casola, nessun altro sarà mai in grado di suonarla!

Di seguito riportiamo alcune notizie dettagliate, sia sul maestro Pilade Bennati, sia sul brano “Lugete Veneres”, gentilmente forniteci dal maestro Renato Soglia.

 Di nostro aggiungiamo solo una piccola nota di dettaglio: rimane una curiosità e cioè cosa abbia spinto il maestro Bennati a trarre il titolo della sua marcia, caratterizzata dal ritmo e dai toni così solenni,  dal Carme n. 3 di Catullo dal momento che il grande poeta latino ha composto  il suo testo in ricordo della morte di un canarino.

Alessandro Righini

 

MARCIA FUNEBRE “LUGETE VENERES” DI PILADE BENNATI

OVVERO “MARCIA FUNEBRE N. 9”

 

Bennati Pilade

Pilade Bennati nasce nell’anno 1836 a Montefalco, in provincia di Perugia.

Dirige diverse bande marchigiane quali Serrapertona (1870), Mercatello sul Metauro (1872), Belforte del Chienti (1882) e tante altri complessi bandistici quali quello di Offida (Ascoli Piceno), Marsciano (Perugia dal 1882 al 1982), Magione (Perugia), Amelia (Terni) , Castel del Piano (Perugia) e Acquasanta Terme (Ascoli Piceno).

Pilade Bennati lavorò anche ad Argenta e Consadolo (Ferrara) in qualità di Maestro della Banda e responsabile della scuola di musica dal 1870 al 1873: inoltre  ci sono testimonianze scritte della sua presenza a Bagnacavallo, cittadina non molto lontana da Casola Valsenio, nella quale il Bennati nel 1899 donò al Maestro della Banda locale, Raffaele Cimini,  una sua composizione dal titolo “Virtù ed Unio”.

Pilade Bennati compose moltissime musiche per banda quali Sinfonie (vedi ad esempio la bellissima “Sinfonia Bizzarra” ancor oggi eseguita dalla Banda della Polizia di Stato Italiana) Marce, Valzer, Mazurke, Polke, Fantasie,  Concerti per Strumento solista e Banda, Marce religiose ed eccellenti Marce Funebri quali  Il dì dei morti, Dolor, Fede, In Amaritudine, Lugete Veneres, I Martiri, Sorte avversa, Sospiro e pianto sulla tomba dei martiri di Mentana ecc.)

Tra queste spicca la marcia funebre “Lugete Veneres” stampata dalle Edizioni Lapini di Firenze poi ripubblicata dalle  Edizioni Pucci di Portici (Napoli). che i Casolani hanno sempre conosciuto con il nome di “Marcia Funebre N. 9

Lugete Veneres, secondo fonti ricavate dagli archivi della Banda Musicale di Acquasanta, fu composta nel 1900, in occasione della morte del Re Umberto I (Re d’Italia dal 1878 al 1900) ed ebbe grandi riconoscimenti a carattere nazionale.

Probabilmente la “Marcia funebre n. 9” ovvero “Lugete Veneres”, è giunta negli archivi della Banda di Casola grazie a qualche Maestro che ha diretto questa compagine nella prima metà del 1900 (Maestro Stefani di Imola o Maestro Giuseppe Venturi di Casola Valsenio al quale è intitolata la Banda Locale).

 

Curiosità sul Maestro Pilade Bennati 

Il M° Pilade Bennati era artista di grande qualità musicale come compositore , direttore e   abilissimo esecutore  di pianoforte. Ad Acquasanta, dove venne chiamato per dirigere la Banda locale gli venne offerta una retribuzione annua di 1000 lire, l’alloggio gratuito e, in occasione dei servizi bandistici, la paga doppia rispetto agli esecutori.

Il Maestro Bennati era interamente impegnato nell’arte musicale  ma probabilmente non troppo attento a curare altri importanti aspetti legati all’organizzazione della Banda quali  i rapporti con la Società Italiana degli Autori ed Editori, il registro delle ordinazioni fatte alle case fornitrici di materiale e strumenti causando in questo modo alcuni problemi  al Corpo Bandistico. Si legge infatti, in alcuni articoli che parlano  della Banda di Acquasanta, che il 7 luglio 1897  l’agente della SIAE chiese alla Banda di mettersi in regola con i versamenti, pena l’inibizione di servizi in pubblico, compresa l’esecuzione di marce e ballabili; ad agosto dello stesso anno la banda fu denunciata all’autorità Prefettizia perché oltre all’esecuzioni fatte in paesi e dintorni, aveva partecipato al concorso di bande musicali in Ascoli, eseguendo pezzi di musica di Verdi e Donizetti tutelati dalla SIAE, senza attenersi ai versamenti richiesti; l’anno seguente una nuova denuncia alla Prefettura, rimarcava che la banda aveva suonato il 5 agosto 1897 in occasione delle Feste Patronali in onore di Sant’Emidio, ad Ascoli, RIGOLETTO, DUE FOSCARI E FIGLIA DEL REGGIMENTO senza autorizzazione e pagamento dei diritti, in ottobre aveva suonato a Venarotta senza aver versato l’importo alla Società.

Nel 1899 la ditta SACERDOTTI di Biella minacciò gli atti giudiziari se non si provvedeva al saldo di lire 179,20 per strumenti acquistati; la stessa cosa fece la ditta MAINO-ORSI di Milano per clarinetti e cornetta. Tanta trascuratezza trovò  la generosità del Presidente della Banda  di Acquasanta, Lorenzo Panichi, che saldò i conti e pagò le multe.

Queste “piccole” vicende non hanno però oscurato la fama del  grande Maestro e compositore che, ancor oggi,  è ricordato e stimato dagli acquasantani e da tutti gli attuali musicisti della Banda  di Acquasanta.

A cura di Renato Soglia

 

>>> Clicca per ascoltare Lugete Veneres suonata dalla banda di Malta

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