IL FOLLETTO DEL VASINO

Un grazie sentito agli operatori dell’asilo S.ta Dorotea da parte di un genitore grato e riconoscente

 

E’ una mattina strana, vivo un dormiveglia ancora segnato dai pensieri e dai sogni della notte appena trascorsa. E’ ancora presto, lo percepisco dalla debole luce che oltrepassa le fessure della finestra. D’un tratto un pensiero entra prepotentemente nella mia mente, più che altro un ricordo ….. ”Il folletto del vasino”.

 Sì !! Il Folletto del vasino, un personaggio amichevole che ho incontrato qualche anno fa, in un momento in cui mio figlio, che aveva appena superato i tre anni, viveva una esperienza, comune ai bambini della sua età, quella in cui i bimbi  fanno ancora la “pupù” addosso, anche se  già da un po’ di tempo, si sono svezzati  dal pannolino.

Accadeva che, improvvisamente , si metteva  silenziosamente in disparte, senza farsi vedere da nessuno, e la faceva nei pantaloni. In seguito riprendeva a fare quello che aveva interrotto ma con un’aria imbarazzata, silenziosa. A volte non piangeva ma si commuoveva come si sforzasse di trattenere le lacrime.

Capito quale fosse il problema, sono stati diversi i tentativi di correggerlo e aiutarlo a riprendere una abitudine che credevamo ormai consolidata: cioè quella di utilizzare il water,  ma i diversi tentativi  non approdavano  a risultai soddisfacenti, anzi  a volte peggioravamo la situazione.  A nulla valevano i premi promessi  o peggio ancora  i moniti autoritari. 

 

Sentito il parere di esperti, mi fu detto che, esclusi problemi fisico-organici, il fenomeno era dovuto ad un piccolo blocco psicologico, causato da un qualsiasi disagio, chiaramente non grave, che il bimbo aveva incontrato nel suo crescere e che manifestava in questa maniera.

Si può ben capire che per un genitore un po’ apprensivo, questo problemino, anche se di piccola importanza, possa creare qualche perplessità ed inquietudine o suscitare qualche improprio senso di colpa per l’inaspettata turbativa verificatasi nella serenità del proprio piccolo.  

Mi sono allora confidato con le insegnanti dell’asilo che mio figlio frequenta e …. voilà ….  ecco comparire la soluzione con questo personaggio mistico, emblematico ma amichevole del folletto.

Il “Folletto del vasino” è un metodo studiato da psicologi, pedagogisti o solo studiosi dei comportamenti infantili per superare questo problema e,  poiché penso che possa risultare interessante ed utile anche per altri, proverò a spiegarlo.

Si prende un poster di un qualsiasi paesaggio e gli si abbinano delle figurine adesive. Ad esempio : si prende un poster di un bosco e si cercano figurine di animali, oppure si prende un poster di un circuito automobilistico e si cercano figurine di automobili ecc… ecc.

Poi si scrive una lettera correlata ad una ad una figura di un qualsiasi folletto, e la si legge al bambino. Ad esempio si può scrivere:

“ Ciao piccolino , sono il folletto del vasino e sono venuto per aiutarti. Ti ho portato questo poster e ogni volta che farai la “pupù” nel vasino io verrò di nascosto e ti porterò in regalo la figurina attaccata sopra. Quando sarai diventato bravo e avrai terminato tutto il poster io andrò da un altro bambino che avrà bisogno di me, ora cominciamo ….”

E così si comincia, il segreto consiste nel non pressare troppo  il bambino e soprattutto nel fargli credere che i genitori siano all’oscuro di tutto. Per questo serve una figura estranea al contesto familiare e che abbia una valenza fantastica, surreale, quasi mistica. Ogni volta che la “pupu” verrà fatta nel vasino, di notte, si metterà una figurina sotto il cuscino, con una piccola lettera in cui sarà scritto “Sei stato  bravo Lorenzo, ecco il tuo premio, continua così ed io verrò ogni volta a portarti un regalo”.

Così ci siamo comportati io e la mia compagna e dopo un po’ il problema si è risolo, volato via insieme al suo eroe “Il Folletto”.

Questa è la storia del folletto del vasino che a me è stato di grande aiuto.

Ecco il pensiero che questa mattina ha occupato la mia mente, forse perché ieri sera ho ritrovato nel mio comodino una di quelle figurine a cui ho accennato, ma forse, e questa è la vera ragione, perché mio figlio  sta terminando la frequentazione  dell’asilo “S.ta Dorotea”  e con il prossimo anno scolastico dovrà affrontare una nuova avventura: la Scuola Elementare.

Ultimi giorni dunque  di quattro anni stupendi, dove l’alta professionalità del personale, educatori e non, hanno reso possibile un rapporto con i nostri figli più completo, sempre supportati ed aiutati in questo difficile compito che è: essere genitori.

Provate solo ad immaginare il rapporto familiare che abbiamo trovato al suo interno, le confidenze, i giochi, le attività dove noi genitori siamo sempre stati coinvolti, tanto da partecipare alla crescita dei nostri figli. Non solo un luogo dove lasciarli quando si va al lavoro, oppure in momenti di difficoltà, ma un luogo dove trovi sempre qualcuno che ti ascolta e cerca una soluzione al problema.

Ci sono persone che per ogni cosa si impegnano sempre al 110%, sia che si organizzi un gioco, oppure una attività didattica, sempre pronte a sostenere la scuola con raccolta di fondi, mercatini, ore in più a preparare costumi per le recite, la Sega Vecchia, i souvenir per la festa della mamma, o del papà, le gite, gli incontri … ecc. ecc. .. incredibile!

E poi il lato umano, l’attenzione scrupolosa verso segnali potenzialmente negativi per i bambini, la cura dei dettagli emotivi, ma soprattutto il sorriso che traspare nei loro occhi quando la mattina i bambini entrano a scuola.

Oggi è stato l’ultimo giorno di questa fantastica avventura, sono triste, forse avrei bisogno io del folletto dei dei rimpianti, perché rimpiangerò molto di quei luoghi, ma anche contento perché altri genitori potranno in futuro avere un posto fatto per professionisti  umani, binomio  da non sottovalutare e respirare la gioia e la serenità utile per i figli.

Un immenso grazie a Luisa, indispensabile colonna portante, Anna, la dolcezza fatta persona, Dana, Paola, Selena,Monia e le tate che si sono susseguite nelle sostituzioni, a Don Euterio (the boss), ma un grazie particolare, senza togliere niente a nessuno, al mio amico “folletto” Fabio.

Arrivederci, grazie di tutto ……… un genitore riconoscente.

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